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Flashcards in ITALIANO GIO Deck (62):
1

Come funziona l'aggettivo bello?

L’aggettivo bello rispetta al maschile singolare la regola del troncamento. Al maschile plurale ha due forme: bei e begli. Si usa bei davanti ai nomi che al singolare richiedono la forma tronca bel; si usa begli davanti ai nomi che al singolare richiedono invece la forma bello (piena o apostrofata): bel paese, bei paesi; bello spettacolo, bell’augurio, begli spettacoli, begli auguri.

2

Come si comportano le parole che cominciano con dittonghi "ia ie io iu" con gli articoli?

Le parole che iniziano coi dittonghi ia, ie, io, iu hanno rispetto all’uso delle forme dell’articolo un comportamento diverso da quello delle parole che iniziano con la vocale i: lo Ionio e non *il Ionio, uno iugoslavo e non *un iugoslavo.

3

Come si forma il plurale dei nomi composti?

• se il nome è di formazione recente tende a restare invariato al plurale: l’antifurto, gli antifurto; il bloccasterzo, i bloccasterzo;
• quando il nome composto è maschile e ha come secondo elemento un nome che invece è femminile, il plurale resta comunque invariato: il portacenere, i portacenere; il salvagente, i salvagente;
• se i due elementi che formano il nome composto sono nome + aggettivo (proprio in questa successione), in genere si volgono al plurale tutt’e due: il ferrovecchio, i ferrivecchi; il pellerossa, i pellirosse; la roccaforte, le roccheforti;
• quando la successione è aggettivo + nome la formazione del plurale avviene per lo più secondo la maniera più comune, cioè il primo elemento resta invariato (il biancospino/ i biancospini), a meno che il primo elemento non sia l’aggettivo mezzo: in questo caso si volgono al plurale tutt’e due i componenti del nome (ma non sempre): la mezzacalzetta, le mezzecalzette; la mezzanotte, le mezzenotti; il mezzofondista, i mezzofondisti.
• i nomi formati da verbo + verbo non cambiano al plurale (il dormiveglia/ i dormiveglia, il parapiglia/ i parapiglia);
• i nomi nati dall’accorpamento di più parole come capodanno, ficodindia, pomodoro non hanno tutti lo stesso comportamento nella formazione del plurale, per cui è necessario conoscere il loro plurale caso per caso (il plurale di queste tre parole è i capodanni, i fichidindia, i pomodori).

4

Come si trasformano le parole con cia e gia al plurale?

• quando -cia, -gia sono preceduti da una vocale si scriverà al plurale -cie, -gie (la micia/ le micie, la ciliegia/ le ciliegie);
• quando sono preceduti da consonante si scriverà invece -ce, -ge (la miccia/ le micce, la scheggia/ le schegge);
• le grafie -cie, -gie sono assolutamente obbligatorie solo con i plurali dei nomi acacia, audacia, camicia, ferocia, bambagia.

5

Concordanza verbo - soggetto

I verbi di modo finito si accordano col soggetto nella persona e nel numero. Quando un verbo ha più soggetti l’accordo del verbo con essi avviene nel seguente modo:
•quando uno dei soggetti è di prima persona (singolare o plurale) il verbo va sempre alla prima persona plurale: Tu ed io siamo amici; voi ed io resteremo qui;
•quando i soggetti sono di seconda e terza persona (singolare o plurale) il verbo va sempre alla seconda persona plurale: Tu e lui siete cugini; Voi e il professore siete in classe;
•quando i soggetti sono tutti di terza persona (singolare o plurale) il verbo va alla terza persona plurale: Giorgio e Giorgia vanno d’accordo; Rocco e i suoi fratelli non abitano qui;
•quando un soggetto singolare è accompagnato da un complemento di compagnia, il verbo va al singolare (Tu con lui puoi contare su di noi, non *Tu con lui potete contare su di noi);
•quando il soggetto è di genere singolare, ma di valore collettivo, è permessa la concordanza a senso (Un gruppo di ragazzi parlavano ad alta voce).

6

Cosa sono i nomi ambigeneri?

Sono quei nomi che hanno un solo termine per il maschile ed il femminile.

7

Cosa sono i nomi difettivi?

Sono dei nomi che hanno solo la forma del singolare o solo quella del plurale.

8

Cosa sono i nomi indipendenti?

