Definizioni Flashcards

1
Q

Semeiotica

A

L’«arte» di rilevare i sintomi, i segni e tutti i dati riguardanti la malattia, collegandoli con le alterazioni che li determinano.

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2
Q

Segno

A

Alterazione obiettiva manifestata dal paziente e rilevata dall’esaminatore. In alcuni casi il paziente riferisce alterazioni obiettive non più rilevabili che devono essere caratterizzate in base a quanto descrive il paziente.

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3
Q

Sintomo

A

Sensazione soggettiva avvertita dal paziente.

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4
Q

Anamnesi

A

Storia clinica del paziente, deve essere schematizzata e riassuntiva raccogliendo le info. più importanti.

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5
Q

Anamnesi familiare

A

Storia familiare delle malattie che in genere riguarda il primo grado di parentela. Malattie presenti o decessi importanti, matrimoni tra consanguinei.

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6
Q

Anamnesi fisiologica

A

Domande sulla vita passata e abitudini: nascita, parto, allattamento,
vaccinazioni, grado di istruzione, menarca, menopausa, lavoro, matrimoni, gravidanze, ambiente domestico. Vengono valutate varie abitudini: appetito, dieta, pasti, digestione, liquidi, minzione, vizi, sonno e attività sessuale.

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7
Q

Anamnesi patologica

A

Remota: Patologie rilevanti a partire dall’infanzia, procedendo in ordine cronologico fino alle manifestazioni della diagnosi attuale. Nei pazienti cronici viene schematizzata. Importante in fase pre-intervento per assicurarsi che non ci siano stati in famiglia casi di emostasi.
Prossima: Eventi in ordine cronologico che hanno portato il paziente a sottoporsi alla visita. Informazioni più dettagliate sul motivo del ricovero.

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8
Q

Anamnesi farmacologica

A

Farmaci che il paziente assume o ha assunto senza trascurare i prodotti da banco da quale possiamo arrivare a delle patologie che sono state omesse dal paziente o eventuali effetti collaterali correlati.

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9
Q

Ispezione

A

Rilevazione di numerosi informazioni tramite l’uso della vista

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10
Q

Palpazione

A

Rilevazione delle sensazioni termiche con il dorso usando quindi il termo-tatto, in oltre rilevare eventuali alterazioni o masse con le dita valutandone: consistenza, mobilità, fluttuazione e dolorabilità. In oltre si possono percepire fremiti e polso.

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11
Q

Auscultazione

A

Si apprezzano i rumori che vengono prodotti in modo spontaneo e rilevare quei rumori che possono essere patologici. Vengono presi sotto osservazione in particolar modo il torace, l’addome e i vasi arteriosi.

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12
Q

Percussione

A

L’esaminatore provoca un suono che da origine ad una vibrazione nei tessuti
sottostanti, il suono può avere diverse caratteristiche in base alla sede (viene soprattutto usato nell’E.O del torace). La percussione digito-digitale viene eseguita dal dito medio della mano sx come plessimetro, facendo poi pressione con la falange terminale e l’articolazione interfalangea e sollevando la restante porzione del dito con le altre 4 dita. Mentre il dito medio dell’altra mano fa da plessore che ha la funzione di percuotere.

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13
Q

Tipo morfologico

A

E’ il risultato di alcuni elementi: sviluppo dello scheletro, delle masse muscolari e della distribuzione del grasso sottocutaneo. Si facevano in passato associazioni tra patologie e tipo costituzionale.
BMI = peso in Kg del soggetto / quadrato dell’altezza espressa in metri
Il BMI ci serve per valutare lo stato di nutrizione del soggetto e la presenza di eventuali situazioni a rischio.

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14
Q

Nanismo / Ipoevolutismo somatico
< 130 cm uomini, < 125 cm donne

A

Cause endocrine:
• Difetto di secrezione e/o di azione del GH (nanismo ipofisario)
• Grave ipotiroidismo (Nanismo tiroideo) Gli arti sono scarsamente sviluppati rispetto al tronco e facies mixedematosa (palpebre e labbra tumefatte, lingua grossa e sporgente dalla bocca); sviluppo sessuale è compromesso
Cause genetiche:
• Acondroplasia: una malattia genetica ereditaria, Osteogenesi imperfetta (nanismo osseo).

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15
Q

Gigantismo

A

Sindrome cronica, rara, causata da un’iperproduzione dell’ormone GH durante l’INFANZIA, prima della saldatura delle epifisi. Poche deformità osseo, ispessimento dei tessuti molli, pubertà ritardata

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16
Q

Stato di coscienza e sensorio

A

Valutare se le funzioni di vita di relazione sono conservate (vigile, confuso, privo di coscienza).
• Sensorio: se è in grado di orientarsi nel tempo e nello spazio

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17
Q

Ducubito, postura e andatura

A

• Astasia: impossibilità nel mantenere la stazione eretta
• Abasia: incapacità nel camminare
• Disbasia: deambulazione anormale
• Decubito indifferente: cambio di posizione senza che insorga dolore o si modifichino le funzioni
• Decubito preferenziale: trae sollievo in una determinata posizione
• Decubito obbligato: obbligazione in una stessa posizione

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18
Q

Sindrome e malattia

A

Quando il disturbo è caratterizzato da un insieme di segni e di sintomi, che si verificano insieme, ma che non è possibile ricondurre in maniera diretta e lineare ad una causa isolabile e univoca, si definisce sindrome.
Quando un disturbo ha una causa bene riconoscibile e in qualche modo accertata, si parla di malattia.

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19
Q

Febbre / Piressia (segno clinico)

A

Stato patologico temporaneo che comporta un’alterazione del sistema di termoregolazione ipotalamico e una conseguente elevazione della temperatura corporea al di sopra del valore considerato normale.
- Febbre continua : la temperatura corporea si mantiene pressoché costante durante il periodo del fastigio.
- Febbre remittente o discontinua : il rialzo termico subisce durante il periodo del fastigio oscillazioni giornaliere di due-tre gradi, senza che mai si raggiunga la defervescenza.
- Febbre intermittente : periodi di ipertermia si alternano a periodi di apiressia (senza febbre).
- Febbre ondulante : il periodo febbrile oscilla da 10 a 15 giorni

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20
Q

Pterigio

A

Plica cutanea simmetrica. Regione mastoidea fino alla regione sopra-clavicolare.

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21
Q

Gobba di bufalo

A

Accumulo di grasso a livello delle vertebre cervicali inferiori

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22
Q

Nevi

A

Neoplasia melanocitiche benigne

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23
Q

Ipertricosi

A

Eccessivo sviluppo del sistema pilifero in sedi normali (irsutismo nella donna in sedi anormali)

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24
Q

Alopecia

A

Mancanza di capelli o di altri peli, circoscritta o diffusa.

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25
Q

Eritema

A

Modificazione del colorito di dimensioni variabili (da millimetrica a vasta chiazza) provocata da ectasia vasale

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26
Q

Teleangectasia

A

Dilatazione vascolare permanente, da puntiforme a vaste chiazze, che scompare totalmente o in parte alla vitropressione. Spider Nevo ( angioma stellare).

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27
Q

Macchie emorragiche

A

Stravaso di sangue nei tessuti. Si modifica con le modificazioni dell’emoglobina, passando al blu-verde-giallo-bruno. porpore emorragiche.

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28
Q

Angioma rubino

A

Tumore benigno che trae origine cellule endoteliali.
Si presenta come una papula di colore rosso-purpureo dalle dimensioni contenute.

