Le azioni cap 14 Flashcards

1
Q

Quali sono i 3 caratteri tipizzanti delle azioni?

A

Sono indivisibilità, uguaglianza di valore di diritti ed autonomia.
-L’azione è indivisibile, infatti è considerabile unità minima di partecipazione al capitale sociale, e allo stesso tempo è unita di misura dei diritti sociali.
Dato che è indivisibile, se più soggetti diventano comproprietari di un’unica azione devono nominare un rappresentante comune per l’esercizio dei diritti verso la società.
- Le azioni devono essere tutte di uguale valore, cioè sono un’identica frazione di capitale sociale nominale.
- Ogni azione attribuisce al suo titolare un complesso unitario di diritti e poteri di natura amministrativa e patrimoniale; le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti.
E’ un’ugualianza relativa e oggettiva, NON soggettiva=>
relativa= perchè è possibile creare categorie di azioni fornite di diritti diversi (si avranno quindi azioni ordinarie e azioni speciali)
oggettiva e non soggettiva= perché attribuisce uguali diritti ma non soggettiva perché ogni azionista non aha esattamente gli stessi diritti dato che ognuno ha un diverso numero di azioni.
Alcuni diritti sono indipendenti dal numero di azioni possedute, mentre i diritti più significativi spettano in proporzione al numero di azioni possedute (es. il diritto di voto.
La disuguaglianza soggettiva degli azionisti è legittima e giusta poiché su di essa si fonda il funzionamento ordinato di un organismo economico a base capitalistica. (chi più ha conferito e più rischia ha più potere e può imporre, nel rispetto della legalità, la propria volontà alla minoranza = principio capitalistico). Ma nel caso in cui entrino in gioco interessi pubblici di particolare rilievo, sono introdotte delle deroghe al principio capitalistico, che riconoscono allo Stato o ad altri enti pubblici dei poteri societari svincolati dall’ammontare della partecipazione azionaria, o anche svincolati proprio dalla qualità di azionista.
es. potere di veto all’adozione di certi provvedimenti di rilievo.
- Le azioni sono distinte tra di loro e autonome, anche quando fanno capo alla stessa persona, che potrà disporre separatamente di ognuna di essere.

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2
Q

Cos’è il valore nominale delle azioni?

A

Il valore nominale delle azioni è la parte del capitale sociale rappresentata da ciascuna azione ed espressa in cifra monetaria (euro). Nella disciplina moderna possono anche essere emesse azioni senza indicazione del valore nominale, ma NON si possono emettere contemporaneamente azioni con e senza valore nominale.
Nelle azioni con valore nominale-> lo statuto e il titolo azionario devono specificare oltre al capitale sottoscritto e al numero complessivo di azioni, anche il valore nominale di ciascuna azione.
Il valore nominale delle azioni può essere modicato solo attraverso una modifica dell’atto costitutivo.
Nelle azioni senza valore nominale-> lo statuto ed il titolo azionario devono indicare solo il valore del capitale sottoscritto e il numero delle azioni emesse.
La partecipazione del singolo azionista è espressa in termini percentuali del numero complessivo delle azioni emesse e il loro valore varia a seconda delle vicende patrimoniali della società.
Per tutte le azioni, con o senza valore nominale, il valore complessivo dei conferimenti può essere inferiore all’ammontare globale del capitale sociale in modo da evitare che il capitale realmente conferito sia inferiore a quello dichiarato. Quindi le azioni non possono essere complessivamente emesse per somma inferiore al valore nominale.
Le azioni possono essere emesse per somma superiore al valore nominale (con sovrapprezzo), il che è anche obbligatorio quando si vuole escludere o limitare il diritto di opzione degli azionissti sulle azioni di nuova emissione o quando il valore reale delle azioni sia superiore a quello nominale.

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3
Q

Che cos’è il valore di mercato e come si calcola?

A

E’ calcolabile solo per azioni quotate in mercati regolamentati. Il valore di mercato risulta giornalmente dai listini ufficiali ed indica il prezzo di scambio delle azioni in quel determinato giorno, prezzo che solo tendenzialmente coinciderà con il valore patrimoniale attuale, dato che su tale valore incidono le prospettive economiche future della società e l’andamento generale dell’economia.

