Fondamenti della didattica Flashcards

1
Q

FINALITA’ CULTURALI E DIDATTICHE DELLO STUDIO DELLA STORIA

A
  • conservazione della memoria e ricostruzione di percorsi di civiltà (storia è la dimensione temporale e contestuale/lo sfondo entro cui una civiltà si identifica in un percorso fatto di cambiamenti e di aspetti che rimangono sempre uguali)
  • ponte tra passato e presente in cui leggere razionalmente l’esperienza umana
  • imperativo civico e morale per orientarci nel profluvio di informazioni e per non cadere preda di un uso strumentalizzato della storia
  • attenzione a tutte le dimensioni e i fattori che sono nel contesto di sfondo a un fenomeno
  • disciplina in divenire –> flessibile. Se la storia è tutta l’esperienza umana, questa si aggiorna in continuazione e si aggiornano anche le interpretazioni sulla base di 1) stimoli che provengono dal presente 2) nuove fonti
  • educazione alla tolleranza (1) risposte diverse a uno stesso problema 2) messa al vaglio della propria tesi da una comunità di studiosi
  • messa in pratica di un modo di procedere/applicazione di un metodo filologico rigoroso che ha diverse tappe
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2
Q

FONTI PRIMARIE E FONTI SECONDARIE

A

Fonti: tracce/qualsiasi elemento materiale o immateriale che serve a fornire risposte alla domanda di partenza dello storico (infatti la ricerca storica parte sempre con una domanda scatenata da un bisogno/urgenza/interesse/stimolo del tempo presente o di altre discipline). La fonte è problematicamente inserita in una rete interpretativa.

Le fonti primarie: testimonianze dirette che arrivano a noi senza mediazione. La raccolta e la disponibilità dipende dalla loro fruibilità (sono sottoposte all’arbitrio di un proprietario)

  • fonti scritte originali
  • fonti a stampa
  • fonti audiovisive
  • archeologiche
  • sonore e visive
  • opere letterarie (fonti primarie per il tempo in cui sono state scritte)
  • noi stessi

a) problema dell’esame critico delle fonti primarie: devono essere DECIFRATE, ESAMINATO IL CONTENUTO, sottoposte a PROVA DELL’AUTENTICITA’ (possono esserci dei falsi storici per diverse ragioni), e definizione del grado di ATTENDIBILITA’
b) pregiudizio che le fonti primarie siano le più attendibili e verosimili. In realtà spesso la vicinanza storica induce a pregiudizi, le convinzioni influenzanti possono alterare la realtà, la memoria seleziona le informazioni e non ho una visuale a tutto campo, posso anche ricevere delle informazioni che sono state manipolate ad hoc dai mezzi di comunicazione

Le fonti secondarie: storiografia esistente attorno a un oggetto di studio/stato degli studi/informazioni accumulate da altri studiosi

  • sono segnalate nei rimandi in nota
  • uno storico professionista non può prescindere dalla raccolta e dall’esame aggiornato della bibliografia esistente attorno a un tema quando inizia la sua ricerca
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3
Q

COS’E’ UN LABORATORIO DI STORIA

A

METODOLOGIA DIDATTICA che mira al COINVOLGIMENTO e MOTIVAZIONE dello studente, che è condotto ad una RIFLESSIONE PROBLEMATIZZATA sul passato.
E’ un nuovo modo di affrontare lo studio didattico della storia anche alla luce dei cambiamenti che negli ultimi anni hanno interessato l’insegnamento, la scuola e il mondo dell’informazione.
E’ un modo per ACCOSTARSI A tecniche, metodologie e MODI DI PROCEDERE dello storico simulando un percorso di ricerca rigoroso e coerente.

  • sfrutta il sistema dell’open classroom
  • può avere un carattere MULTIDISCIPLINARE e coinvolgere più insegnanti
  • ci si avvicina al METODO filologico e di ricerca utilizzato dallo STORICO (domanda, formulazione di ipotesi, raccolta di fonti e definizione della prospettiva di indagine, interrogazione e interpretazione delle fonti e mettere in rapporto tesi e dati, elaborazione di un testo storiografico e onestà intellettuale)
  • studenti messi davanti a RICOSTRUZIONE PROBLEMATICA aperta al grado di flessibilità e imprevedibilità della ricerca

Procede per tappe:

1) fase PRELIMINARE: insegnante STIMOLA studenti alla riflessione, pone un quesito, una domanda, la cui risposta si può rintracciare nel passato –> deve quindi guidarli verso la simulazione (nuovo ruolo dell’insegnante).
2) fase INIZIALE (nel viaggio immaginario si è sul crinale tra presente e passato): DIBATTITO tra docente e studenti –> è un momento anche per verificare conoscenze e misconoscenze presenti
3) fase ESECUTIVA (passato): svolta in gruppo o individualmente con a) SELEZIONE di fonti/materiale predisposto dall’insegnante: per quale prospettiva di indagine una fonte è utile? b) INTERROGAZIONE della fonte –> organizzare le info che mi dà in una griglia di domande + individuare elementi di continuità e di cambiamento per dare adeguato spessore storico al fenomeno + INTERPRETAZIONE della fonte: inserita in un contesto storico, ragionamento concettuale
4) fase CONCLUSIVA: dal passato al presente: elaborazione di un testo che sintetizzi i risultati ottenuti, in cui le conclusioni vengono comparate con i presupposti da cui si è partiti con ONESTA’ INTELLETTUALE e una valutazione personale –> SOCIALIZZAZIONE DELLA CONOSCENZA e dibattito in classe

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4
Q

COS’E’ UN’UNITA’ MODULARE DI APPRENDIMENTO

A

Nuovo modo di affrontare lo studio e l’insegnamento didattico della storia.