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29
Q

Papula

A

Formazione solida, piccola, rotonda, a sede epidermica. Provocata da un ispessimento dell’epidermide o infiltrato infiammatorio. Mollusco contagioso.

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30
Q

Nodulo

A

Formazione solida, più grande della papula, sede dermica o ipodermica.
Dovuta a infiltrato infiammatorio o accumulo di sostanze esogene o endogene.
Xantoma (accumulo di colesterolo)

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31
Q

Vescicola

A

Piccola raccolta di liquido organico. Sede epidermide.
Varicella, Herpes simplex, Herpes zoster.

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32
Q

Bolla

A

Raccolta di liquido organico a sede intraepidermica. Pemfigoide bollono.

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33
Q

Pustola

A

Piccola raccolta di materiale purulento nel contesto dell’epidermide o a sede dermo-epidermica.

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34
Q

Pomfo

A

Lesioni edematose delimitate e rilevate, talora confluenti, a carico della cute (senza interessamento delle mucose). Tipica dell’orticaria.

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35
Q

Crosta

A

Prodotto dell’essiccamento di liquido organico (sangue, siero), si sovrappone a precedenti lesioni (vescicole, bolle).

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36
Q

Squama

A

Sfaldamento dello strato corneo. Psoriasi/Ittiosi.

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37
Q

Escoriazione

A

Soluzione di continuo traumatica, provoca perdita di epidermide.

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38
Q

Ulcera / Ulcerazione

A

Soluzione di continuo che interessa derma, ipoderma. Scarsa tendenza alla riparazione. Ulcera vascolare /piede diabetico.

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39
Q

Ragade

A

Soluzione di continuo lineare che interessa l’epidermide e il derma. (Dolorosa)

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40
Q

Cicatrice

A

Neoformazione di tessuto (epidermide e connettivo) atta a riparare una perdita di sostanza.

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41
Q

Edema

A

Gonfiore delle parti molle che compare soprattutto nelle zone declivi, a causa dell’aumento di liquido di varia consistenza (molle, elastica, dura) nello spazio interstiziale e negli interstizi dei tessuti. Si accompagna a casi di ritenzione di sodio.
Sedi: sottocutaneo, sieroso, viscerale.

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42
Q

Anasarca

A

Edema generalizzato non infiammatorio, interessa tutto il tessuto sottocutaneo e anche la cavità seriore (pericardio, peritoneo, pleura).

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43
Q

Linfoadenoma / Linfedema

A

Accumulo anormale di linfa per anomalie del sistema linfatico.

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44
Q

Lipodistrofie

A

Alterazioni ipertrofiche o ipotrofiche del tessuto adiposo.

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45
Q

CIANOSI
Colore blu della cute mucose, dovuto ad un aumento del HB ridotta. > 5 g/dl
Valori normali 2,6 g/dl

A

Fenomeno di Raynaud (localizzata)
Sindrome del dito bianco. Non arriva abbastanza sangue, si presenta un pallore, cianosi e rossore
- Periferica→Problemi di circolazione (estremità fredde)
- Centrale→Problemi polmonari, cardiovascolari. Il sangue è già
deossigenato (estremità calde)
Per distinguerle —> LINGUA (lingua blu, centrale)

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46
Q

DISPNEA
Sensazione consapevole di difficoltà respiratoria, associata ad un aumento dell’attività respiratoria.
• Dispnea Cardiaca: insufficienza cardiaca sx/dx, versamento pericardico
• Dispnea Polmonare: insufficienza ventilatori ostruttiva
• Dispnea dismetabolica: Anemia, ipertiroidismo

A

Dispnea inspiratoria (entra)
(Ostruzione delle vie aeree extra toraciche, edema della glottide, corpo estraneo: manovra di Heimlich) Dispnea Espiratoria (esce) (ostruzione delle vie intratoraciche, asma bronchiale)

• A rapida insorgenza
Polmoniti, asma, corpi estranei, tromboembolismo polmonare
• Progressiva
Neoplasie, anemie versamenti pleurici • Lentamente progressiva
Obesità, bronchite cronica

Ortopnea
difficoltà a respirare in posizione SUPINA, il pz ha bisogno di stare seduto o in posizione eretta. Cardiopatico.
• Platipnea
Difficoltà a respirare in posizione SEDUTA o eretta, migliora in posizione distesa (clinostatica). Cirrosi
• Trepopnea
Difficoltà a respirare in posizione LATERALE. migliora se si cambia lato. (versamento pleurico monolaterale)
• Dispnea parossistica notturna: Difficoltà respiratoria che insorge durante la notte

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47
Q

Dolore toracico
(apparato respiratorio)

A

Il dolore non origina dal polmone, perché il parenchima e la pleura viscerale sono prive di innervazione sentiva, ma dalle PLAURE PARIETALE O DIAFRAMMATICA o dalle GROSSE VIEE AEREE.
Cause
- Flogosi primitive della pleura
- Flogosi secondarie per es. polmoniti, tumori

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48
Q

Emottisi

A

Emissione di sangue proveniente dalle vie aeree con la tosse o l’espettorato. Aspetto del sangue rosso vivo. Sintomo associato la dispnea.
Cause emottisi
- infezione polmonari: tubercolosi, polmoni batteriche
- infarto polmonare, vasculite polmonare
- Malattie bronchiali: bronchite

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49
Q

Emoftoe

A

Sangue proveniente dalle vie aree mescolato a catarro e in genere meno abbondante.

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50
Q

Epistassi

A

Sanguinamento dal naso.

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51
Q

Espettorazione

A

Emissione di secreto proveniente dalle vie respiratorie. Sintomo frequente della affezione infiammatorie dell’albero respiratorio.
• Mucoso: bronchite, asma, tubercolosi
• Mucopurulento: bronchite cronica, asma
• Purulento: polmonite
• Gelatinoso: infezioni da Klebsiella

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52
Q

Ippocratismo digitale
(Dita a bacchetta di tamburo)

A

Dita a bacchetta di tamburo. Modificazione tipica delle unghie e delle falangi
distali delle dita delle mani e dei piedi. Vetrino di orologio. Associato a TANTISSIME malattie.
- Malattie cardiovascolari
- Malattie polmonari
- Gastrointestinali
- Epatiche

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53
Q

Respirazione rumorosa
(Percezione diretta di rumori respiratori percepibili all’auscultazione)

A

• STRIDORI: suono ad alta tonalità soprattutto iI Cornage laringeo (ostruzione vie aree - corpo estraneo, frequente nei bambini).
• SIBILI: rumori respiratori musicali e fischianti che peggiorano durante l’I. (Sintomo di dispnea)
• CREPITII/RANTOLI: rumori respiratori acquisiti di carattere discontinuo.
Fini brevi, alta tonalità Grossolani lunghi, bassa tonalità (Edema polmonare, fibrosi polmonare)
• RONCHI: rumori a bassa tonalità uditi durante l’I-E (bronchite cronica)

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54
Q

Tosse
Espirazione forzata a glottide chiusa seguita da apertura improvvisa della glottide e preceduta da inspirazione profonda

A

Tonalità:
- Rauca (tipica della laringite)
- Abbaiante (tipo particolare di tosse rauca)
- Convulsiva (tipica della pertosse)
- Fioca (lesioni alle corde vocali)
- Profonda (grassa, origine nei bronchi)
- Tosse secca: priva di espettorato, prodotta dalla vibrazione delle corde vocali
- Tosse umida/grassa: secreto nei bronchi, accompagnata a volte da espettorato.