Sono dei nomi in cui il passaggio dal maschile al femminile comporta l’impiego di una parola che ha radice diversa. Ad esempio, il nome femminile corrispondente al maschile fratello è sorella.

9

Cosa sono i nomi promiscui?

I nomi di animali che hanno una sola forma per l’individuo maschio e l’individuo femmina.

10

Cosa sono i pronomi allucativi?

Si usano per rivolgere la parola a qualcuno (tu lei)

11

Cosa sono i pronomi allucativi?

Si usano per rivolgere la parola a qualcuno (tu lei)

12

Cosa sono le congiunzioni co e sub?

Vediamo la classificazione delle coordinanti:

- Copulative (negative o positive): aggiungono un'informazione di carattere negativo o positivo ("e", "anche", "né", "neanche");
- Disgiuntive: introducono un'alternativa ("o", "oppure", "ovvero", "altrimenti");
- Avversative: introducono un'opposizione ("ma", "tuttavia", "bensì", "invece");
- Conclusive: introducono una conclusione ("dunque", "perciò", "quindi");
- Esplicative: spiegano quanto detto in precedenza ("infatti", "difatti", "cioè", "ossia");
- Correlative: si usano in coppia, per far corrispondere due elementi ("e... e" "o... o" "né... né" "non solo... ma anche".

Le subordinanti, invece, sono distinte in:

- Causali: "perché", poiché", "giacché";
- Finali: "affinché", "perché";
- Consecutive: "cosicché";
- Temporali: "quando", "finché", "dopo";
- Concessive: "nonostante", "sebbene";
- Dichiarative: "che", "come";
- Condizionali: "se" "qualora";
- Modali: "come";
- Avversative: "mentre";
- Eccettuative: "fuorché";
- Interrogative dirette: "come", "quando", "dove", "perché";
- Comparative: "come";
- Relative: "che" "cui".

13

Differenza fra frasi semplici, composte e complesse.

La frase è un’espressione linguistica dotata di senso compiuto. Una frase è costituita di tante proposizioni quanti sono i predicati che contiene al suo interno. Una frase è semplice se costituita di un’unica proposizione, composta se costituita di più proposizioni tutte coordinate fra loro, complessa se costituita di più proposizioni di cui almeno una in rapporto di subordinazione sintattica.

14

monosillabi accentati e non...

solitamente i pronomi non hanno mai l'accento, al contrario dei verbi o degli avverbi.

15

Plurale con Co o go...

• per i nomi in -co si può dire che, in generale, quando il nome è piano ha il plurale in -chi (fico/fichi, sbocco/sbocchi), quando è sdrucciolo ha il plurale in -ci (monaco/monaci, ottico/ottici), ma numerosi nomi contravvengono a questa classificazione (per es.: porco/porci, greco/greci, carico/carichi, pizzico/pizzichi);
• per i nomi in -go l’uscita del plurale è per lo più -ghi (mago/maghi, spago/spaghi); è invece -gi nei nomi composti col suffissoide -logo (solo se indicano persona: biologo/biologi, musicologo/musicologi; ma catalogo/cataloghi, dialogo/dialoghi) e col suffissoide -fago (esofago/esofagi, sarcofago/sarcofagi). Anche qui con qualche eccezione: per es. il plurale di asparago è asparagi;

16

Quali sono i nomi invariabili?

I nomi che hanno la forma del plurale identica a quella del singolare.

17

Quali tipi di parole esistono in base all'accento?

Tronche (accento sull'ultima sillaba)

piane (penultima)

sdrucciole (terzultima)

bisdrucciole (quartultima)

18

Quando e come si può andare a capo?