Sezione del programma annuale di studio (disciplinare/interdisciplinare) che presenta OMOGENEITA’ TEMATICA e mira a far acquisire una rete integrata di abilità e conoscenze

1) può usare anche gli elementi della didattica tradizionale
2) ma ha interna compiutezza e autonomia: sezione autosufficiente che può prescindere dal riferimento a un prima e un dopo temporale
3) ha un nesso con un tempo presente
4) non è un insieme scoordinato di conoscenze, ma sono gli esercizi che creano informazione
5) stimola e rende trasparente il percorso di acquisizione delle conoscenze, in cui lo studente svolge un ruolo attivo

Diversi tipi di modulo:
A) NARRATIVO. tema trattato come fatto-svolgimento e risalto ad aspetti evolutivi ed esposizione progressiva degli eventi
B) DESCRITTIVO: fatto stato, descrizione dello stato attuale delle cose nei suoi elementi sincronici e di sistema
C) ARGOMENTATIVO
D) MISTO

FASI:
I) riflessione sul presente e tentativo da parte dell’insegnante di stimolare curiosità e tensione conoscitiva
II) dal presente al passato: rispondere a una domanda analizzando gli sviluppi del fenomeno nel passato: chiedersi quante conoscenze si possiedono, capire che si è di fronte a un processo di trasformazione nel tempo e che si dovrà adottare il metodo dello storico
III) analisi di fatti storici utilizzando fonti: brani selezionati dall’insegnante e interpretarli per COGLIERE ELEMENTI DI CONTINUITA’ E DI CAMBIAMENTO –> dare al fenomeno adeguato spessore storico
IV) ritorno al presente e utilizzare abilità acquisite per mettere a profitto le conoscenze maturate ritornando a prendere in esame la realtà presente

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5
Q

COOPERATIVE LEARNING

A

METODO DIDATTICO FONDATO SULLA COOPERAZIONE che può far parte di un laboratorio di storia. Origine negli anni ‘80 negli USA per contrastare l’eccesso di individualismo.
Gli studenti nella fase esecutiva del percorso di ricerca possono essere organizzati in gruppi. L’insegnante organizza il lavoro, predispone il materiale e ha ruolo di sovrintendente, consulente

Vantaggi:

1) unisce studenti con ABILITA’ DIFFERENTI, e ciascuno è responsabile di un compito, quindi l’apporto individuale non si annulla
2) il successo dipende da interazione e INTERDIPENDENZA POSITIVA
3) allena alla GESTIONE DEL TEMPO: lavorare secondo precise consegne.
4) vengono presi in considerazione più aspetti del fenomeno: attenzione a tutte le dimensioni/visuale panoramica/APPROCCIO MULTICAUSALE/ANALISI DIVERSIFICATA –> ciascun gruppo può occuparsi di un aspetto in particolare (scomposizione di operazioni cognitive che poi però si saldano, perché l’obiettivo finale è la ricostruzione complessiva)
5) affrontare ricerca anche su argomenti di un certo spessore

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6
Q

CRONOLOGIA E PERIODIZZAZIONE

A

Essendo il tempo una dimensione della storia ineliminabile (lineare, sequenziale, irripetibile e apollineo) che mette in rapporto continuità e cambiamento.

Cronologia: insieme di date riferite a un oggetto di indagine, una succesione nel tempo ordinata di eventi relativi al medesimo oggetto –> utile creare cronologie personalizzate

Periodizzazione: ritagliare sulla retta del tempo i segmenti corrispondenti alla durata di un fenomeno (carattere interpretativo: perché ho scelto proprio quella data per segnalare un momento di discontinuità rispetto a ciò che viene prima? e persuasivo: dare la parvenza di una visione sintetica)

1) ci fa capire come il tempo sia il principio ordinatore della storia, qualcosa di imprescindibile
2) il tempo storico è lineare, apollineo, sequenziale e irripetibile, ma come ci insegna Braudel esistono tempi multipli e irregolari della storia
3) La continua dialettica tra continuità e cambiamento è dove la civiltà riconosce se stessa nei fondamenti identitari
4) Ci sono dei luoghi, dei momenti all’interno del percorso evolutivo della disciplina che della didattica in cui le tradizionali periodizzazioni sono messe in pericolo
a) global history –> considerare i tanti altrove che si muovono con ritmi diversi dai nostri
b) didattica modulare che è una sezione autosufficiente e autonoma che può prescindere dalla considerazione di un prima e un dopo, da rapporti di linearità temporale con altre unità didattiche

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7
Q

COM’E’ CAMBIATO IL RUOLO DELL’INSEGNANTE DALLA LEZIONE CATTEDRATICA ALLA DIDATTICA ATTIVA

A

Il ruolo dell’insegnante è cambiato alla luce delle modifiche subite dal settore scolastico, dall’informazione, dalle discipline pedagogiche e didattiche ed è stato chiamato a rinnovarsi. La storia sembra impermeabili a innovazioni e tecniche, eppure è una disciplina così varia e flessibile, che consentirebbe di differenziare i propri strumenti didattici

PRIMA, DIDATTICA TRADIZIONALE:

1) uso del manuale –> storia generale + percorso cronologico-sequenziale (mantenuto un tempo storico lineare, apollineo e irripetibile)
2) modello trasmissivo del sapere: lezione cattedratica che segue uno schema lezione/spiegazione-studio del manuale-interrogazione
3) in sintesi –> non è da demonizzare la didattica tradizionale

ORA, DIDATTICA MODULARE E ATTIVA

  • obiettivo: coinvolgimento e partecipazione attiva degli studenti, sollecitati alla riflessione problematizzata. Conoscenze + competenze. La conoscenza viene acquisita attraverso l’esercitazione
  • modello trasmissivo del sapere: nuovo ruolo dell’insegnante non più vate, ma guida-consulente-sovrintendente che deve insegnare ad apprendere. Organizza il lavoro
  • problemi per l’insegnante (impegno gravoso, serve conoscenza dei fondamenti della disciplina, della didattica e della pedagogia
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8
Q

TAPPE DEL METODO STORICO

A

1) domande dal tempo presente –> bisogni, urgenze, curiosità, interrogativo posto da altre discipline
2) formulazione di ipotesi di partenza
3) raccolta di fonti e selezione del materiale –> capire quale è la prospettiva di indagine per la quale la fonte è pertinente
4) riordino dei dati
5) interrogazione e interpretazione della fonte –> risponde alla mia domanda? se sì, cosa mi dice? conferma o confuta la mia ipotesi iniziale? Allena alla spiegazione pluricausale.
6) redazione di un testo storiografico o esposizione dei risultati raggiunti durante il percorso di ricerca –> non tanto teorica obiettività, quanto onestà intellettuale di non forzare la fonte. La verità è data dall’accuratezza del metodo filologico + consenso della comunità scientifica –> a cui ovviamente posso aggiungere le mie valutazioni personali, ma tenendo distinta la fase descrittiva

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9
Q

COS’E’ IL TEMPO DELLA STORIA

A

Tempo lineare, apollineo, irripetibile, che procede nei manuali secondo un principio cronologico-sequenziale. Ma esistono tempi multipli e irregolari, e trasformazioni che avvengono in tempi diversi.