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55
Q

Vomica

A

Espettorazione improvvisa di materiale purulento in abbondante quantità simile al vomito, dovuta all’apertura in un bronco di una raccolta pleurica o parenchimale.

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56
Q

Singhiozzo

A

è un fenomeno dovuto a contrazioni ripetute e involontarie del diaframma. Consiste in un’inspirazione seguita da una chiusura improvvisa e rumorosa della glottide.

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57
Q

Torace ad imbuto
(Escavato)

A

Depressione nella parte interiore dello sterno. La compressione del cuore può creare soffi.

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58
Q

Torace a carena

A

Torace appiattito trasversalmente, Sporgenza anteriore dello sterno, accentuando il diametro antero-posteriore.

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59
Q

Torace a botte

A

Aumento del diametro antero-posteriore del TORACE.

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60
Q

Fremito vocale tattile
(Palpazione)

A

Parlando si producono particolari vibrazioni (generate dalle corde vocali), trasmesse alla parete toracica e percepibili con il palmo della mano.

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61
Q

Suono chiaro polmonare
(Percussione)

A

Sulle zone sovrastanti i Polmoni si genera un suono detto chiaro polmonare, con particolari caratteristiche di intensità, tono e durata.
- Suono piatto
- Ottuso
- Risonante
- Timpanico

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62
Q

Murmure vescicolari
(Auscultazione)

A

Normale suono udibile a livello della maggior parte dei campi polmonari.

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63
Q

Rumori restauratori bronchiali
(Auscultazione)

A

Normalmente possono essere uditi a livello della trachea e delle aree di consolidamento polmonare, come nella polmonite.

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64
Q

Polso arterioso
Arterie: Brachiale, Radiale, Carotide, Poplitea, Tibiale

A

Variazione pressoria corrispondente all’onda sfigmica generata dalla sistole
cardiaca, trasmessa nel sistema vascolare e percepibile sui vasi periferici sotto forma di “pulsazione”
- Frequenza (numero pulsazioni al minuto)
- Ritmo (ritmo regolare tra le singole pulsazioni)
- Volume (ampio, piccolo) - Simmetria dei polsi
- Celerità

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65
Q

Pressione arteriosa

A

La pressione arteriosa è la forza esercitata dal sangue sulle pareti di un’arteria. sistolica è il picco di pressione massima all’eiezione;
diastolica è la pressione minima che resta nelle arterie dopo il rilascio del ventricolo (cuore in fase di rilassamento).

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66
Q

Ipertensione arteriosa

A

riscontro di valori pressori persistentemente elevati: Pressione Sistolica >140 mmHg; Pressione Diastolica > 90 mmHg.
Riscontrati in due o più misurazioni in due visite distinte.
Cause: ormonale, renale, da farmaci.

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67
Q

Vene varicose / Ectasia vasale

A

vene permanentemente dilatate, allungate e tortuose. (patologia vene) dovuta a cedimento delle pareti o a flusso ostruito/difficoltà di flusso venoso.

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68
Q

Trombosi venosa (tromboflebite)
Presenza di coaguli di sangue che aderiscono alle pareti non lesionate dei vasi

A

Superficiale:
- può associarsi a una componente infiammatoria (traumatismi meccanici o chimici, anche iatrogeni, flogosi batteriche)
- interessa i vasi venosi superficiali ed è dunque apprezzabile clinicamente
- Ha bassa probabilità di distacco embolico

Profonda:
- genesi da stasi circolatoria e/o a perturbazioni dell’emostasi
- interessamento dei vasi venosi profondi
- area di adesione alla parete venosa limitata rispetto all’estensione del trombo
- maggiori probabilità di distacco embolico (embolia polmonare)

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69
Q

Astenia

A

Stanchezza non giustificata dallo sforzo fisico effettuato.

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70
Q

Segno di Bauer e Segno di Homans

A

1) dolore alla compressione del polpaccio
2) Dolore al polpaccio alla flessione dorsale del piede
Flebopatie acute.

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71
Q

Itto della punta

A

Movimento ritmico apprezzabile al V spazio intercostale, 1cm all’interno rispetto alla linea emiclaveare, provocato dall’urto del cuore contro la parete toracica.

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72
Q

Toni cardiaci

A

Eventi acustici provocati dall’apertura o chiusura delle valvole.
S1 Tono sistolico - chiusura delle valvole atrioventricolari (T,M). Fase iniziale di sistole ventricolare.
S2 Tono diastolico - chiusura delle valvole semilunari (A,P). Fase di diastole.
S3 galoppo ventricolare
S4 galoppo atriale

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73
Q

Soffi cardiaci

A

Modifica del flusso sanguigno da laminare a turbolento, con formazione di vortici udibili dalla parete cardiaca o vascolare
• Sistolico: Tra S1 e S2 (piccola pausa)
• Diastolico: Tra S2 e S3 (grande pausa)

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74
Q

Nausea

A

Sensazione di vomito imminente causata da ipomobilità gastrica e ipertono vagale.

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75
Q

Conati di vomito

A

Tentativi abortiti/falliti di vomito a glottide chiusa che precedono l’atto del vomito.

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76
Q

Vomito
Indagare su: Stimoli, prima o dopo i pasti, sintomi associati (diarrea, astenia, febbre)

A

Emissione del contenuto
gastrointestinale dalla bocca. Determinato da una contrazione involontaria dalla muscolatura addominale e diaframmatica. Associato a rilasciamento del fondo gastrico, risalita ed apertura del cardias, in coincidenza di un’onda antiperistaltica gigante che parte dal digiuno prossimale.
Gastroenteriti infettive e tossiche
Malattie infiammatorie intraperitoneali (Ulcera, colecistiti, pancreatiti, epatiti, malattie infiammatorie intestinali croniche, appendicite acuta). Farmaci, gravidanza, ipertiroidismo, iper/ipoparatiroidismo, uremia, diabete, emicrania, emozioni, ansia, disordini del comportamento alimentare, alcolismo, IMA.

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77
Q

Rigurgito

A

Emissione del contenuto proveniente dall’esofago o dallo stomaco SENZA nausea o conati di vomito, e contrazione addominali forzate.

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78
Q

Dispepsia

A

Sindrome clinica caratterizzata da: dolore addominale o fastidio ricorrente localizzato a livello addominale superiore della durata di almeno 3 mesi con sintomi presenti per almeno il 25% del tempo (es. 20 giorni). Difficoltà digestiva, senso di pienezza.

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79
Q

Pirosi

A

Sensazione di bruciore avvertita a livello dello stomaco (pirosi gastrica) o dietro lo sterno (pirosi retrosternale) con tendenza all’irraggiamento verso la gola (senso di acidità). Dovuta alla risalita del contenuto dello stomaco fino all’esofago, che provoca irritazione alla mucosa. RGE, malattia peptidica.

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80
Q

Epigastralgia

A

Dolore riferito localizzato all’epigastrio, alla bocca dello stomaco —> regione superiore-centrale dell’ADDOME.