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4
Q

Che cos’è il valore reale delle azioni?

A

E’ quel valore che si ottiene dividendo il patrimonio netto della società per il numero di azioni.
Tale valore varia nel tempo in funzione delle vicende economiche della società e può essere accertato contabilmente attraverso il bilancio d’esercizio. E’ anche chiamato valore di bilancio.

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5
Q

Cosa sono le azioni?

A

Le azioni sono quote di partecipazione die soci nelle spa, omogenee e standardizzate, liberamente trasferibili e di regola rappresentate da titoli azionari.
Ciascuna azione attribuisce diritti identici nella società e verso la società.

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6
Q

Cosa intendiamo per categorie speciali di azioni? Esempi?

A

Sono categorie speciali di azioni quelle fornite di diritti diversi da quelli tipici previsti dalla disciplina legale. Le azioni speciali si contrappongono alle ordinarie; possono essere create con lo statuto o con una successiva modifica dello stesso.
La loro presenza comporta una modifica nell’organizzazione interna della società per la contemporanea presenza di diversi gruppi di azionisti con interessi diversi.
Infatti, se esistono diverse categorie di azioni i provvedimenti dell’assemblea che pregiudicano i diritti di una delle categorie di azionisti speciali, devono essere approvate anche dall’assemnblea speciale della categoria interessata.
All’assemblea speciale si applica la disciplina delle assemblee straordinarie, se le azioni speciali NON sono quotate; se invece sono quotate si applica la disciplina dell’organizzazione degli azionisti di risparmio.
I diritti speciali di categoria sono diritti di gruppo, non diritti individuali.
La società ha ampia autonomia nel modellare il contenuto della partecipazione azionaria, anche se deve osservare i limiti disposti dalla legge.
Le azioni speciali non devono superare complessivamente il 50% del valore del capitale sociale in modo da evitare una eccessiva concentrazione di potere nelle mani degli azionisti a voto pieno.
l’attuale disciplina ha mantenuto il divieto di emettere azioni con voto plurimo, ovvero azioni che attribuiscono ciascuna più di un voto.

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7
Q

Cosa sono le azioni privilegiate?

A

Sono azioni che attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella distribuzione degli utili e/o nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della società. La società è libera di articolare come preferisce il contenuto patrimoniale di queste azioni; l’unico limite è il dieto di patto leonino. Possono essere emesse anche senza limitazione dei diritti amministrativi.

[ Il divieto di patto leonino, disciplinato ai sensi dell’art. 2265 c.c., dispone che è nullo qualsiasi patto che escluda uno o più soci dalla partecipazione agli utili o alle perdite della società.]

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8
Q

Cosa sono le azioni correlate?

A

Sono azioni fornite di diritti patrimoniali correlati ai risultati dell’attività sociale
di un determinato settore, anche quando non si danno vita a patrimoni separati destinati ad uno
specifico affare. Lo statuto deve stabilire i criteri di individuazione dei costi e dei ricavi imputabili
al settore, le modalità di rendicontazione, i diritti attribuiti a tali azioni e le eventuali condizioni e
modalità di conversione in azioni di altra categoria. In ogni caso, ai possessori di azioni correlate
non possono essere corrisposti dividendi in misura superiore agli utili risultanti dal bilancio
generale della società.

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9
Q

Cosa sono le azioni di risparmio? che diritti hanno?