La proposta di Braudel

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10
Q

LA PROPOSTA DI BRAUDEL: LA LUNGA DURATA e TEMPI MULTIPLI in un articolo del 1958 e in “Civiltà e imperi del Mediterraneo” del 1949

A

Scansione della sua opera (1949), “Civiltà e imperi del Mediterraneo all’epoca di Filippo II” in 3 parti, corrispondenti ciascuna a una suddivisione temporale . Ci sono trasformazioni che avvengono secondo tempi diversi.

  • storia quasi immobile –> geografia umana: rapporti uomo/ambiente
  • storia strutturale lentamente ritmata: quella dei gruppi e dei raggruppamenti (economica, sociale, demografica, commercio)
  • storia evenemenziale: eventi che si susseguono nel tempo con onde rapide e nervose, ma sono solo istanti che hanno ragione di esistere in virtù delle strutture a loro sottese
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11
Q

LA RIVOLUZIONE STORIOGRAFICA DELLA NUOVA STORIA E DEGLI ANNALES

A

La Nuova Storia parte dalla critica alla storiografia scientifica di Ranke, che dà una lettura del passato troppo appiattita, una visuale solo dall’alto che utilizza documentazione di Stato, per produrre una storia esclusivamente politica.
Gli Annales sono il simbolo della rivoluzione storiografica novecentesca.

  • fattori propulsivi di sviluppo
  • caratteristiche della nuova storia
  • fasi di sviluppo della rivista Annales
  • la proposta di Braudel
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12
Q

BREVE SUCCESSIONE DI MODI DI FARE STORIA

A
  • storiografia classica: autori greco-latini
  • cristianesimo medievale: storia ancella della teologia/visione teleologica della storia
  • Rinascimento e ‘600: nascita della storiografia moderna e storia a braccetto con la politica (nascono gli storici di stato che devono giustificare le formazioni politiche)
  • Illuminismo: storiografia laica e razionale
  • Ottocento: storiografia razionalista, nazionale, scientifica, positivista, che segue l’evoluzione delle teorie socialiste
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13
Q

COS’E’ LA WORLD HISTORY

A

Nuovo approccio storiografico che si propone di esaminare la storia da una prospettiva globale, dando spazio ai processi che innescano interazioni tra diversi gruppi umani. E’ storia delle connessioni/interazioni all’interno della comunità umana globale, che creano come una rete (metafora appropriata)
Privilegia la dimensione trans-culturale e trans-regionale

Obiettivi:

  • abbandono dell’EUROCENTRISMO per una visione policentrica –> si cerca un decentramento dello sguardo, una polifonia di accenti e inclusione dei tanti altrove, altri piani spaziali
  • RELATIVIZZARE i presunti primati europei
  • dare spazio ai processi di IBRIDAZIONE, di MESCOLANZA di idee creati in seguito ai processi di globalizzazione, di NUOVI FILONI di studio (come la storia ambientale)

I problemi della World History

Il rapporto tra storia globale e storia locale

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14
Q

GLI OBIETTIVI DELLA WORLD HISTORY

A
  • abbandono dell’EUROCENTRISMO per una visione policentrica –> si cerca un decentramento dello sguardo, una polifonia di accenti e inclusione dei tanti altrove, altri piani spaziali
  • RELATIVIZZARE i presunti primati europei mettendo in risalto MODELLI ALTERNATIVI DI SVILUPPO
  • dare spazio ai processi di IBRIDAZIONE, di MESCOLANZA di idee creati in seguito ai processi di globalizzazione, di NUOVI FILONI di studio (come la storia ambientale)
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15
Q

I PROBLEMI DELLA WORLD HISTORY

A

1) manca un canone epistemologico condiviso
2) a volte si traduce dei manuali con una semplificazione eccessiva, è un semplice collage di concetti presi in prestito da altre discipline
3) Spaesamento dato dall’abbandono della tradizionale periodizzazione
4) Esiste sempre un pov da cui parte la narrazione, come la storia della propria comunità che poi è inserita all’interno di aggregazioni più ampie –> si può partire dalla propria civiltà lasciando comunque spazio alla storia di paesi extraeuropei, dichiarando l’esistenza dell’opzione eurocentrica

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16
Q

RAPPORTO STORIA LOCALE E STORIA GLOBALE

A

La storia locale è un sottoinsieme della storia di una civiltà. Può essere la storia di una comunità, di una piccola dimensione spaziale per l’indagine della quale siamo chiamati, come storici, a utilizzare una lente di ingrandimento che ci consenta di isolare quella dimensione che ha proprie peculiarità.
Ci sono diversi vantaggi della storia locale

Però con la globalizzazione il globale è entrato nel locale senza superare le differenze. Non si tratta di uniformità. ma di interazione tra le due dimensioni.