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81
Q

Reflusso gastroesofageo
È legato a:
- HCL
- Pepsina
- Bile
Può provocare:
- flogosi
- Faringite, laringite, tosse, sinusite Oppure Asma, apnea notturna, polmonite

A

È un fenomeno fisiologico di risalita in esofago del contenuto gastrico dello stomaco, ma che non determina un danno alla mucosa né una sintomatologia specifica, grazie ad alcuni meccanismi che ne limitano l’entità. Diventa patologico se diventa un disturbo cronico.
È dovuto alla inefficacia dei MECCANISMI ANTI-REFLUSSO
• barriera anti reflusso Sfintere esofageo inferiore, pilastri diaframmatici, angolo di His
• clearance esofagea Gravità, saliva, peristalsi esofagea
• barriera epiteliale

Ernia Jatale
Può alterare la barriera antireflusso facilitando il reflusso. Caratterizzata dal passaggio di una porzione dello stomaco, dall’addome al torace, attraverso un foro del diaframma (iato esofageo) che normalmente consente il passaggio dell’esofago.
Avviene per:
- patologie frigo-laringee
La resistenza della mucosa lrigena è minore di uella esofageo rispetto all’acido e alla pepsina
- patologie broncopolmonari
Piccole quantità di acido nelle vie aree possono causare: asma, bronchite e polmoniti batteriche
- riflesso vagale esofago-bronchiale
> del pH esofageo ridere un incremento delle resistenze delle vie aeree con broncocostrizione riflessa.

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82
Q

Disfagia

A

Sensazione di deglutizione difficoltosa. Si può avere difficoltà a deglutire cibi solidi o cibi liquidi.

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83
Q

Odinofagia

A

Sensazione dolorosa provata durante la deglutizione a livello del collo o dietro lo sterno. Se il sintomo provocasse soffocamento bisogna eseguire la manovra di Heimlich così da estendere le vie respiratorie occluse.

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84
Q

Meteorismo

A

È l’accumulo di gas nel tratto gastrointestinale che provoca una sensazione di gonfiore addominale (pancia gonfia) correlata ad un aumento della circonferenza della pancia (distensione addominale).

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85
Q

Ascite

A

Presenza di liquido nella cavità PERITONEALE
- Severa: addome teso
- Moderata: distensione addominale moderata
- Lieve: rilevabile solo con eco
Cause:
Se SAAG> 11g/L cirrosi 80%
Se SAAG< 11g/dl Neoplastica 10% Gradiente di siero-albumina ascite

Ispezione: addome globoso, teso Palpazione: segno del fiotto Percussione: suono timpanico nella parte anteriore e ottuso dove viene rilevato liquido. Parte dell’ombelico. Diagnostica strumentale e di lab
• ecografia
• Prelievo del liquido ascitico mediante paracentesi (aspetto limpido, ematico, torbido) (colore giallo, ambrato, rosso).

86
Q

Ematemesi

A

Vomito ematico.

87
Q

Melena

A

Emissione di feci nere o melaniche per presenza di sangue parzialmente DIGERITO.
Cause:
Ulcera peptica + dolore lacerazioni del cardias i ripetuto episodi di vomito Esofagite/gastrite erosiva (reflusso, tosse, bruciore) Cancro esofageo (inappetenza, dolore, disfagia) Cancetro stomaco (inappetenza, dimagrimento, disagia).

88
Q

Ematochezia

A

Emissione di feci miste a tracce di sangue di colore rosso vivo, il sangue NON è digerito. Se causata dopo l’evacuazione —> ragadi, emorroidi.
Causata da sanguinamento basse vie digestive

89
Q

Rettorragia

A

Emissione di feci miste ad abbondante sangue vivo di origine rettale.
Causato dalla rottura di vasi sanguigni.

90
Q

Bilirubina

A

È un composto che si forma per l’80% dalla degradazione del GR invecchiati, per il 20% da emoproteine sferiche: citocromi, mioglobina.

Degradazione bilirubina:
- bilirubina non coniugata, insolubile
- Nel fegato bilirubina coniugata solubile
- A livello intestinale uribilinogeno poi ossidato a stercobilinogeno, secreto con le feci.

91
Q

Ittero / Iperbilirubineria

A

Quando la bilirubinemia totale supera i 2-2,5 mg/dl la cute appare di colore giallo, occhi, mucose. (Valori normali 1mg/dl).

92
Q

Stipsi

A

Emissione difficile o infrequente di feci (meno di 3 a settimana), caratterizzata da durezza delle feci, o sensazione di evacuazione incompleta.

93
Q

Diarrea

A

Emissione di feci liquide, in abbondante quantità, >200g/24, per più di 3 volte nelle 24h.

94
Q

Flatulenza

A

Descrive una condizione caratterizzata da un’eccessiva sintesi di gas a livello gastrointestinale, accompagnata ad un’abnorme emissione degli stessi gas.

95
Q

Anoressia

A

Disturbo alimentare caratterizzato da perdita di appetito o rifiuto di alimentarsi con conseguente notevole perdita di peso. BMI < 15kg/m^2.

96
Q

Bulimia

A

Disturbo alimentare caratterizzato da un eccessiva assunzione di cibo seguita da episodi volti a liberarsi della quantità di cibo ingerita tramite vomito autoindotto, lassativi.

97
Q

Disappetenza

A

Abituale perdita di appetito/mancanza di appetito/diminuizione dell’appetito.

98
Q

Polifagia

A

Aumento dell’appetito. Ingestione di una sproporzionata quantità di cibo per esagerazione patologica del senso di fame; di solito è sintomo del diabete o dell’infestazione da tenia; anche, bulimia.

99
Q

Tenesmo rettale

A

condizione caratterizzata da una contrazione spasmodica dello sfintere anale, associata a dolore e accompagnata da un continuo stimolo a evacuare, anche senza emissione di materiale o con l’emissione di materiale fecale in modica quantità.

100
Q

Dolore colica reno-urerale

A

Sindrome dolorosa che compare in seguito alla dilatazione acuta di un tratto urinario. Il dolore è proporzionale al grado di dilatazione della pelvi renale o degli ureteri. L’ostruzione acuta è estremamente dolorosa mentre la dilatazione cronica può essere asintomatica.

101
Q

Dolore vescicale / minzionale

A

Dolore derivato dall’irritazione dell’uretra o del trigono vescicale Spesso associato a sintomatologia vescicale. Infezione delle basse vie urinarie: cistite o uretrite.

102
Q

Dolore prostatico

A

Dolore all’area pelvica, associato a dolore allo scroto e lombare, disturbi Spesso associato a disuria, stranguria, bisogno impellente di urinare ecc.), eiaculazione dolorosa, defecazione dolorosa ecc. Infezione o infiammazione a livello prostatico.

103
Q

Disuria
Anomalia minzione

A

DIFFICOLTA’ dell’emissione dell’urina dovuta ad un ostacolo al passaggio dell’urine a livello vescicale, uretrale o prostatico.

104
Q

Stranguria
Anomalia minzione

A

DOLORE alla minzione.

105
Q

Tenesmo vescicale
Anomalia minzione

A

Contrazione spasmodica, spesso dolorosa, dello sfintere vescicale accompagnata da stimolo all’emissione di urina anche senza evacuazione o con modiche quantità è la sensazione di pressione e fastidio in regione uretrale o soprapubica, che si associa al bisogno di avere necessità di urinare e svuotare in modo più completo la vescica.

106
Q

Incontinenza urinaria

A

Perdita involontaria di urina
Cause:
Infezioni vaginali o del tratto urinario, Malattie renali. Gravidanza e parto, Stitichezza, Farmaci, Diabete, Ipertrofia prostatica e prostatite, Malattie del sistema nervoso e disturbi neurologici, Difetti congeniti (presenti alla nascita); Debolezza dei muscoli che mantengono in sede la vescica e lo sfintere uretrale.