•I digrammi (due lettere che rappresentano un unico suono : per es. sc in scena) e i trigrammi (tre lettere che rappresentano un unico suono: per es. sci in scialle) non si dividono mai.
I dittonghi (per es. uo in fuoco) e i trittonghi (per es. iuo in aiuola) sono ugualmente indivisibili.
•Due suoni vocalici appartengono sempre a sillabe diverse (pa-u-ra, bo-a-to). •Una consonante semplice (non doppia) compresa tra due vocali (o due dittonghi) fa sillaba con la vocale (o dittongo) che segue (e-tà, uo-vo, a-ria).
•Una vocale o un dittongo a inizio di parola, seguiti da una consonante semplice che è seguita a sua volta da un’altra vocale o dittongo, fanno sillaba a sé (a-mo, e-lio, ie-ri).
•Le consonanti doppie appartengono a sillabe diverse (at-tac-co, cas-set-ta).
•Quando si incontrano due consonanti all’interno di una parola esse appartengono alla stessa sillaba se ci sono parole italiane abbastanza comuni che cominciano con quelle due consonanti (posta si divide po-sta perché ci sono moltissime parole italiane che cominciano con st-;). Le due consonanti appartengono invece a sillabe diverse quando non ci sono parole italiane che cominciano con quelle due consonanti o, se ci sono, sono rare (portare si divide por-ta-re perché non c’è nessuna parola italiana che comincia con rt-).
•La stessa regola precedente vale per l’incontro di tre consonanti (costruire si divide co-stru-i-re perché ci sono molte parole italiane che cominciano con il gruppo str-; comprare si divide com-pra-re perché non c’è nessuna parola italiana che comincia con mpr-).
•Le parole composte si separano nel punto di congiunzione dei due elementi da cui sono formate, anche in contrasto con le regole fin qui definite, quando la giuntura è particolarmente sentita (sublunare si dividerà sub-lu-na-re e non su-blu-na-re; subentrare invece può essere diviso su-ben-tra-re).

19

Quando si elide e quando no?
(l'elisione necessita dell'apostrofo)

il DI si elide sempre, il DA, il SENZA ed il TUTTO solo in caso di locuzione.
gli aggettivi QUELLO, BELLO, SANTO sempre.
non si elidono mai le desinenza plurali e le voci verbali.

20

Quando si può trocare e non?
(senza apostrofo)

NON si possono troncare le parole che finiscono con una sillaba accentata.
SI possono troncare le parole la cui ultima lettera rimasta sia L - N - R, che siano singolari maschili.
Quando abbiamo un troncamanto senza nessuna parola davanti di mette l'apostrofo (po' = poco - di' = dici)

21

Si apostrafa mai "gli o le"?

Oggi quest’uso si considera antiquato, per cui è preferibile non apostrofare mai gli e le, neppure davanti a i e e (gli insegnanti, le erbe).

22

Complemento partitivo...

Nella sintassi della frase semplice, il complemento partitivo indica l'insieme di cui fa parte l'elemento di cui si parla.
È introdotto dalle preposizioni ➔di, ➔tra o fra.
es...
- Un etto di prosciutto
- Se solo potessi avere un po’ dei tuoi soldi!
- Quale tra quelle è la tua automobile?
- Ho appena finito di stirare alcune delle camicie di tuo padre

23

complemento di ABBONDANZA

Ricco di cosa? Abbonda di cosa?

Indica la cosa di cui si abbonda. E' introdotto dalla preposizione Di.

24

complemento di ARGOMENTO

Su chi? Su che cosa? Su quale argomento?

Indica la persona o la cosa intorno a cui si discute, indica cioè l'argomento intorno a cui si discute, indica cioé l'argomento di cui si parla o si scrive. E' introdotto da preposizioni Di, Su, Circa o dalle preposizioni Intorno a, Riguardo a, A proposito di.

25

complemento di COLPA

Di quale colpa? Per quale colpa?

Indica la colpa o il delitto di cui la persona é accusata o condannata o dalla quale viene assolta. Dipende da verbi come accusare, incolpare, condannare, assolvere ed è introdotto dalle preposizioni Di, Da, Per o da espressioni come Per l’accusa di, Per il delitto di, e simili.

26

complemento di COMPAGNIA

Insieme a chi? In compagnia di chi?

(o di unione)
Si usa per indicare la persona o la cosa con cui si compie l'azione. E' introdotto spesso dalla preposizione Con, o dalle locuzioni In compagnia di, Insieme a.

27

- complemento COMPARATIVO DI MAGGIORANZA

- complemento COMPARATIVO DI MINORANZA

- complemento COMPARATIVO DI UGUAGLIANZA

- Più di chi? Più di cosa?

Si usa per indicare l'elemento che è maggiore di, o superiore ad, un altro.

- Meno di chi? Meno di cosa?

Si usa per indicare l'elemento che è minore di, o inferiore ad, un altro per qualche caratteristica.

- Come chi? Come cosa? Tanto quanto chi? Tanto quanto cosa?

Si usa per indicare l'elemento che è sostanzialmente equivalente ad un altro.

28

complemento CONCESSIVO

Nonostante cosa?