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17
Q

GLOBALIZZAZIONE, I DIVERSI SIGNIFICATI SECONDO I DIVERSI POV

A

Non c’è accordo sul significato della parola, dipende dai pov:

  • istituzionale –> rilievo assunto dagli attori transnazionali rispetto alla sovranità degli stati nazione
  • economico –> imprese multinazionali che delocalizzano la produzione in aree del mondo con manodopera a basso costo
  • culturale
  • sviluppo tecnologico

cambiamenti che abbiamo conosciuto dopo il crollo del muro e la fine del vecchio ordine mondiale, in cui il globale è entrato nel locale

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18
Q

RADICI STORICHE DELLA GLOBALIZZAZIONE

A

1) Fine ‘800 - ‘900 –> rivoluzione dei trasporti: aumento velocità dei mezzi (transatlantici) e riduzione dei costi di trasporto
2) 1GM: suicidio politico dell’Europa che non più pretendere di porsi al centro del mondo
3) Primo dopoguerra: clima di decadenza generale: tracollo delle democrazie a favore di regimi totalitari, crisi del 1929 e fine della fiducia nel progresso ottocentesco; nuovi attori statali (Usa e Giappone) e profilarsi della decolonizzazione
4) Decolonizzazione: ci chiama a porre l’accento sulla presenza di nuovi protagonisti e a cambiare il dibattito culturale, a correggere le vecchie periodizzazioni storiche, tenendo conto del fatto che l’Asia ha un diverso tipo di sviluppo. Ci sono tanti altrove, una pluralità irriducibile.
5) Il 68 e la prima generazione globale: accomunata dalla sentita minaccia atomica, rabbia contro entrambi i blocchi ugualmente ritenuti responsabili delle storture della modernità, ribellioni che giungono nelle piazze, identità collettiva che va oltre le frontiere e che sostituisce lo stato nazione con un orizzonte più ampio
6) Nuove urgenze: coscienza ecologica e ci si pone domande sul futuro del pianeta
7) Impatto della guerra del Vietnam: 1) guerra tradizionale in cui le parti in causa sono i due blocchi contrapposti; 2) dimensione mediatica –> raggiunge le case di tutti e chiama alla partecipazione, ma l’impegno morale ed emotivo che si manifesta è superficiale e viene meno quando si spengono i riflettori
8) Trent’anni gloriosi, 1945 - 1975 –> nascita del welfare state e delle socialdemocrazie per arginare gli eccessi del capitalismo; coniugare democrazia + diritti sociali. MA CRISI DEGLI ANNI ‘70 CON I PROCESSI DI GLOBALIZZAZIONE FINANZIARIA che hanno liquidato la funzione assistenziale dello stato, perché la sfera economico-finanziaria ha preso il sopravvento sulla dimensione politica

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19
Q

RADICI CULTURALI DELL’EUROCENTRISMO

A

Sradicarle è uno dei compiti della nuova storia, per restituire una polifonia di accenti, una dimensione ricca di tanti altrove, dove la pluralità è irriducibile, altri piani spaziali –> RETAGGIO DELLA STORIOGRAFIA SETTECENTESCA che proiettava nel passato una sistemazione del suo presente favorevole all’occidente + idea di stato nazione

1) 1492: sistema mondo a dominazione occidentale, con un core europeo e una serie di periferie –> mitizzazioni a) modernità è prerogativa solo occidentale (anche i Cinesi hanno battuto i mari fino al 1433); b) ascesa del west che domina la storia –> secondo Kenneth Pomerantz è solamente un caso, dovuto all’occasionale presenza di combustibili fossili in Ingh. + risorse nel nuovo mondo: non è un naturale approdo teleologico

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20
Q

LE FASI DEL PERCORSO DISCIPLINARE DELLA GEOGRAFIA

A

DA GEOGRAFIA STATICA e DESCRITTIVA a GEOGRAFIA UMANA, STORICA
L’ambiente non è più solo uno sfondo, ma un OGGETTO DI INDAGINE. E’ lo spazio antropizzato in cui si esplicano le azioni umane, e ha subito delle evoluzioni.
Addirittura è un fattore determinante per alcuni MODELLI ESPLICATIVI E TEORICI innovativi: Wallerstein –> il capitalismo poggia le sue basi sull’articolazione storica dello spazio. Non potrebbe esistere senza un core e delle periferie, senza una gerarchizzazione dello spazio e una divisione internazionale del lavoro.

1) DETERMINISMO geografico: l’uomo è succube dell’ambiente (fino a XIX sec)
2) POSSIBILISMO geografico (con La Blanche): l’ambiente offre una vasta gamma di possibilità e l’uomo le può sfruttare valorizzandole o contrastandole. Può quindi modellare liberamente il territorio
3) GEOGRAFIA PROSPETTICA/volontarismo –> studio interazioni uomo e ambiente, spiegazione e interpretazione problematizzata delle trasformazioni del paesaggio/assetti territoriali, relazione con sviluppi futuri

Paesaggio: lo spazio così come viene percepito dalla popolazione, frutto di interazioni, di scambi e di contatti tra uomo e ambiente.

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21
Q

STORIA GENERALE

A

PROCESSI DI MUTAMENTO dalla preistoria ad oggi (seguendo un percorso cronologico-sequenziale) organizzati in un sistema composto da diverse conoscenze tratte dallo studio di storie settoriali.
Si presenta come una SUMMA del sapere storico, di carattere enciclopedico: in realtà è un insieme di conoscenze riassunto nelle grandi opere storiografiche.

E’ utile per fornire conoscenze di base.
Ma rischia di provocare un senso di noia, senso di completezza che non induce a cercare nuove conoscenze.

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22
Q

TOTALITARISMO

A

Il Novecento può essere considerato il secolo dei totalitarismi.
Due accezioni.

1) POSITIVA –> Mussolini: uno stato che controlla e organizza tutti i campi dell’esistenza (stato accentratore)
2) NEGATIVA –> Hannah Arendt: origine dalla degenerazione dell’idea di nazione e svolta imperialista di fine ‘800 (corsa al riarmo, razzismo e antisemitismo, campi di concentramento)
Tentativo di METTERE A CONFRONTO I TOTALITARISMI (equiparazione): simile pretesa di regolare tutti i campi dell’esistenza
a) partito di massa
b) monopolizzazione degli organi di stampa
c) ideologia: idea che si fa sistema
d) volontà politica onnipotente che pretende di plasmare la società

23
Q

LE 3 LETTURE DEL NOVECENTO

A

1) Secolo della globalizzazione –> che ha posto le premesse per gli scenari odierni (lettura di A. Giovagnoli)
2) Secolo di Auschwitz e dei totalitarismi (Mussoini e Hannah Arendt)
3) Secolo breve (Hobsbawn) –> 1914/1917 a 1989/1991 in cui le masse accorrono sul palcoscenico della politica ma è una forma patologica di democrazia/accelerazione traumatica.