107
Q

Ritenzione urinaria

A

Graduale accumulo di urina in vescica con incapacità di eliminarla, nonostante lo stimolo sia sempre presente.

108
Q

Alterazioni del ritmo minzionale

A

• NICTURIA: Aumento menzionale durante la notte, rispetto al giorno. Necessità di urinare più di una volta durante la notte.
• POLLACHIURIA: Aumento della frequenza delle minzioni nelle 24h con quantità ridotta di urina per minzione.

109
Q

Alterazione del volume urinario

A

• OLIGURIA: diuresi < 500ml/24h Insufficienza renale, Disidratazione.
• ANURIA: diuresi < 100ml/24g
Shock ipovolemico, uropatia ostruttiva.
• POLIURIA: diuresi >2000ml/24h Idrica, osmotica, mista. Urine no concentrate. Causa più frequente: diabete mellito, ipertiroidismo, deficit ormone ADH.

110
Q

Enuresi

A

Emissione spontanea di urina (+ frequente durante la notte) senza dolore o tenesmo, con perfetta integrità del funzionamento vescicale durante la veglia. Il fenomeno diventa anomalo superata l’età (5 anni) in cui il controllo vescicale viene normalmente raggiunto. L’enuresi rappresenta, quindi, un ritardo nello sviluppo delle competenze minzionali.

111
Q

Iscuria paradossa

A

La perdita involontaria di urina goccia a goccia, dovuta a ritenzione urinaria e vescica iperdistesa. Emissione spontanea dell’urina a gocce proveniente da una vescica iperdistesa che supera la tonicità degli sfinteri, senza però uno svuotamento vescicale.

112
Q

Esitazione minzionale

A

Situazione caratterizzata da difficoltà ad iniziare la minzione, c’è la necessità di sforzarsi attivamente per iniziare ad urinare. Flusso debole con lungo gocciolamento post-minzionale.

113
Q

Minzione imperiosa

A

Incapacità di trattenere l’urina dal momento in cui si inizia a sentire lo stimolo.

114
Q

Ematuria
Presenza di sangue nelle urine
- Microematuria
- Macroematuria

A

L’origine del sanguinamento può essere: Renale: può provenire da glomeruli renali, rottura di cisti, necrosi papillare, tumore renale, ecc.
Ureterale: il più delle volte è dovuto a un calcolo.
• Vescicale: cistite, neoformazioni vescicali benigne o maligne, calcolosi vescicale
• Prostatico: prostatiti, ipertrofia prostatica benigna e neoplasie della prostata.
• Uretrale: dovuto a uretriti o a stenosi dell’uretra (soprattutto sesso maschile)

115
Q

Piuria

A

Presenza di materiale purulento (pus) nelle urine, che assumono quindi una colorazione torbida dovuta all’elevato numero di globuli bianchi Solitamente la piuria si associa a infezione delle vie urinarie.

116
Q

Fecaluria

A

Presenza di materiale fecale nelle urine E’ un segno piuttosto raro che indica la miscela di feci e urine che transita attraverso l’uretra, generalmente dovuta ad una fistola (un passaggio anomalo) tra il tratto intestinale e la vescica.

117
Q

Perdita della libido

A

Condizione che colpisce siamo gli uomini e sia l donne caratterizzata da una riduzione della frequenza e dell’intensità del DESIDERIO sessuale, sia spontaneo sia in risposta a stimoli erotici.
Cause: ormonali (aumento secrezione prolattina, diminuzione testosterone), abuso di alcool/ droghe. Nelle donne vaginite, infezioni vaginali. Nell’uomo disfunzione erettile.

118
Q

Anorgasmia

A

Condizione caratterizzata dall’incapacità di raggiungere l’apice del piacere, l’orgasmo, nonostante una stimolazione sessuale intensa e prolungata. Situazionale, generalizzata, primaria, secondaria.

119
Q

Dispareunia - dolore sessuale

A

Disturbo che consiste nel provare DOLORE genitale durante o più raramente dopo il rapporto sessuale.
Cause:
U—> malattie genito-urinarie (prostatite, HIV, infezioni), malattia di la peyronie (erezione dolorosa)
D—> vaginite, scarsa lubrificazione, infezioni/ infiammazione pelvica, candida.

120
Q

Impotenza

A

Incapacità di mantenere l’erezione nonostante sia presente un buon desiderio sessuale.
Cause: Malattie cardiovascolari (ipertensione), endocrine (diabete), neurologiche (sclerosi multipla), droghe, alcool, nicotina, farmaci antidepressivi.

121
Q

Ciclo mestruale
Lunghezza Intervallo tra 2 flussi di 28 giorni con variazioni di 4 giorni in difetto e 7 in eccesso Intensità Durata del flusso compresa tra 3-7giorni. Quantità 28- 80ml.

A

Inizia nella pubertà e si conclude con la menopausa. Dura circa 28 giorni.
3 fasi:
• Fase mestruale 1-5gg endometrio viene espulso dalla parete uterina: il tessuto eliminato e il sangue costituiscono il flusso mestruale che fuoriesce dalla vagina
• Fase follicolare/proliferativa 6-14 maturazione del follicolo ovarico e il versamento in circolo degli estrogeni con conseguente proliferazione della mucosa uterina
• Fase luteinizzante/secretoria 15-28 In cui il progesterone determina modificazioni uterine adatte a ricevere l’uovo fecondato

122
Q

Menopausa

A

È quel periodo fisiologico della vita di una donna caratterizzato della cessazione del ciclo mestruale e di conseguenza della fertilità. Se avviene prima dei 45 si parla di menopausa precoce. C’è un netto calo di produzione da parte delle ovaie di ESTROGENI e PROGESTERONE.

123
Q

Dismenorrea

A

DOLORI crampiformi al basso addome che richiedono l’uso di farmaci antidolorifici. Insorgono con la mestruazione, durano 24 o 48h e sono legati all’ovulazione.

124
Q

Amenorrea
Alterazione della frequenza del ciclo mestruale Amenorrea
Alterazione della frequenza del ciclo mestruale

A

Assenza del ciclo mestruale in età fertile per più di 6 mesi. Periodi fisiologici: prima della pubertà, menopausa, gravidanza, allattamento.
Primaria: se la ragazza non ha mai avuto il ciclo mestruale prima dei 16 anni. Secondaria: assenza del ciclo mestruale dopo un periodo regolare.
Cause:
- deficit tiroideo, disfunzioni dell’ipofisi, stati di denutrizione, anemie gravi, alterazioni apparato genitale, farmaci.

125
Q

Oligomenorrea
Alterazione della lunghezza

A

Comparsa di flussi mestruali a intervalli di tempo superiori ai 36 giorni Alterazioni ormonali Menopausa, Sindrome dell’ovaio multi/policistico.

126
Q

Polimenorrea

A

Comparsa di flussi mestruali a intervalli di tempo inferiori ai 21 giorni ed eventualmente abbondanti. Riduzione dello stadio proliferativo (fase preovulatoria)
-Riduzione della fase secretiva (fase post-ovulatoria): spia d’infertilità
-Malattie cardiache
-Neoplasie uterine

127
Q

Menorragia

A

Perdita ematica mestruale decisamente più abbondante e/o duratura rispetto alla norma.

128
Q

Metrorragia

A

Comparsa di anomalo sanguinamento genitale non in rapporto alla mestruazione.

