NURSING PROCESS Flashcards

1
Q

Quali sono state, secondo quanto dichiarato dal NANDA, i tre principali motivi di ritiro di diagnosi infermieristiche?

A

I motivi per cui la NANDA ha ritirato delle diagnosi infermieristiche sono: per la disponibilità di nuove ricerche che definiscono i termini precedentemente utilizzati obsoleti o sostituiti in letteratura; per la mancanza di fattori correlati modificabili in modo autonomo da interventi infermieristici; la diagnosi in questione non soddisfa la definizione di diagnosi incentrata su un problema.

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2
Q

Perché Nanda afferma che l’attuazione di rigidi protocolli standard non deve essere considerato un intervento infermieristico autonomo anche quando non è prevista una prescrizione medica diretta?

A

Un protocollo non può essere considerato un intervento infermieristico autonomo in qualsiasi caso in quanto esso è un documento rigidissimo basato su standard organizzativi assistenziali e non su diagnosi mediche, da cui derivano problemi collaborativi, o infermieristiche, da cui derivano problemi gestiti autonomamente dall’infermiere.

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3
Q

Perché Nanda mette in guardia dalla scelta delle diagnosi infermieristiche in base alle diagnosi mediche o dall’adozione di piani di assistenza standardizzati per diagnosi infermieristiche specifiche?

A

Scegliere una diagnosi infermieristica in base a diagnosi mediche o adottare piani di assistenza standardizzati potrebbero portare alla scelta di DI e, di conseguenza, di interventi non appropriati per il paziente. E’ fondamentale dunque scegliere le DI sulla base dei dati oggettivi e soggettivi al fine di pianificare gli interventi meglio indicati per lo specifico caso e raggiungere il risultato realistico atteso.

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4
Q

Che cosa significa fare una diagnosi infermieristica?

A

Fare diagnosi infermieristica significa dare un giudizio clinico riguardo problemi di esclusiva competenza infermieristica, per fare ciò è necessario che il professionista possieda la capacità di interpretare e raggruppare i dati oggettivi e soggettivi raccolti e attribuire un nome sottoforma di diagnosi infermieristica al problema/ai problemi di natura infermieristica che il paziente presenta.

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5
Q

Come si presentano le diagnosi infermieristiche che non rispettano il sistema multiassiale?

A

Le diagnosi infermieristiche che non rispettano il sistema multiassiale non presentano nel titolo diagnostico due elementi essenziali: il focus della diagnosi infermieristica (asse 1) accompagnato dal giudizio del professionista (asse 3). Spesso le diagnosi di questo tipo presentano nel titolo il solo focus diagnostico che può essere accompagnato da termini di altri assi come la durata (asse 6), la localizzazione (asse 4), ad eccezione dell’asse 3. Il focus diagnostico e il giudizio infermieristico sono componenti essenziali della diagnosi infermieristica.

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6
Q

Elenca le componenti di una diagnosi infermieristica.

A

Una diagnosi infermieristica è composta da: titolo diagnostico che deve riflettere il focus della diagnosi e il giudizio infermieristico; la definizione ovvero una descrizione chiara e precisa il cui significato aiuta a differenziarla da diagnosi simili; caratteristiche definenti ovvero segni osservabili che costituiscono la manifestazione del problema e dunque della DI; fattori di rischio ovvero la suscettibilità di un individuo, caregiver, famiglia o comunità a una risposta umana indesiderabile; fattori correlati ovvero fattori che hanno una relazione dimostrata con la risposta umana descritta dalla diagnosi, e soprattutto devono poter essere modificabili da interventi infermieristici autonomi; popolazione a rischio; condizioni associate ovvero tutte quelle condizioni non modificabili da interventi infermieristici autonomi, sono di natura medica.

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7
Q

Definizione di diagnosi infermieristica di rischio e suoi indicatori diagnostici.

A

Una diagnosi infermieristica di rischio è un giudizio clinico riguardante la suscettibilità allo sviluppo di una risposta umana indesiderabile a condizioni di salute/processi di vita che è riconosciuta in un individuo, caregiver, famiglia, gruppo o comunità. Una diagnosi di rischio dev’essere costituita da, oltre che il titolo e la definizione, i fattori di rischio che contribuiscono ad aumentare la suscettibilità; possono essere esplicitati anche la popolazione a rischio e le condizioni associate.