A

Le azioni di risparmio hanno il compieto di incentivare l’investimento in azioni offrendi ai risparmiatori titoli che rispondono meglio ai loro specifici interessi.
-Possono essere messe solo da società quotate
-Non possono superare la metà del capitale sociale.
Le azioni di risparmio sono prive del diritto di voto ma si differenziano dalle azioni senza voto emesse dalle società non quotate per il fatto che devono essere dotate di privilegi di natura patrimoniale. Possono anche essere emese al portatore, assicurano quindi l’anonimato e ciò costituisce un forte incentivo alla loro sottoscrizione, perché può essere previsto il diritto di conversione in azioni ordinarie dopo un certo periodo di tempo.
Esse hanno diritti amministrativi e patrimoniali:
- diritti amministrativi; sono prive del diritto di voto, sia nelle assemblee ordinarie che in quelle straordinarie, e di esse NON si tiene conto nei quorum costitutivi e deliberativi. Deve escludersi il diritto di intervento in assemblea e il diritto di impugnare le delibere assembleari invalide, poiché l’esercizio di tali diritti è stato riservato agli azionisti con diritto di voto.
-diritti patrimoniali, indicati nell’atto costitutivo dov’è determinato il contenuto del privilegio, le condizioni, i limiti, le modalità e i termini per il suo esercizio.
La disciplina delle azioni di risparmio è completata da un’organizzazione di gruppo per la tutela degli interessi comuni.
L’organizzazione si articolare in un’assemblea speciale e un rappresentante comune:
- L’assemblea speciale; delibera sugli oggetti d’interesse comune e sull’approvazione delle delibere dell’assemblea della società che pregiudicano i diritti degli azionisti di risparmio e sulla transazione delle controversie delle società.
-Il rappresentante comune, nominato dall’assemblea di categoria, provvede all’esecuzione delle deliberazioni e tutela gli interessi comuni degli azionisti di risparmio nei confronti della società.
Può assistere alle assemblee generali e impugnarne le deliberazioni (diritto precluso al singolo azionista di risparmio).

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10
Q

Cosa sono le azioni a favore dei prestatori di lavoro?

A

L’art 2349 consente l’assegnazione straordinaria di utili ai dipendenti delle società o di società controllate, da attuarsi mediante un procedimento articolato che prevede che gli utili siano imputati a capitale sociale e che per l’importo corrispondente la società emetta azioni speciali assegnate gratuitamente ai prestatori di lavoro.
Per tali azioni la società può stabilire norme particolari riguardo a forma, al modo di trasferimento ed ai diritti spettanti agli azionisti,fermo restando che esse devono essere assegnate individualmente
ai dipendenti.
La società può escludere o limitare il diritto di opzione degli azionisti sulle azioni a pagamento di nuova emissione, per offrire le stesse in sottoscrizione ai suoi dipendenti o a quelli di società controllate o controllanti.
Inoltre, con la delibera dell’assemblea straordinaria, la società può assegnare ai propri dipendenti o ai dipendenti di società controllate strumenti finanziari partecipativi diversi dalle azioni.
Sono poi imposti speciali obblighi di trasparenza alle società quotate o a quelle con strumenti finanziari diffusi in maniera rilevante, qualora le stesse intendano porre in essere un piano di compensi basati su azioni o strumenti finanziari a favore di dipendenti, amministratori o collaboratori autonomi della società.
Tali piani devono essere approvati dall’assemblea ordinaria e devono essere messi a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito internet della società e con le altre modalità previste dalla Consob.

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11
Q

Cosa sono gli strumenti finanziari partecipativi?

A

Gli strumenti finanziari partecipativi non fanno parte del capitale sociale e non attribuiscono la qualità di azionista. Presentano ampia elasticità per quanto riguarda i diritti che possono essere loro riconosciuti.
Possono essere forniti sia di diritti patrimoniali che amministrativi.
Possono essere dotati di diritto di voto su argomenti specificatamente indicati.
Agli strumenti finanziari che riconoscono al titolare il diritto al rimborso del capitale si applica la disciplina delle obbligazioni.
Sono a quelli che conferiscono diritti amministrativi si applicherà la disicplina delle assemblee speciali.
Per il resto sono disciplinati dallo statuto.

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12
Q

Circolazione delle azioni

A

La circolazione delle azioni avviene per mezzo dei titoli azionari, che sono i documenti che rappresentano le quote di partecipazione nella società per azioni e ne consentono il trasferimento secondo le regole proprie dei titoli di credito.
La loro emissione è normale nelle società con azioni non quotate in borsa, ma non essenziale, in quanto lo statuto può escluderne l’emissione.
La qualità di socio è provata dall’iscrizione nel libro dei soci e il trasferimento delle azioni resta assoggettato alla disciplina della cessione del contratto ed ha effetto nei confronti della società dal momento dell’iscrizione nel libro dei soci.
Nelle società quotate in mercati regolamentati e per quelle con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante, le azioni non possono essere rappresentate dai titoli azionari; in quel caso la circolazione di azioni o obbligazioni è basata su registrazioni contabili con la soppressione materiale dei titoli al fine di semplificare e rende più sicuro il mercato.