129
Q

Menometrorragia

A

Perdita ematica genitale che inizia con la mestruazione e prosegue nel periodo intermestruale.

130
Q

Leucorrea

A

Fuoriuscita di abbondanti secrezioni vaginali vischiose, di colore biancastro- trasparente, consistenza lattiginosa e odore sottile.
• Patologica: quando le perdite sono grumose e dense, maleodoranti e associate a prurito, irritazione, arrossamento, bruciore, dolore vulvo-vaginale, febbre. Cause: Vulvovaginiti (miceti, batteri o virus), Malattia infiammatoria pelvica, Fibroma uterino, Tumore al collo dell’utero

131
Q

Tiroide

A

Ghiandola endocrina, produce ormoni tiroidei T3, T4 e calcitonina (determina una riduzione della calcemia e della fosfatemia mediante il blocco del metabolismo osseo).
Situata davanti alla tranche e la laringe.
• Istmo: sopravapposto anelli 2 e 3 trachea
• Lobi laterali: dall’ anello 6 fino alla cartilagine tiroidea

132
Q

Gozzo / Struma

A

Aumento di volume della tiroide. Si
manifesta con una tumefazioni mobile nella regione anteriore del collo, non dolente, evidente con la deglutizione. Cause:
- Alterazioni metabolismo dello IODIO - Difetti sintesi ormoni tiroidei
- Malattie autoimmuni

  • nodulare /multinodulare
  • Parenchimatoso diffuso
  • Endemico (10% popolazione di una aree geografica)
  • Sporadico
  • Normofunzionante (ipertrofia)
  • Iperfunzionante (ipertiroidismo)
  • Ipofunzionante
133
Q

Proptosi

A

Alterazioni locali o sistemiche che creano un aumento di volume entro i confini ossei fissi della cavità orbitaria. Mono o bi-laterali.
Cause:
Anomalie vascolari, infiammazione dovute a cause fisiche, infettive, traumatiche.

134
Q

Esoftalmo

A

Protrusione patologia dei globi oculari da deposizione di grasso e mucopolisaccaridi nel tessuto retro- orbitale. In genere è bilaterale.
Facies basedowiana
Cause:
- condizioni endocrinocorrelate (ipertiroidismo)

135
Q

Ipofisi

A

Ghiandola endocrina collocata nella SELLA TURCICA alla base del cranio e sospesa nell’ipotalamo tramite INFUNDIBOLO Ipofisi anteriore sintetizza: ormone luteinizzante LH, ormone della crescita GH, prolattina, ormone follicolostimolante FSH, TSH, ACTH Ipofisi posteriore: ADH, ossitocina.

136
Q

Galattorrea

A

Secrezione sierosa o lattescente dal capezzolo che si verifica nella donna al di fuori del periodo di allattamento. Può essere mono-bilaterale. Spesso si associa a alterazioni del ciclo mestruale. Negli uomini ad impotenza, ipotiroidismo, cefalea.
Cause:
- Farmaci contraccettivi
- Adenoma ipofisario secernente prolattina Ipotiroidismo
- Neoplasie
- Insufficienza renale
- Traumi

137
Q

Ginecomastia

A

Anomalo sviluppo delle dimensioni delle mammelle nell’uomo con conseguente rigonfiamento del torace. Mono-bilaterale. Si manifesta con aumento della sensibilità e con la comparsa di protuberanze dolorose sotto la zona del capezzolo.
Cause:
Genetiche, Ormonali. Farmacologiche, Squilibrio nel metabolismo di testosterone ed estrogeni a favore di questi ultimi.
• puberale: età puberale 12-17 anni
• Congenita: connotazione familiare
• Indotta: assunzione di farmaci
• Vera: aumento dimensioni ghiandole • Falsa: // tessuto adiposo zona mammaria
• Mista: ghiandolare e adiposo

138
Q

Iper-pigmentazione cutanea

A

Alterazione del colore della pelle generalizzata dovuta ad una maggiore colorazione.
Cause endocrine
- morbo di Addison
- Morbo di nelson Cause non-endocrine
- avvelenamento da Ag - Cirrosi biliare

139
Q

Acromegalia

A

Sindrome rara e invalidante causata da un’ipersecrezione dell’ormone GH durante l’età ADULTA, quando la saldatura delle epifisi è già avvenuta. Lineamenti viso ingrossati, naso e fronte sporgenti, cifosi, ipertensione, mani a spatola, labbra e lingua voluminose.

140
Q

Facies
Si intende l’aspetto e l’espressione del viso caratteristici di certi stati patologici. La descrizione della facies fa parte dell’EO durante l’ispezione.

A

• Facies parkinsoniana o marmorea (malattia di Parkinson): impoverimento della
mimica e scarsità dell’ammiccamento, volto inespressivo e fisso.
• Facies basedowiana (malattia di Basedow): esoftalmo (protrusione dei bulbi oculari) e atteggiamento ansioso o spaventato, cute sottile e sudata.
• Facies mixedematosa (ipotiroidismo): faccia “a luna piena”, testa grande, labbra spesse, lingua protrusa, pomelli gonfi e pallidi, edema delle palpebre, capelli radi e secchi.
• Facies linfatica: volto falsamente florido, rotondo, edematoso, roseo o pallido, mucose pallide, sopracciglia sottili.
• Facies mongoloide (sindrome di Down): occhi obliqui in basso e in dentro, naso largo e piatto, macroglossia.
• Facies mitralica (stenosi valvolare mitralica): turgore delle giugulari, magrezza e pallore del volto con pomelli arrossati e cianotici, a volte teleangectasici.

141
Q

Malattie osteo-articolari

A

Andamento cronico, invalidante, causa di disabilità e immobilizzazione, riducono la qualità della vita, non sono esclusive dell’invecchiamento.
- Componente ossea
- Componente articolare
- Postura e la deambulazione
- Componente muscolo-tendine

142
Q

Artralgia

A

Dolore riferito dal paziente a livello ARTICOLARE.
Cervicalgia, metacarpalgia, lombalgia.

143
Q

Dolorabilità evocata

A

Dolore evocato palpando l’articolazione o Durante un movimento ed è assente a riposo. Dolore evocato palpando l’articolazione o Durante un movimento ed è assente a riposo.

144
Q

Impotenza funzionale

A

È l’incapacità di mobilitare normalmente un arto o una articolazione per insorgenza di dolore o per limitazione del range dei movimenti effettuabili (range of motion).

145
Q

Tumefazione

A

Rigonfiamento per accumulo di liquidi in seguito ad un traumi o processi infiammatori.

146
Q

Artrite

A

Malattia infiammatoria ad andamento cronico, che colpisce le articolazioni. Non è una patologia dell’età avanzata. L’articolazione è calda, dolente, tumefatta. Il dolore è presente anche a riposo, migliora con il movimento.

147
Q

Artrosi

A

Malattia meccanica dovuta all’usura e all’invecchiamento delle articolazioni. È una malattia legata all’età, ha insorgenza lenta nel tempo. Il dolore è presente al movimento ma non a riposo.

148
Q

Varismo

A

Deformità per cui due capi articolari vanno a formare un angolo ottuso verso l’interno. O.

149
Q

Valgismo

A

Deformità per cui due capi articolari vanno a formare un angolo ottuso verso l’esterno. X.

150
Q

Lussazione

A

Spostamento permanente di due capi ossei che formano un’articolazione, rispetto alla sede anatomica normale. Dolore, impotenza funzionale, deformità.