24
Q

Novecento come secolo breve (Hobsbawn)

A

1914/1917 - 1989-1991

Le masse entrano nel palcoscenico politico, allargamento del corpo elettorale MA FORMA PATOLOGICA DI DEMOCRAZIA/Accelerazione traumatica non anticipata da un allargamento della fascia di istruzione, tantoché queste masse si appassionano a miti di destra e di sinistra.

25
Q

METODO BIOGRAFICO

A

1) Trasmettere nella conoscenza storica anche idee, passioni, sofferenze e speranze di uomini (intesi come aggregazioni e individui) che sono i veri protagonisti della storia –> si restituiscono i corpi alla storia
2) Comprendere una pluralità di percorsi esistenziali che danno una visione preziosa, seppur parziale, del contesto storico
3) Gettare un ponte generazionale per attrarre gli studenti e svecchiare la storiografia

Importante il valore di:

a) scelta –> libertà responsabile di un uomo che sceglie il proprio destino
b) valore antidogmatico –> incompatibile con le grandi sintesi politiche e quindi sono insufficienti le tradizionali categorie interpretative. Frutto di reti di contaminazione reciproca
c) tensione tra sfera pubblica e privata

Contributo di

  • storia delle donne
  • rinnovamento della scena politica –> declino a partire dagli anni ‘90 delle grandi sintesi politiche, del sistema partitico
  • storia globale e global lives –> storie di vite vocate all’attraversamento di confini
26
Q

LABORATORIO DI STORIA CON FONTI NON CONVENZIONALI

A

Per attrarre maggiormente gli studenti con nuove strategie comunicative alla portata delle nuove generazioni. Si possono organizzare laboratori di storia con fonti e strumenti inediti, non convenzionali (si genera il problema dell’uso di prodotti artistici come fonti)

1) FONTI LETTERARIE (importanti perché gettano luce sull’immaginario e sulla storia delle mentalità, ma serve un approfondimento biografico sull’autore e sui modelli culturali dell’epoca di composizione) –> es: delle migrazioni tra ‘800 e ‘900 con “Vecchia America” di Stern
2) FUMETTI con una convincente ambientazione storica –> indagare il rapporto tra memoria e la rappresentazione finzionale attraverso un medium considerato pop-basso (che all’estero prende piede e che può portare ad una trasmissione in futuro della memoria sempre più pop a causa del coinvolgimento di società mediatiche) –> es: shoah e fumetto (Maus di Spiegelman e mostra a Parigi)
3) FOTOGRAFIE –> non sono mai neutre (perché si sceglie di catturare un momento e non un altro?): es: propaganda di regimi totalitari come il fascismo, che hanno utilizzato strategie per propagandare disposizioni economiche. Fotografia soggetta a CENSURA (immagini da veicolare erano quelle dell’Istituto Luce), DIRETTIVE PER LA STAMPA: rigore, disciplina, ordine, impeccabilità. E le immagini censurate sono quelle che contengono una stortura/nota stonata rispetto all’ingranaggio della propaganda.
4) FILM: Il cinema è stato uno tra le più grandi espressioni innovative del Novecento e grande veicolo di diffusione sociale. Non vediamo il passato, ma una sua interpretazione frutto di una scelta e di una selezione dei contenuti (nel momento in cui si sceglie cosa far vedere c’è sempre un’impostazione ideologica)
Mostrare lo sviluppo del cinema.
- dopo 1gm: il cinema non tace e parla degli orrori della grande guerra con alcune pellicole celebri (Westfront, 1918)
- anni ‘20: crisi del cinema italiano a causa della concorrenza americana e della crisi del 1929
- 1936: apertura di Cinecittà in epoca fascista come 1) industria del divertimento, del diversivo, del tempo libero, che deve distrarre senza porre l’attenzione sui problemi sociale del presente –> ecco perché molti film furono censurati, perché troppo schietti (Ragazzo di Ivo Perilli) 2) strumento di formazione popolare e creazione del consenso 3) impegno alla mobilitazione/permanent revolution chiamando al lavoro classi professionali dell’industria dello spettacolo
- neorealismo, 2gm –> continuità con il cinema del fascismo perché tecnici, registi e attori sono gli stessi. Il tema privilegiato è la Resistenza, in cui si registra la volontà di non epurare il passato, ma di parlarne aderendo con entusiasmo alla nuova sistemazione democratica italiana (non si abbandona all’oblio la vicenda del fascismo e dell’antifascismo italiano; né si parla della resistenza con intenti agiografici ed esaltatori.
- restituiscono i corpi alla storia –> c’è la dimensione della scelta del singolo, di persone comuni, che intrecciano le loro esistenze attorno a un momento cruciale e condiviso/evento spartiacque come quello della Guerra totale che spinge tutti a fare i conti con la storia
5) SPAZIO E ARCHITETTURA, BENI CULTURALI, LUOGHI DI MEMORIA

27
Q

L’ARCHTIETTURA NEL FASCISMO: I DUE ASPETTI CHE SI INTRECCIANO

A

1) tema della modernizzazione delle dittature:
- creare un ORDINE NUOVO, accrescendo relazioni tra COLLETTIVITA’ E POTERE. Il potere garantisce un sistema di WELFARE alla massa, nei termini non di conquiste, ma di CONCESSIONI dall’alto: le masse sono legate allo stato da una aspettazione passiva.
- clientele sociali/classi professionali coinvolte nel processo di MOBILITAZIONE/PERMANENT REVOLUTION
- spazio pubblico che irregimenta con approccio massivo, dimensione intensiva, funzione formativa e pedagogica
2) storia culturale: spazi imponenti, ricchezza figurativa, alto artigianato artistico in edifici che sembrano semplici e neutri, dove si respira il fascismo nel rapporto assiduo e quotidiano con il pubblico

Sono fascisti:

  • sedi Inps
  • uffici postali
  • case del fascio
  • case del Balilla
  • asili
  • colonie marine ed elioterapiche
28
Q

LUOGHI DI MEMORIA

A

Sono luoghi in cui elaborare e trasmettere la conoscenza storica, spesso dotati di strutture didattico educative.