Ai titoli azionari deve essere riconosciuta la natura di titoli di credito causali; il loro trasferimento avviene secondo le regole dei titoli di credito, che possono essere emessi solo in base ad un determinato rapporto causale e che si caratterizzano per la parziale sensibilità del rapporto documentato dal titolo (rapporto cartolare), alle eccesioni desumibili dalla disciplina legale del rapporto societario.
Le azioni possono essere sia nominative sia al portatore, a scelta dell’azionista; si può concedere il beneficio dell’anonimato.
Tale scelta è rimasta solo nelle pagine del cc perché in realtà il sistema vigente prevede che tutte le azioni devono essere nominative; savlo quelle di risparmio e quelle emesse dalle sicav (società di investimento a capitale variabile).
Le azioni al portatore si trasferiscono con la consegna del titolo, mentre per le azioni nominative è dettata una specifica disciplina.

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13
Q

Quali possono essere i vincoli sulle azioni?

A

Le azioni possono essere costituite in usufrutto o in pegno e possono anche formare oggetto di misure cautelari ed esecutive (sequestro giudiziario, pignoramento).
Il diritto di voto, nel caso di azioni costituite in usufrutto o in pegno, compete al creditore pignoratizio o all’usufruttuario, salvo convenzione contraria. Inoltre essi dovranno esercitarlo in modo da non ledere gli interessi del socio, pena il risarcimento del danno nei suoi confronti. Nel caso di sequestro il voto è esercitato dal custode.
Gli altri diritti amministrativi spettano disgiuntamente sia al socio che al creditore pignoratizio o all’usufruttuario, salvo che dal titolo costitutivo del vincolo non risulta diversamente.
In caso di sequestro, invece, gli stessi sono esercitati dal custode salvo che dal provvedimento del giudice non risulti diversamente.
Il diritto di opzione (Diritto spettante agli azionisti che prevede la prelazione per la sottoscrizione di nuove azioni in occasione di operazioni di aumento del capitale sociale.), spetta al socio e solo ad esso possono essere attribuite le nuove azioni sottoscritte.
Il socio deve provvedere almeno 3 giorni prima della scadenza al versamento delle somme necessarie per esercitare il diritto e, in mancanza, gli altri soci possono offrirsi di acquistarlo, altrimenti il diritto di opzione deve essere alineato per suo conto per mezzo di una banca o di un altro intermediario autorizzato alla negoziazione nei mercati regolamentati.
In caso di aumento gratuito del capitale, il pegno l’usufrutto e il sequestro si estendono alle azioni di nuova emissione.
Nel caso di versamento delle somme dovute sulle azioni non liberate, per il pegno e l’usufrutto è regolamentato che:
-in caso di pegno è il socio che deve provvedere al versamento; in mancanza di ciò, il creditore pignoratizio può far vendere le azioni tramite una banca o altro intermediario autorizzato con trasferimento del pegno sul ricavato.
-In caso di usufrutto è l’usufruttuario che deve provvedere al versamento, salvo il suo diritto alla restituzione di tale somma al termine dell’usufrutto.

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14
Q

Quali sono i limiti alla circolazione delle azioni?

A

Le azioni sono generalmente liberamente trasferibili, ma non lo sono oppure lo sono in modo limitato in alcune occasioni. Abbiamo:
- limiti legali, ad esempio le azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro non sono trasferibili prima del controllo della valutazione, o altro esempio le azioni con prestazioni accessorie non sono trasferibili senza il consenso del consiglio di amministrazione.
-limiti convenzionali, determinati d’accordo tra i soci. I limiti convenzionali vanno distinti a seconda che risultino dall’atto costitutivo della società (limiti statutari) o da accordi non consacrati nell’atto costitutivo ma da patti parasociali (sindacati di blocco).
I limiti alla circolazione delle azioni risultanti da patti parasociali vengono definiti sindacati di blocco, e hanno lo scopo di evitare l’ingresso in società di terzi non graditi.
I sindacati di blocco vincolato solo le parti contraenti e la loro violazione comporterà solo il risarcimento dei danni nei confronti degli altri consociati.
I limiti statutari risultano dall’atto costitutivo; hanno efficacia reale ovvero vincolano tutti i soci, anche futuri, e possono essere fatti valere dalla società nei confronti del terzo acquirente delle azioni.
La disciplina consente che l’atto costitutivo vieti del tutto la circolazione delle azioni per un periodo non superiore ai 5 anni dalla costituzione della società o dal momento in cui il divieto viene introdotto.