151
Q

Frattura

A

Interruzione dell’integrità anatomica di UN segmento osseo.
- Incompleta: l’integrità dell’osso non è totalmente interrotta
- Composta: frattura completa ma i capi ossei mantengono la loro sede anatomica normale.
- Scomposta: frattura completa dove i capi ossei perdono la posizione anatomica normale.
- Esposta: qualsiasi frattura nella quale il moncone fratturato lacera i tessuti molli e la cute si espone all’esterno.

152
Q

Mialgia

A

Dolore muscolare.

153
Q

Trofismo

A

Massa del muscolo in relazione all’età, sesso e allenamento.
- Atrofia: assenza o minima massa muscolare
- Ipertrofia: aumento della massa muscolare
- Ipotrofia: diminuzione della massa muscolare

154
Q

Tono

A

Grado di turgidità del muscolo. Stato di resistenza dei vari segmenti corporei alla mobilizzazione passiva
- Ipotonia: diminuzione del tono muscolare
- Ipertonia: aumento del tono muscolare
- Astenia: assenza totale di tono muscolare

155
Q

Forza

A

Capacità del muscolo di vincere una resistenza o opporvisi.

156
Q

Ipostenia

A

Diminuzione della forza muscolare. Dato OGGETTIVO è un segno.
Da non confondere con Astenia, che è un dato soggettivo.

157
Q

Affaticabilità

A

Condizione nella quale il paziente esaurisce precocemente le proprie energie durante uno sforzo PROLUNGATO NEL TEMPO.

158
Q

Sarcopenia

A

Perdita di massa e forza muscolare, con perdita di peso significativa e diminuzione di funzionalità.

159
Q

Postura

A

Atteggiamento di una persona in stazione eretta.

160
Q

Andamento

A

La funzione della locomozione.

161
Q

Lordosi

A

Accentuazione della curvatura fisiologica lombare a convessità anteriore, che determina un’anomala prominenza dell’addome.

162
Q

Cifosi

A

Aumento della curva fisiologica dorsale a convessità posteriore che determina una postura con il dorso curvo.

163
Q

Scoliosi

A

Deviazione laterale della colona vertebrale sul piano frontale che può essere costituita da una o più curve.

164
Q

Astasia / Distasia

A

Incapacità totale del paziente di mantenere la stazione eretta o parziale. Prova di Romberg: posizione eretta, piedi uniti ad occhi aperto e chiusi.

165
Q

Abasia

A

Incapacità di camminare.

166
Q

Valutazione della deambulazione

Disbasia

A

• Deambulazione PARKINSONIANA:
Il paziente procede a passi piccoli e brevi, tenendo il tronco rigido e inclinato in avanti e le braccia lungo i fianchi.
[per Parkinson]
• Deambulazione ATASSICA:
Il paziente cammina disordinatamente e con passo incerto, come se fosse «ubriaco», aiutandosi talvolta con lo sguardo per mantenere l’equilibrio. [per malattie cerebellari o dei cordoni posteriori del midollo spinale]
• Deambulazione FALCIANTE:
Il paziente cammina trascinando un arto inferiore a peso morto, facendogli descrivere un movimento simile a una falciata
[per esiti di ictus che hanno causato emiplegia]
• Deambulazione ANTALGICA CLAUDICANTE:
Il paziente cammina poggiando il peso solo per poco tempo su uno degli arti per il dolore.
[per arto rotto, lussato, contuso, stiramento o strappo muscolare]

167
Q

Coscienza

A

La coscienza è lo stato di consapevolezza che il paziente ha di se stesso e dell’ambiente circostante.

168
Q

Crisi epilettiche

A

Scariche elettriche anomale e non controllate che originano nel contesto della sostanza grigia corticale e che interrompono in maniera transitoria la normale funzionalità cerebrale: alterazioni dello stato di coscienza, movimenti involontari, convulsioni.

169
Q

Convulsioni

A

Contrazioni involontarie, brusche e totalmente incontrollate dei muscoli volontari scheletrici.

170
Q

Sincope

A

È un’improvvisa e breve perdita di coscienza (pdc) associato a perdita del tono posturale e seguita da un recupero della coscienza spontaneo.

171
Q

Lipotimia

A

Stanchezza generalizzata, offuscamento della vista, giramento di testa e sudorazione, NON seguiti da Perdita di coscienza, raramente può precederla.

172
Q

Coma

A

Profondo stato di incoscienza, caratterizzato da una mancata risposta a qualsiasi stimolo esterno o bisogno interno, provocato da intossicazioni, alterazioni del metabolismo o danni o malattie del SNC (ictus, traumi cranici, ipossia).

173
Q

Afasia

A

Difficoltà nell’elaborazione del LINGUAGGIO.
Motoria: ridotta fluenza di linguaggio, alterata la ripetizione, non compromessa però la comprensione.
Sensoriale: capacità di comprendere alterata, alterata la ripetizione anche se il linguaggio è fluente.
Globale: linguaggio non fluente, comprensione e ripetizione alterate.

174
Q

Aprassia

A

Difficoltà nell’organizzazione e nell’attuazione di un compito motorio appresi in precedenza. Impossibilità di coordinare i movimenti.

175
Q

Neglect

A

Disturbo di attenzione nei confronti dello spazio controlaterale alla lesione. Incapacità di percepire, e rispondere a stimoli, di agire in quel lato dello spazio.

176
Q

Disartria

A

Difficoltà a scandire le parole.

177
Q

Nervo OLFATTORIO I
Regola la sensibilità olfattiva

A

• IPOSMIA: perdita parziale della capacità olfattiva
• ANOSMIA: perdita totale della capacità olfattiva
• IPEROSMIA: eccessiva sensibilità olfattiva
• PARAOSMIA/DISOSMIA: alterata percezione degli odori

178
Q

Nervo OTTICO II
Trasmette le informazioni visive

A

Lesione del nervo ottico
• AMAUROSI: cecità completa (si vede nero)
• SCOTOMA: cecità parziale Lesioni del chiasma ottico
• EMIANOPSIA: compromissione di metà campo visivo. Sensoriale o motoria.

179
Q

Nervi OCULMOTORI
Oculomotore comune III, trocleare IV, Abducente VI Responsabili della motilità oculare estrinseca

A

STRABISMO: Differente allineamento dei due bulbi oculari
• Divergente: deviazione laterale
• Convergente: deviazione mediale
• Verticale: deviazione sul piano verticale
DIPLOPIA: visione di immagini sdoppiate
•Monoculare: permane anche dopo aver chiuso 1 occhio
• Binoculare: scompare chiudendo 1 occhio.

180
Q

Nervo STATO-ACUSTICO VIII
Branca acustica/ cocleare e branca vestibolare/equilibrio

A

VERTIGINI: sensazione erronea di movimento di se stessi o dell’ambiente circostante
• Oggettiva: senso di rotazione dell’ambiente
• Soggettiva: senso di rotazione del capo, sbandamento, instabilità NISTAGMO: movimento oculare ritmico, vediamo l’iride che si sposta. IPOACUSIA: riduzione uni/bilaterale dell’udito
ANACUSIA: perdita dell’udito
PARACUSIA: il paziente sente meglio in luoghi affollati
ACUFENE/TINNITO: percezione di un suono che in genere non esiste.
• Soggettivo: ronzio, fischio che sente solo il pz
• Oggettivo: suono che origina da una sorgente interna al proprio corpo, udito anche dal medico

181
Q

Nervo TRIGEMINO V
-BRANCA OFTALMICA
- BRANCA MASCELLARE
- BRANCA MANDIBOLARE

A

Sensibilità della cute del viso, delle mucose della cavità orale, e della dura madre delle fosse craniche anteriore e media. Alcune fibre motorie per i muscoli masticatori.