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8
Q

Quali dimensioni della risposta umana sono rappresentate dall’asse uno e dall’asse tre (Nanda)?

A

L’asse 1 rappresenta il focus della diagnosi, ovvero la descrizione della risposta umana relativa alla specifica diagnosi, mentre l’asse 3 rappresenta il giudizio dell’infermiere che descrive il significato del focus della diagnosi (insufficiente, inefficace, autonomo, migliorato, disfunzionale, ecc…). Assieme i due assi vanno a costituire gli elementi essenziali di una diagnosi infermieristica.

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9
Q

Che cosa sono le caratteristiche definenti?

A

Sono dei dati osservabili, quindi segni, che si raggruppano come manifestazioni di una determinata diagnosi incentrata su un problema attuale, di sindrome o di promozione della salute.

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10
Q

Definizione di condizioni associate (così come in Nanda).

A

Le condizioni associate si riferiscono a condizioni di natura medica, in particolare diagnosi mediche, procedure diagnostiche/chirurgiche, dispositivi medico/chirurgici o preparati farmaceutici; sono condizioni non modificabili da interventi infermieristici autonomi.

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11
Q

Descrivi gli indicatori diagnostici di supporto.

A

Gli indicatori diagnostici di supporto sono rappresentati da: popolazione a rischio ovvero gruppi di persone che condividono caratteristiche che li rendono suscettibili ad una particolare risposta umana; condizioni associate ovvero tutte quelle condizioni non modificabili da interventi infermieristici autonomi, di natura medica che comprendono diagnosi mediche, procedure diagnostico/chirurgiche, dispositivi medico chirurgici o preparati farmaceutici.

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12
Q

In che modo il Nanda coniuga autonomia infermieristica ai fattori di rischio?

A

Secondo il NANDA i fattori di rischio di una diagnosi infermieristica, per essere considerati componenti di una DI, devono poter essere modificabili autonomamente da interventi infermieristici e gli interventi dovrebbero essere mirati alla correzione di questi fattori.

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13
Q

In che modo Nanda coniuga autonomia infermieristica ai fattori correlati? Che relazione c’è tra i fattori correlati delle DI e gli interventi infermieristici?

A

Secondo il NANDA, i fattori correlati, ovvero fattori antecedenti che hanno relazione con la risposta umana, dunque associati o che contribuiscono all’insorgenza di tale risposta, devono essere modificabili da interventi infermieristici autonomi e indirizzati a correggere questi fattori eziologici.

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14
Q

Perché Nanda afferma che è indispensabile documentare le diagnosi infermieristiche con gli indicatori diagnostici fondamentali?

A

La semplice documentazione di una diagnosi non ne dimostra l’accuratezza, è importante dunque far apparire gli specifici indicatori diagnostici delle DI in cartella a supporto delle diagnosi scelte. Inoltre, è importante nella pianificazione assistenziale avere chiaro il problema, e quindi la diagnosi e i suoi indicatori, in modo tale da scegliere gli interventi più opportuni per il caso specifico.

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15
Q

Qual è il ruolo del paziente nella fase diagnostica infermieristica?

A

Il paziente ha un ruolo attivo nella fase di diagnosi. In particolare, l’infermiere analizza insieme al paziente le problematiche su cui porre l’attenzione, attuali e potenziali, i punti di forza e le capacità del paziente per far fronte a tali problematiche.

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16
Q

Che cosa sono i NOC?

A

NOC sta per Nursing Outcomes Classification, è una classificazione standardizzata dei risultati (del paziente, caregiver, famiglia, gruppo o comunità) utilizzata come strumento di valutazione dei progressi del paziente in relazione ad interventi infermieristici.

17
Q

Descrivi 5 punti di cui si compone un obiettivo dell’economia NOC.

A

Nella formulazione di un obiettivo devono essere presenti i seguenti elementi: il soggetto (paziente, caregiver, famiglia, gruppo o comunità); l’azione, espressa nella forma attiva del verbo, che ci si aspetta il paziente esegua; la condizione in cui il paziente dovrà raggiungere l’obiettivo; gli indicatori di risultato in grado di misurare oggettivamente il raggiungimento dell’obiettivo; il criterio temporale entro il quale l’obiettivo sarà raggiunto.