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15
Q

Quali sono i limiti statutari più diffusi?

A

Consistono in 3 clausole;
- Clausola di prelazione:
Impone al socio che intende vendere le azioni di offrirle preventivamente agli altri soci e di preferirli ai terzi, a parità di condizioni. Consente di impedire l’ingresso in società di soci non graditi, senza precludere all’azionista che ne voglia uscire di avere indietro il valore economico della sua prestazione.
La violazione di questo patto di preferenza comporta l’inefficacia del trasferimento sia nei confronti della società -che potrà rifiutare l’iscrizione dell’acquirente- sia nei confronti dei soci beneficiari del diritto di prelazione -che potranno esercitare il diritto di riscatto delle azioni verso il terzo acquirente-.

-Clausola di gradimento: Può essere distinta in 2 sottocategorie:
a) clausole che richiedono il possesso di determinati requisiti soggettivi da parte dell’acquirente (es. avere la cittadinanza italiana)
b) clausole di mero godimento che subordinano il trasferimento al consenso di un organo sociale, di solito il consiglio di amministrazione. Queste ultime possono costituire uno strumento d’abuso a danno dei soci estranei al gruppo di comando rendendoli prigionieri della società. In caso di rifiuto
-Clausola di riscatto; prevedono un potere di riscatto delle azioni da parte dei soci o della società al verificarsi di determinati eventi (es. in caso di morte di un’azionista al fine di evitare che subentrino gli eredi).
Il valore di rimborso di tali azioni è determinato applicando le corrispondenti disposizioni in tema di diritto di recesso dell’azionista e troverà applicazione anche il relativo procedimento di liquidazione (dal punto di vista dell’azionista). In caso di riscatto a favore della società si applica la disciplina dell’acquisto delle azioni proprie.

Queste clausole statutarie limitative della circolazione possono essere introdotte o rimosse nel corso della vita della società con delibera dell’assemblea straordinaria. In tal caso, salvo che lo statuto non disponga diversamente, è riconosciuto il diritto di recesso ai soci che non hanno partecipato all’approvazione della delibera.

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16
Q

La società può fare operazioni sulle proprie azioni? Quali sono le situazioni regolate?

A

Le operazioni della società sulle proprie azioni sono vietate in linea di principio. Tra le situazioni attualmente regolate ci sono;
1. Sottoscrizione; in nessun caso la società può sottoscrivere azioni proprie. Tale divieto ha carattere assoluto; opera sia in caso di costituzione della società, sia in caso di aumento del capitale sociale.
Colpisce inoltre sia la sottoscrizione diretta (compiuta in nome della società) sia quella indiretta (compiuta da terzi in nome proprio ma per conto della società).
Se tale divieto è violato non si ha nullità della sottoscrizione, ma le azioni interessate si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai soggetti che materialmente hanno violato il divieto.
In caso di:
- Sottoscrizione diretta: le azioni si intendono sottoscritte e devono essere liberate dai promotori e dai soci fondatori.
-Sottoscrizione indiretta: chi ha sottoscritto in nome della società è considerato a tutti gli effetti sottoscrittore per conto proprio. Inoltre, della liberazione delle azioni rispondono solidalmente col terzo anche i soci promotori e fondatori, salvo che tali soggetti non dimostrino di essere esenti da colpa.
2. Acquisto di azioni proprie: può dar luogo ad una riduzione del capitale reale senza riduzione del capitale sociale nominale. Queste conseguenze non si verificano quando nell’acquisto vengano impiegate somme corrispondenti agli utili o ad altre eccedenze di bilancio disponibili.
Quindi l’operazione è consentita ma la società deve rispettare 4 condizioni previste dall’art 2357 cc:
- le somme impeigate nell’acquisto non possono eccedere l’ammontare degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato;
-le azioni da acquistare devono essere interamente liberate
-l’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea straordinaria e la delibera deve fissare le modalità d’acquisto, l’ammontare massimo delle azioni da acquistare e la durata dell’autorizzazione accordata non superiore a 18 mesi.
-Solo nelle società che ricorrono al mercato del capitale di rischio il valore nominale delle azioni acquistate non può eccedere la quinta parte del capitale sociale, tenuto conto anche delle azioni possedute da società controllate.
Ciò impedisce alle società di incidere sul mercato dei propri titoli.
Le azioni acquistate violando queste condizioni vanno vendute entro un anno dal loro acquisto, in mancanza si dovrà provedere al loro annullamento e alla corrispondente riduzione del capitale sociale.
Tale disciplina si applica anche agli acquisti indirietti.
Sono previsti però dei casi speciali di acquisto: nessuna limitazione è applicabile quando l’acquisto avviene in esecuzione di una delibera assembleare di riduzione del capitale sociale da attuarsi mediante riscatto e annullamento di azioni. In tale caso l’acquisto delle azioni proprie costituisce una modalità di attuazione di una riduzione palese del capitale sociale con rimborso dei conferimenti dei soci.