182
Q

Nervo FACCIALE VII

A

Innerva muscoli mimici del volto, sensibilità del padiglione auricolare, afferente gustative, vegetative per la ghiandola lacrimale e le GH. Sottolinguali e mandibolari.

183
Q

GLOSSOFARINGEO IX, VAGO X

A

Innervano muscoli laringei, faringei. Sensibilità gustativa a livello della lingua, afferenze sensitive da faringe, laringe, palato molle, afferenze vegetative dai barocettori del seno carotide. Si valuta con: deglutizione, riflesso faringeo.

184
Q

Nervo accessorio SPINALE XI

A

Non nerve spintale in senso stretto, nasce dalle prime 4-5 radici spinali e inversa il muscolo trapezio e sternocleidomastoideo.

185
Q

Nervo IPOGLOSSO XII

A

Inversa la muscolatura della lingua. Si valuta la posizione della lingua, il movimento verso entrambi i lati.

186
Q

Motilità
È responsabile dei movimenti volontari

A

1) Primo motoneurone: dalla corteccia al midollo o ai nuclei motori dei nervi cranici; decussa a livello delle piramidi bulbari
2) Secondo motoneurone: dalle corna anteriori del midollo o dai nuclei motori dei nervi cranici alle fibre dei muscoli scheletrici
3) Unità motoria: è l’insieme funzionale costituito dal secondo motoneurone, dalla giunzione neuromuscolare e dalle fibre da essa innervate

187
Q

Tono muscolare
è lo stato di resistenza dei vari segmenti corporei alla mobilizzazione passiva

A

• Spasticità →aumento del tono da lesione piramidale. La resistenza alla mobilizzazione passiva è maggiore all’inizio del movimento e cede successivamente di colpo
• Rigidità→aumento del tono da lesione extrapiramidale (Malattia di Parkinson). La resistenza alla mobilizzazione passiva è costante durante tutto il movimento e prosegue a piccoli scatti (”a ruota dentata”).

188
Q

Paresi

A

• Emiparesi = RIDUZIONE del movimento per deficit della contrazione volontaria.
Coinvolgimento dell’Arto superiore e inferiore monolaterale.
• Paraparesi = Riduzione del movimento per deficit della contrazione volontaria. Entrambi gli arti inferiori.
• Tetraparesi = Riduzione del movimento per deficit della contrazione volontaria. Coinvolgimento di tutti e quattro gli arti.

189
Q

Emiplegia di/paraplegia tetraplegia monoplegia

A

ASSENZA di movimento per deficit della contrazione volontaria Emi: arto sup e inf monolaterale, para: art inferiori, tetra: tutti e 4 gli arti , Mono: 1 arti.

190
Q

Fascicolazioni

A

Contrazioni spontanee di singole unità motorie visibili ad occhio nudo (denervazione muscolare).

191
Q

Mioclonie

A

Contrazioni muscolari rapide, involontarie, che possono determinare anche lo spostamento di un segmento corporeo.

192
Q

Tremore

A

Oscillazione ritmica e involontaria che un segmento corporeo descrive attorno alla sua posizione equilibrio; può essere a riposo, durante il movimento o durante il mantenimento di una postura.

193
Q

Corea

A

Movimenti improvvisi di ampiezza variabile, che mimano un gesto intenzionale.

194
Q

Atetosi

A

Movimenti lenti, tentacolari, soprattutto alle porzioni distali degli arti.

195
Q

Ballismo

A

Movimenti violenti di grande ampiezza.

196
Q

Distonie

A

Contrazioni involontarie lente e sostenute che impongono a un segmento corporeo movimenti di torsione.

197
Q

Atassia

A

Disturbo del controllo del movimento.

198
Q

Dismetria

A

Il movimento verso un oggetto cade prima o dopo l’oggetto stesso.

199
Q

Adiadococinesia

A

Incapacità di eseguire movimenti rapidi alternati incapacità di eseguire movimenti rapidi alternati.

200
Q

Riflesso faringeo

A

Stimolazione tattile della parete laterale o posteriore dell’orofaringe o della base della lingua: elevazione del palato molle, Costrizione della faringe, retrazione della lingua.

201
Q

Riflesso corneale

A

Con un batuffolo di cotone sfioriamo la cornea dell’occhio, come riflesso avremo la chiusura della palpebra.

202
Q

Iporeflessia
Areflessia
Iperreflessia

A

Riflessi osteo-tendinei (bicipitale, tricipatale, rotuleo, achilleo) ridotti/assenti/aumentati. Prova indice-naso ad occhi chiusi e occhi aperti.

203
Q

Riflesso di Babinski

A

Riflesso plantare. se FLESSIONE delle dita: risposta plantare normale, se si ha l’ESTENSIONE delle dita con apertura a ventaglio, siamo di fronte al Segno di Babinski positivo.

204
Q

Riflessi tendinei

A

• Riflesso bicipitale
Flessione e supinazione avambraccio. nervo muscolocutaneo.
• Riflesso tricipitale
Estensione e pronazione avambraccio. Nervo radiale.
• Riflesso stilo-radiale
Supinazione polso e flessione avambraccio. Nervo radiale.
• Riflesso rotuleo
Estensione gamba. Nervo femorale.
• Riflesso achilleo
Flessione plantare del piede. Nervo ischiatico.

205
Q

Ipoestesia
Anestesia
Iperestesia

Disestesia

A

Riduzione
Assenza totale di qualsiasi tipo di SENSIBILITÀ Incremento \

Sensazione ABNOME prodotta da uno stimolo normale

206
Q

Parestesia

A

Alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo.

207
Q

Ipoalgesia, Analgesia, Iperalgesia

A

Riduzione/assenza/incremento dello stimolo doloroso.

208
Q

Sensibilià tattile

A

• Non discriminativa: Toccando la cute del paziente, deve dire se sente il tocco e se l’intensità è la stessa
• Discriminativa: chiedere la localizzazione dello stimolo ad occhi chiusi; disegnare un numero o una lettera sulla cute del paziente (grafoestesia); porre un oggetto nella mano del paziente ad occhi chiusi (stereoestesia) NB. Se alterazioni solo della discriminativa, deficit corticale!
- Sensibilità termica: si tocca la cute del paziente con una provetta di acqua fredda ed una di acqua calda
- Sensibilità dolorifica: lo stimolo è rappresentato da una puntura di spillo Senso di posizione e di movimento: Posizionare un dito o un arto del paziente, ad occhi chiusi, in una determinata posizione nello spazio
- Sensibilità vibratoria: si posiziona un diapason sulle prominenze ossee e si chiede al paziente se percepisce la vibrazione

209
Q

Conformazione corporea “a Mela”

A

L’obesità “a mela” è detta obesità androide ed è tipica del maschio.
Le spalle risultano più larghe e la vita più stretta.
Nell’obesità maschile si sviluppa di più la pancia.

210
Q

Conformazione corporea “a Pera”

A

L’obesità “a pera” è detta obesità ginoide ed è tipica delle donne.
Vede maggiormente sviluppati i glutei e i fianchi.