  • luoghi-evento
  • luogo rappresentazione (monumenti)
  • raccolta di materiali o museo di storia

Meta di viaggi scolastici dove si sperimenta
1) capacità di ascolto,
2) decostruzione di miti storiografici
3) riconoscere opinioni differenti
4) ampliare una conoscenza già avviata in classe
ma bisogna evitare tentativi di banalizzazione (non un turismo di luoghi di memoria)

Oggi ci sono diverse tendenze:

a) RINNOVAMENTO DELLA MEMORIA e cercare NUOVE STRATEGIE COMUNICATIVE EFFICACI, visto che stanno scomparendo gli ultimi testimoni diretti della 2GM (è il caso di Montesole)
b) NUOVI LUOGHI DI MEMORIA (es: Lampedusa, cerniera che apre o chiude l’Europa e che negli ultimi 20 anni è diventata meta di migrazioni. E’ una pietra di paragone del modo in cui viene gestita l’emergenza, che è molto ampliata dai media, che la fanno assomigliare a un’invasione di massa)
c) FRAMMENTAZIONE DELLA MEMORIA con il declino delle grandi rappresentazioni ideologiche, delle sintesi –> importanza assunta dalla memoria del singolo (es: videointervista)

29
Q

PAESAGGIO

A

Risultante di processi storici derivati da relazioni bi-univoche tra UOMO-AMBIENTE/NATURA-STORIA

Ciò che la popolazione percepisce come tale e il cui carattere è frutto delle AZIONI DI FATTORI UMANI E NATURALI e delle loro interrelazioni.

Non è più solo sfondo, ma oggetto di indagine –> evoluzione della geografia che da statica-descrittiva è diventata storica-umana.
Il luogo ha anche fornito lo sviluppo per la formazione di modelli interpretativi, come quello di Wallterstein (sistema mondo a base capitalistica si fonda sulla gerarchia tra gli spazi)

Es per un lab di storia: partire dal paesaggio e dalla storia locale: architettura, beni culturali, luoghi di memoria (tutto questo si inserisce nel discorso storico sullo spazio)

30
Q

VANTAGGI DELLO STUDIO DI STORIA LOCALE

A
  • piano METODOLOGICO e PSICOLOGICO: partire dal territorio dove gli allievi possono acquisire esperienza diretta e la corretta METODOLOGIA DI INDAGINE che sarà poi sfruttata per estendere il raggio d’azione (dal vicino/familiare –> al lontano/ignoto, operando scelte tematiche mirate
  • piano CONTENUTISTICO: conoscenza delle relazioni tra uomo/ambiente + come eventi generali hanno avuto risonanza sulla storia di singole comunità
  • piano FORMATIVO: educazione civica, rispetto per le identità, idea di stratificazione storica e del succedersi di generazioni con esperienze diverse (identità sociale è fatta di differenze e asimmetrie, di percorsi condivisi)
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Q

LUCI E OMBRE DELLA DIDATTICA MODULARE

A

1) impegno extracurriculare non compensato da un adeguato rilievo sociale della disciplina
2) rottura ordine totalitario e monotemporale/bloccare la spirale ripetitiva della storia per sapersi muovere lungo l’asse del tempo, ma la linea del tempo e il principio cronologico-sequenziale rimane un must have dell’insegnamento storico. Il rischio è quello di scadere in un presentismo imperante e di non dare sufficiente risalto alla profondità storica
3) svilire il margine di autonomia e di autogestione degli studenti
4) svela il meccanismo di costruzione del sapere storico

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Q

IL FASCISMO E LA PERSECUZIONE ANTIEBRAICA IN ITALIA: COME SI ARRIVO’ ALL’ANTISEMITISMO DI STATO (per un laboratorio di storia che tenga conto anche del ruolo dei carnefici)

A

Premessa: non fu per allinearsi alle posizioni di Hitler, che anzi non manifestò nessuna particolare pressione.

Bensì servì per dare al fascismo un:

  • dinamismo costante
  • carica energetica propulsiva
  • mobilitazione costante di uomini e apparati –> permanent revolution (legge del movimento del tutto artificiosa)
  • nuovo slancio
  • saggiare la capacità delle elite di allinearsi alle direttive del governo e verificare il controllo sulla società (se fossero ben saldi i legami tra clientele sociali e stato, in funzione di un ordine nuovo)
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Q

LA NUOVA GENERAZIONE DEL 1969 DELLE ANNALES

A
Ariès
Duby
Le Goff
Furet 
Le Roy Ladurie
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Q

PERCORSI STORIOGRAFICI SVILUPPATISI SULLA SCORTA DELLE ANNALES

A
  • Germania: STORIA CULTURALE (sistemi ed elementi di fondo che si trasmettono di epoca in epoca): Meinecke, Ritter, Huizinga con studi su ideale cavalleresco tardomedievale come sentimento permanente in un’epoca.
  • Inghilterra: studi di PROSOPOGRAFIA (Lawrence Stone su aristocrazia inglese), storia della FAMIGLIA (es: costruzione di modelli familiari utilizzati dalla sociologia di Laslett) e LABOUR HISTORY dalla storiografia marxista e studi su classe operaia con Hobsbawn
  • REVISIONISMO sulle 2 rivoluzioni: non sono considerati episodi inevitabili frutto dell’avvicendarsi di forze economiche e sociali che determinano il cambiamento, ma questo ha anche un carattere eccezionale dato dalla tempra dei caratteri, dai personaggi stessi e dall’incontrollabilità della folla
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Q

CURRICOLO

A

Insieme delle ESPERIENZE DI APPRENDIMENTO progettate per uno specifico GRADO scolastico

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Q

PROGRAMMAZIONE

A

Individuare i TRAGUARDI GENERALI DI APPRENDIMENTO per ciascuna scuola, classe, studente, prevedendo forme di verifica del grado di raggiungimento degli stessi.

Oggi si cerca sempre di più di programmare per COMPETENZE E ABILITA’. 2 livelli di competenze fondamentali

  • riferiti ai 4 assi culturali (quello storico sociale sembra essere troppo sbilanciato verso la contemporaneità)
  • di cittadinanza, ma come individuare il contributo di competenze che ciascun asse fornisce? Sono programmi troppo ambiziosi.