3.Altre operazioni sulle azioni proprie regolate dalla legge sono l’assistenza finanziaria per l’acquisto o la sottoscrizione di azioni proprie e l’accettazione di azioni proprie in garanzia.
-L’assistenza finanziaria per l’acquisto o la sottoscrizione di azioni proprie consiste nel concedere prestiti o fornire garanzie di qualsiasi tipo (direttamento o indirettamente) a favore di soci o di terzi per la sottoscrizione o l’acquisto di azioni proprie.
Tali operazioni sono consentite, previa approvazione dell’assemblea straordinaria, sulla base di una relazione degli amministratori in cui si indica l’interesse specifico della società nel concedere l’assistenza finanziaria.
Il verbale dell’assemblea dovrà essere pubblicato entro 30 giorni nel registro delle imprese.
L’importo complessivo dei finanziamenti e delle garanzie non può eccedere l’ammontare degli utili disponibili risultanti dell’ultimo bilancio regolarmente approvato. Si prevede inoltre che la società possa concedere assistenza finanziaria per agevolare l’acquisto di azioni proprie che essa stessa ha in portafoglio figurando, in tal modo, sia nella veste di garante (o finanziatore), sia nella veste di venditore, purché l’alienazione sia realizzata ad un giusto prezzo.
Per le azioni non quotate il prezzo è ricavabile dai criteri per la valutazione delle azioni in caso di recesso, mentre per le azioni quotate il prezzo è quello medio ponderato di quotazione nei sei mesi che precedono la pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea.
-L’accettazione di azioni proprie in garanzia; la società non può accettare azioni proprie in garanzia (es. concedere finanziamenti ai soci garantiti dal pegno delle proprie azioni).
I contratti di assistenza finanziaria stipulati senza autorizzazione assembleare sono inefficaci in quanto realizzati in violazione di un limite legale al potere di rappresentanza degli amministratori.
L’accettazione di azioni proprie in garanzia invece sarebbe nulla perché viola una norma imperativa inderogabile.

17
Q

Partecipazioni reciproche tra società di capitali; che cos’è? che pericoli possono avere? da cosa possono essere causati questi pericoli?