18
Q

Qual è la proprietà del NOC che permette la misurabilità degli obiettivi?

A

A ciascun obiettivo NOC sono attribuiti i relativi indicatori di risultato. Ciascun indicatore di risultato è misurabile attraverso una scala di misura numerica Likert che va generalmente da 1 a 5, in cui 1 rappresenta il peggior punteggio e 5 il miglior punteggio. Gli indicatori di risultato permettono di misurare oggettivamente il raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

19
Q

Che cosa sono gli indicatori di risultato nell’economia NOC?

A

A ciascun obiettivo NOC sono attribuiti i relativi indicatori di risultato. Gli indicatori sono utilizzati per determinare le condizioni o i comportamenti attuali del paziente in relazione all’obiettivo prefissato, dunque permettono di determinare risultati più specifici nella descrizione dell’obiettivo.

20
Q

Quali sono le finalità diverse offerte dai risultati e gli obiettivi?

A

La formulazione di un obiettivo assistenziale ha lo scopo di identificare la condizione di salute che si intende far raggiungere alla persona (o caregiver, famiglia, gruppo o comunità) attraverso interventi infermieristici. I risultati invece sono concetti che riflettono lo stato/il comportamento/la percezione attuale della persona assistita e sono misurabili in un continuum attraverso scale di valutazione. La finalità dei risultati dunque è quella di poter documentare e monitorare nel tempo la variazione della risposta della persona (o caregiver, famiglia, gruppo o comunità) rispetto agli interventi infermieristici, e quindi di poter valutare adeguatamente l’efficacia degli stessi.

21
Q

Che cosa si intende per NIC?

A

Il NIC (Nursing Interventions Classification) è una classificazione standardizzata degli interventi eseguiti dagli infermieri nelle varie impostazioni e specialità.

22
Q

Quali sono i cinque fattori che l’infermiere è tenuto a considerare quando sceglie un intervento per raggiungere un obiettivo di salute?

A

Nella scelta degli interventi, l’infermiere deve tenere in considerazione: le evidenze scientifiche presenti in letteratura riguardo la pratica di un intervento, l’opinione degli esperti, la scelta del paziente, l’esperienza clinica del professionista infermiere e infine le risorse disponibili per mettere in pratica l’intervento.

23
Q

A che cosa serve avere una classificazione standardizzata degli interventi infermieristici?

A

La classificazione standardizzata NIC ha lo scopo di uniformare la terminologia utilizzata dagli infermieri in modo da formulare un linguaggio comune comprensibile a tutti. Inoltre, la documentazione dell’erogazione di prestazioni infermieristiche permette di valutare l’impatto dell’assistenza infermieristica sui risultati di salute degli assistiti. Quindi la classificazione NIC è utile per la pianificazione assistenziale, la documentazione clinica, la comunicazione dell’assistenza tra le diverse unità di cura, la ricerca sull’efficacia clinica, la misura della produttività, la valutazione delle competenze, il rimborso, l’insegnamento e la progettazione di piani di studio.

24
Q

In che cosa consiste la pianificazione infermieristica?

A

Il processo di pianificazione si fonda su un approccio razionale (problem solving) ed è finalizzata all’erogazione di cure infermieristiche che soddisfino gli specifici bisogni assistenziali dell’individuo (caregiver,famiglia, gruppo o comunità). In tale processo si distinguono varie fasi: l’accertamento in cui si attua la raccolta e la classificazione dei dati al fine di individuare i bisogni infermieristici disfunzionali; la pianificazione in cui vengono identificate le priorità clinico-assistenziali, gli obiettivi con i relativi indicatori di risultato e gli interventi da attuare per il loro raggiungimento; l’attuazione degli interventi, fase di azione del piano assistenziale; la valutazione in cui si esplicita il risultato del processo assistenziale e si verifica la sua efficacia.

25
Q

Nella fase di pianificazione, di quali considerazioni l’infermiere deve tenere conto?

A

Nella fase di pianificazione l’infermiere deve, a partire dalle diagnosi infermieristiche, individuare gli obiettivi assistenziali da raggiungere in ordine di priorità, gli interventi infermieristici da attuare adeguati per lo specifico caso, le risorse disponibili per l’attuazione del piano assistenziale e predisporre la fase di valutazione dei risultati raggiunti.

26
Q

Qual è il fine dell’accertamento infermieristico?