5 FASI:

1) analisi situazione e verifica dei pre-requisiti
2) scelta degli obiettivi (cognitivi e didattici: competenze, conoscenze e abilità)
3) scelta dei contenut
4) scelta dei metodi (POF, programma del consiglio di classe quando già una realtà scolastica è conosciuta da insegnanti, programmazione disciplinare annulae dell’insegnante)
5) valutazione

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Q

UNITA’ DIDATTICA

A

Insieme delle azioni svolte dall’insegnante nella fase conclusiva della programmazione di contenuti.

E’ l’IDEAZIONE DI UN INTERVENTO DIDATTICO che può riguardare una o più aree disciplinari ed occupare una o più ore di lezione.
Vengono definiti OBIETTIVI e le MODALITA’ DI VERIFICA DEL SUCCESSO O INSUCCESSO DI APPRENDIMENTO DEI SINGOLI, per poter rimodellare insegnamento e predisporre in futuro un altro progetto.

  • titolo
  • contesto scolastico e situazione complessiva della classe
  • prerequisiti di partenza (abilità e conoscenze/miscredenze di partenza)
  • indicazione di momento, tempi di realizzazione, obiettivi, metodologia didattica che è correlata agli obiettivi prefissati
  • contenuti resi quanto più espliciti possibile
  • descrizione della valutazione e della sua efficacia
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Q

POF (Piano dell’offerta formativa

A

E’ la carta di identità dell’istituto.

Indicazioni generali sul curricolo di ogni singola istituzione scolastica all’interno del quadro tracciato dai programmi ministeriali ma in linea con il Regolamento dell’autonomia scolastica, redatto da collegio docenti, rappresentanti dei genitori

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Q

AUTORI DI STORIA GLOBALE

A
  • O. Spengler: “Il tramonto dell’Occidente”
  • A. J. Toynbee
  • W. McNeil (“The rise of the West”
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Q

FUMETTISTI DELLA SHOAH ITALIANI

A
  • Walter Chendi. La porta di Sion
  • Eugenio Belgrado. Torri di fumo
  • Mauro Smocovich e Paola Camoriano hanno trasposto un racconto di Carlo Lucarelli. E’ notte e sembra faccia sempre più freddo
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Q

PERCHE’ E’ UTILE CONCENTRARSI SU UN AMBITO DI SCALA RIDOTTO?

A

Storia locale è un sottoinsieme della storia di una civiltà, storia di una comunità, di un luogo per la cui indagine lo storico deve disporre di una lente di ingrandimento. Il luogo può presentare delle peculiarità dal pov di fonti.

  • piano metodologico
  • piano contenutistico
  • piano formativo –> per costruire percorsi di partecipazione che dimostrino come l’utilità della storia è maggiore quanto più alto è il sapere diffuso che genera
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Q

INTRECCIO DI STORIA GLOBALE E STORIA LOCALE NEL CASO DELL’EMILIA E DI BOLOGNA NELLA 1GM

A

Storia globale: l’entrata in guerra degli Usa come risposta alla guerra sottomarina condotta dai sommegibili tedeschi contro le navi britanniche che provocò attacchi anche a navi in cui viaggiavano americani + lo spaccamento dell’Italia, divisa tra neutralisti (giolittiani) e interventisti (che assunsero il controllo dopo il passaggio di scettro da Giolitti a Salandra)

Le risonanze della guerra sul territorio:

  • Emilia-Romagna luogo di retrovia rispetto al fronte italo-austriaco. Luogo di passaggio di soldati che vanno al fronte, di feriti e convalescenti che tornano a casa in licenza
  • mobilitazione di comitati femminili di assistenza e di soccorso che assume la forma di un maternage pubblico e di massa, comitati femminili che garantiscono cure balneari e servizi di doposcuola ai figli dei richiamati, donne che entrano nella dimensione lavorativa industriale per sopperire alla mancanza di manodopera maschile, una certa familiarità raggiunta con il linguaggio burocratico per farsi carico di tutte quelle incombenze per ottenere sussidi, esoneri, licenze ecc
  • diminuzione del tasso di analfabetismo grazie alla palestra culturale rappresentata dalle scritture di guerra, dall’esigenza di comunicare con i familiari e di combattere la noia
  • comitati civici di assistenza per rifornire i soldati di indumenti adeguati a combattere il morso del gelo (guerra bianca) tra le montagne del nord
  • politiche di assistenza sociale per favorire l’approvvigionamento alimentare (aperti forni e panifici comunali per garantire a tutti i cittadini il minimo indispensabile e arginare la questione del caroviveri: Ente autonomo dei consumi della giunta Zanardi)
  • patronati dei profughi dopo Caporetto
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Q

FILM FASCISTI

A
  • Vecchia guardia
  • Camicia nera
  • Il grande appello

ma in generale il cinema italiano doveva essere un cinema di evasione, di svago, che doveva allontanare i cittadini dall’attenzione posta su problematiche sociali

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Q

IN QUALE OPERA SI INDAGA IL RAPPORTO TRA FASCISMO E CINEMA?

A

“L’avventurosa storia del cinema italiano” curato da Franca Faldini e Goffredo Foffi (anni ‘70)

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Q

PRIMO FILM SONORO ITALIANO

A

“La canzone dell’amore” di Gennaro Righello e tratto da una novella di Luigi Pirandello

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Q

COME SI PUO’ FARE UN LABORATORIO DI STORIA SUL FASCISMO

A

Premessa: laboratorio di storia è una metodologia didattica che mira al coinvolgimento e alla motivazione dello studente, che è invitato a una riflessione problematizzata.

In linea con i cambiamenti che hanno investito il mondo della scuola, dell’informazione e della disciplina, è cambiata anche la didattica e si possono strutturare percorsi anche con fonti non convenzionali.

  • FOTOGRAFIA: indagare il rapporto tra propaganda ufficiale di regime e censura
  • CINEMA: veicolo di diffusione sociale di progetti del regime. Come è il cinema di età fascista?
  • ARCHITETTURA
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Q

GLOBAL LIVES

A

vite vocate all’attraversamento di confini. Rileggono il rapporto tra locale e globale a partire dalle biografie.
Soggetti con percorsi biografici definibili trans-locali.