A

Sono ad esempio quando la società A partecipa al capitale della società B e viceversa. Danno luogo a pericoli di carattere patrimoniale ed amministrativo che diventano particolarmente accentuati quando tra le due società vi sia un rapporto di controllo.
Infatti la controllante potrebbe eludere la disciplina della sottoscrizione e dell’acquisto di azioni proprie, facendo sottoscrivere o acquistare le stesse da una propria controllata.
Le fattispecie che possono portare a questo tipo di pericolo sono:
1. Sottoscrizione reciproca di capitale; si ha nel caso in cui due società si costituiscono od aumentano il capitale sociale sottoscrivendo l’una il capitale dell’altra; ciò comporterà una moltiplicazione solo illusoria di ricchezza, in quanto aumenterà il capitale sociale nominale delle società senza che incrementi il rispettivo capitale reale. Allo stesso tempo ogni società aveva un pacchetto di voti da gestire nell’altra. Questo fenomeno fu represso con gli articoli:
-2360 cc che vieta alle società di costituire o aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, ciò anche per tramite di società fiduciarie o di interposta persona.
-2359-quinquies cc che detta per la sottoscrizione di azioni della società controllante una disciplina simile a quella della sottoscrizione di azioni proprie; in nessun caso la controllata può sottoscrivere azioni o quote della controllante né direttamente, né avvalendosi di terzi. Anche le sanzioni sono identiche, infatti le azioni sono imputate agli amministratori della società controllata che non dimostrino di essere esenti da colpa, ovvero al terzo che ha sottoscritto le azioni in nome proprio ma per conto della controllata.
2.Acquisto reciproco di azioni; questa fattispecie lascia inalterato il capitale nominale ma provoca una riduzione dei rispettivi capitali reali che può giungere fino al completo svuotamento dei relativi patrimoni, dando luogo al fenomeno di “carta contro carta”. L’acquisto reciproco di azioni per importo eccedente gli utili distribuibili determina un rimborso indiretto dei conferimenti agli azioni delle due società (la società A che rimborsa i soci della società B e viceversa) con effetti incrociati del tutto identici a quelli cui dà luogo l’acquisto di azioni proprie.
La disciplina prevede:
a) l’ acquisto reciproco di azioni è possibile senza alcun limite quando tra le due società NON vi intercorra un rapporto di controllo e nessuna delle due società è quotata in borsa.
B) se l’incrocio è realizzato fra società controllante e sue controllate è assoggettato a delle limitazioni:
- le somme impiegate nell’acquisto non possono eccedere l’ammontare degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato dalla controllata;
- possono essere acquistate solo azioni interamente liberate
-l’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea ordinaria della controllata e deve contenere le stesse specificazioni richieste per l’acquisto delle azioni proprie
-il valore nominale delle azioni acquistate non può eccedere il 10% del capitale sociale della società controllante.
-la società controllata non può esercitare il diritto di voto nelle assemblee della controllante.
Le azioni o quote acquistate in violazione di queste condizioni devono essere alienate entro un anno dal loro acquisto. In mancanza, la società controllante deve procedere al loro annullamento ed alla corrispondente riduzione del capitale sociale. La società controllata ha il diritto al rimborso del valore delle azioni annullate.
C) Se l’incrocio avviene tra società di cui almeno una è quotata in borsa, ma fra cui non vi è nessun rapporto di controllo si applica la disciplina sancita dall’art 121 TUF che prevede limiti quantitativi agli incroci azionari; limiti che sono espressi in % che fanno scattare l’obbligo di comunicazione delle partecipazioni rilevanti alla società partecipata e alla Consob.
In particolare:
-se entrambe le società sono quotate, l’incrocio non può superare il tetto del 2% del capitale con diritto di voto (elevabile al 5% con un accordo tra le società interessate)
- se una sola delle società è quotata, la società quotata può arrivare fino al 10% del capitale della non quotata (resta fermo il tetto del 2% per quella non quotata).
Se la percentuale eccede da entrambi i lati le % massime consentite, la società che ha superato il limite per ultima:
- non può esercitare il diritto di voto per le azioni o quote possedute in eccedenza, rispetto al tetto consentito;
- deve alienare l’eccedenza entro 12 mesi
-la mancata alienazione estende la sospensione del diritto di voto anche alla parte che può essere legittimamente posseduta.
Qualora il voto venga ugualmente esercitato le delibere adottate con lo stesso sono annullabili e impugnabili anche dalla Consob.

18
Q

Che significa liberare, sottoscrivere, e acquistare azioni?

A

Liberare azioni= versare il valore delle azioni (in precedenza sottoscritte) nel capitale sociale.
Sottoscrivere azioni = acquisto di azioni di nuova emissione(costituzione società o aumento del
capitale sociale)direttamente dalla società –> obbligo dei conferimenti –> aumento capitale sociale.
Acquistare azioni = acquisto di azioni già emesse e sottoscritte precedentemente da altri soci. Il
trasferimento avviene tra l’alienante (precedente socio) e l’acquirente –> il capitale sociale resta
invariato