A

La fase di accertamento ha la funzione di raccogliere e organizzare i dati del paziente che influenzano il suo stato di salute al fine di esprimere un giudizio clinico infermieristico (diagnosi infermieristica) e attuare interventi infermieristici idonei al caso specifico.

27
Q

Nell’accertamento infermieristico che cosa guida la classificazione e la raccolta dati?

A

La raccolta e classificazione dei dati è guidata da specifici modelli di riferimento, in particolare viene utilizzata la classificazione degli 11 modelli funzionali di Gordon, la quale fornisce una visione olistica per la valutazione dello stato di salute dell’individuo permettendo di individuare i modelli funzionali e disfunzionali.

28
Q

Che ruolo hanno, nell’accertamento, i concetti fondamentali della disciplina infermieristica?

A

I concetti fondamentali dell’infermieristica hanno la funzione di guidare la raccolta e la classificazione dei dati in modo da poter individuare i modelli funzionali e disfunzionali del paziente e di conseguenza organizzare un adeguato piano assistenziale personalizzato.

29
Q

Qual è, nel processo di nursing, la finalità della valutazione?

A

La finalità della valutazione è di valutare i risultati e gli obiettivi raggiunti dal paziente, oltre che l’efficacia degli interventi assistenziali infermieristici, in modo tale da apportare modifiche nel piano assistenziale in caso se ne presenti la necessità.

30
Q

Che cosa è il processo infermieristico?

A

Il processo infermieristico è il processo mentale e operativo che l’infermiere utilizza nello svolgimento delle sue attività di competenza, è uno strumento fondamentale per l’assistenza infermieristica. Costituisce una guida predefinita ma flessibile per pianificare, attuare e valutare l’assistenza infermieristica efficace e personalizzata.

31
Q

Quali sono i 5 livelli della tassonomia NOC?

A

I risultati NOC sono organizzati su 5 livelli: in domini, classi, risultati, indicatori di risultato e scale di misura.

32
Q

Quali sono, secondo il NANDA-I, gli errori in cui cadono gli infermieri nella fase di ragionamento diagnostico?

A

Nella fase di ragionamento diagnostico, l’infermiere, se non adeguatamente formato, può basare il suo ragionamento non sul pensiero critico e riflessivo ma su un ragionamento euristico, guidato da pensieri automatici e veloci che apparentemente forniscono soluzioni adatte alla condizione clinica.

33
Q

Qual è l’utilizzo degli indicatori diagnostici nella fase di pianificazione infermieristica?

A

Gli indicatori diagnostici costituiscono gli elementi di una diagnosi infermieristica. A seguito dell’individuazione delle DI più adeguate al caso clinico assistenziale specifico e della determinazione delle priorità, sulla base degli indicatori diagnostici (caratteristiche definenti, fattori correlati e di rischio), l’infermiere pianifica quelli che sono gli obiettivi assistenziali che più si avvicinano realisticamente alle condizioni dell’assistito e gli interventi da attuare per il raggiungimento di questi.

34
Q

Definizione di diagnosi di promozione della salute e suoi indicatori diagnostici.

A

Una diagnosi di promozione della salute è un giudizio clinico sulla motivazione e il desiderio di migliorare il proprio benessere e di realizzare il proprio potenziale di salute espresso da una persona, caregiver, famiglia, gruppo o comunità. Le diagnosi di promozione della salute hanno generalmente solo le caratteristiche definenti ma possono essere aggiunti dei fattori correlati per comprendere meglio la diagnosi.

35
Q

Che cosa è il sistema multiassiale NANDA-I?

A

Il sistema multiassiale ideato da NANDA-I costituisce la struttura della tassonomia attraverso cui sono classificate le DI. Ciascun asse definisce una dimensione della risposta umana evidenziata dalla diagnosi che viene presa in considerazione nel processo diagnostico.

36
Q

Qual è la funzione della scala Likert associata ad ogni NOC?

A

Ad ogni risultato NOC è associata la scala Likert a 5 punti che ha la funzione di fornire un numero adeguato di opzioni relative alla variabilità di uno stato, comportamento o percezione descritta da un risultato. E’ una scala di misura standardizzata per cui il punteggio “5” sarà sempre il miglior punteggio possibile mentre il punteggio “1” sarà sempre il peggior punteggio possibile.