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Q

LO SVILUPPO DI QUALI DISCIPLINE HA FAVORITO LA NASCITA DELLO STUDIO DELLE BIOGRAFIE NELLA STORIA?

A
  • storia delle donne: sono quelle che maggiormente fanno la spola tra una dimensione privata e una pubblica
  • storia orale
  • global lives: vite vocate all’attraversamento di confini che mettono in rapporto il globale con il locale a partire dalle biografie.
  • il rinnovamento della storia politica e la fine delle grandi sintesi politiche (prima gli storici erano molto legati alle organizzazioni politiche, di cui legittimavano la presenza scrivendone la storia) –> importanza dei percorsi individuali e collettivi
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Q

QUALI DISCIPLINE HANNO FAVORITO LO SVILUPPO DELLA PUBLIC HISTORY?

A
  • storia delle donne e storia sociale: nuova attenzione data a gruppi prima considerati marginali
  • storia culturale (nuova valenza storico-culturale di spazi e luoghi urbani)
  • nuova storia politica (importanza per studio di percorsi individuali e collettivi con la fine delle grandi sintesi politiche e la crisi del sistema partitico)
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Q

LE 5 FASI DELLA PROGRAMMAZIONE

A

1) Analisi della situazione: verifica dei pre-requisiti essenziali (presenza di eventuali miscredenze), situazione concreta e materiale, analisi delle individualità presenti in classe, del livello culturale di partenza
2) Scelta degli obiettivi (obiettivi cognitivi vs obiettivi didattici –> sempre più importante oggi programmare per competenze e abilità, non solo conoscenze. Ma informazione prodotta attraverso esercitazione, partecipazione e coinvolgimento attivo dello studente
3) scelta dei contenuti
4) scelta dei metodi
5) modalità di verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi in maniera da poter costruire un nuovo progetto e pensare a un progetto nuovo

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Q

STORIA E GEOGRAFIA

A

Lo spazio non è solamente lo sfondo passivo dove si esplicano le azioni dell’uomo, ma è diventato oggetto di indagine seguendo anche l’evoluzione della disciplina geografica

Da geografia statica e descrittiva –> geogra umana

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Q

STORIA DEI BENI CULTURALI

A

1) lo spazio di rispetto attorno al sacro (templi, oggetti, luoghi di culto)
2) nozione di tutela viene poi secolarizzata e bene è ogni opera che sia rilevante da un punto di vista artistico, una manifestazione di civiltà slegata dalla dimensione religiosa
3) A Roma si consoldia l’idea di tutela: volontà di preservare beni e tecniche provenienti anche da territori al di fuori del core. Con la conversione al cristianesimo, si decide di salvaguardare il patrimonio pagano che ha fatto la storia dell’impero fino a quel momento (382 legislazione in difesa dei templi pagani di Teodosio)
4) Con il crollo dell’impero, la cultura monastica recupera il patrimonio documentario greco-latino per conservarlo, mettendolo al riparo dal degrado grazie al nuovo supporto innovativo della pergamena
5) La violenza e le guerre religiose nel cuore dell’Età moderna si abbattono anche su archivi e biblioteche cattoliche
6) Enrico VIII nel 1534 decide di estendere le funzioni dello stato, si fa garante della tutela del patrimonio (censimento delle biblioteche abbaziali ed ecclesiastiche per impedire che importanti opere venissero condannate all’oblio)
7) Settecento: democratizzazione del sapere ed esposizione al pubblico delle opere. Nasce la moderna cultura museale. Il patrimonio appartiene alla collettività. Nascita delle biblioteche pubbliche e delle collezioni principesche aperte a tutti i cittadini.
Con la Rivoluzione francese le opere pubbliche vengono messe al riparo dal vandalismo e diventano proprietà dello stato (nazionalizzazione dei beni ecclesiastici, dei fuoriusciti e della corona). Nasce il termine patrimonio, heritage (l’idea di un’eredità da preservare).
8) Otto-Novecento si afferma il principio olistico e la nascita del patrimonio culturale-naturale –> anche lo spazio entra a pieno titolo nella nozione di patrimonio
9) 1954: convenzione dell’Aia –> stabilite le modalità per garantire il rispetto del patrimonio in caso di conflitto armato.

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Q

ILLUMINISMO/SETTECENTO E TUTELA DEL PATRIMONIO: COME CAMBIA LA CONCEZIONE?

A
  • democratizzazione del sapere
  • esposizione al pubblico delle opere
  • moderna cultura museale. Il patrimonio appartiene alla collettività. Nascita delle biblioteche pubbliche e delle collezioni principesche aperte a tutti i cittadini.
    Con la Rivoluzione francese le opere pubbliche vengono messe al riparo dal vandalismo e diventano proprietà dello stato (nazionalizzazione dei beni ecclesiastici, dei fuoriusciti e della corona). Nasce il termine patrimonio, heritage (l’idea di un’eredità da preservare).
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Q

FASI DEL LABORATORIO DI STORIA

A

1) fase PRELIMINARE: insegnante STIMOLA studenti alla riflessione, pone un quesito, una domanda, la cui risposta si può rintracciare nel passato –> deve quindi guidarli verso la simulazione (nuovo ruolo dell’insegnante).
2) fase INIZIALE (nel viaggio immaginario si è sul crinale tra presente e passato): DIBATTITO tra docente e studenti –> è un momento anche per verificare conoscenze e misconoscenze presenti
3) fase ESECUTIVA (passato): svolta in gruppo o individualmente con a) SELEZIONE di fonti/materiale predisposto dall’insegnante: per quale prospettiva di indagine una fonte è utile? b) INTERROGAZIONE della fonte –> organizzare le info che mi dà in una griglia di domande + individuare elementi di continuità e di cambiamento per dare adeguato spessore storico al fenomeno + INTERPRETAZIONE della fonte: inserita in un contesto storico, ragionamento concettuale
4) fase CONCLUSIVA: dal passato al presente: elaborazione di un testo che sintetizzi i risultati ottenuti, in cui le conclusioni vengono comparate con i presupposti da cui si è partiti con ONESTA’ INTELLETTUALE e una valutazione personale –> SOCIALIZZAZIONE DELLA CONOSCENZA e dibattito in classe