Indica la circostanza o il fatto nonostante il quale si verifica un altro fatto o un' altra circostanza. E' introdotto da preposizioni o avverbi come Con, Nonostante, Malgrado o da locuzioni come A dispetto di.

29

complemento di DENOMINAZIONE

Di quale nome?

Si usa per determinare, con un nome specifico, il nome comune a cui si riferisce. E' introdotto dalla preposizione Di.

30

complemento di DISTANZA

A quale distanza? Quanto distante?

Indica la distanza fra due luoghi.

31

complemento DISTRIBUTIVO

Ogni quanto? Tra chi?

Indica come sono distribuite cose o persone

32

complemento di ESCLUSIONE

Eccetto chi? Tranne chi?

Si usa per indicare la persona o la cosa che si esclude dall'azione del verbo. E' introdotto dalle locuzioni: Eccetto, Tranne, Senza.

33

complemento di ESTENSIONE

Quanto è esteso? Quanto è largo? Quanto è lungo? Quanto è alto? Quanto è profondo?

Indica la lunghezza, la larghezza, l'altezza o la profondità di un oggetto.

34

complemento di ETA'

A quanti anni? Di quanti anni?

Indica l'età di una persona o l'età che aveva una persona in un determinato momento. E' introdotto dalle preposizioni A, Di o dalle locuzioni All’età di, Di età di, e simili.

35

complemento di LIMITAZIONE

Limitatamente a che cosa? In che cosa? Rispetto a che cosa?

(o di relazione)
Indica il limite entro il quale é vero un concetto. E' introdotto dalle preposizioni Di, A, In, Per o dalle locuzioni Limitatamente a, In fatto di, In quanto a.

36

complemento di MATERIA

complemento di MATERIA Di che cosa? In quale materia?

Indica la materia di cui é formato un oggetto. E' preceduto dalle preposizioni Di, In.

37

complemento di MODO

In che modo? Come?

(o di maniera)
Si usa per indicare il modo in cui si compie l'azione. E' introdotto dalle preposizioni Di, A, Da, In, Con, Per, Secondo o dalle locuzioni: Alla maniera di, In modo che e altre.

38

- complemento di MOTO IN LUOGO CIRCOSCRITTO
- complemento di MOTO PER LUOGO

- Dove? In quale luogo?

Indica il luogo entro il quale si svolge un'azione di movimento. E' simile allo stato in luogo ma se ne distingue perchè l'azione si svolge nell'ambito di un luogo reale o figurato considerato come circoscritto.

- Per dove? Attraverso quale luogo?

Indica il luogo attraverso il quale, qualcuno o qualcosa si muove. E'introdotto dalle preposizioni Per, Attraverso, Da, Tra, Fra o dalle locuzioni In mezzo a e simili.

39

complemento di ORIGINE

Da dove? Di dove? Da chi? Da che cosa?

(o di derivazione)
Indica l'origine o la discendenza di persone o cose. E' introdotto dalle preposizioni: Da e Di.

40

complemento di PARAGONE

Più o meno di chi? Più o meno di che cosa?

Indica il secondo termine di paragone dopo un comparativo relativo.

41

complemento PARTITIVO

Fra chi? Fra che cosa? Di chi? Di che cosa?

Si usa per indicare il tutto da cui si prende una parte. E' introdotto dalle preposizioni Di, Tra, Fra e può essere sostituito dalla particella pronominale Ne.

42

complemento di PENA

A quale pena? A che cosa?

Indica la pena alla quale una persona è condannata o dalla quale viene assolta. Dipende da verbi come condannare, multare, punire ed è retto dalle preposizioni A, Con o da espressioni come Alla pena di.

43

complemento PREDICATIVO DEL SOGGETTO

Come e' il Soggetto?

La proprietà del Soggetto che viene descritta da quei verbi che usati da soli non hanno senso compiuto come Diventare, Sembrare, Parere e altri. Questi verbi diventano Predicato Nominale

44

complemento PREDICATIVO DELL'OGGETTO

Come e' il Complemento Oggetto?

E' il sostantivo o l'aggettivo che definisce una proprietà del Complemento Oggetto, quando il verbo sia Appellativo [chiamare, soprannominare, apostrofare...], Estimativo [credere, ritenere, considerare...], Elettivo [nominare, eleggere, incoronare...] o Effettivo [trovare, credere...]

45

complemento di PREZZO

Quanto costa? A quale prezzo?

Indica un valore commerciale e si usa con i verbi che si riferiscono a comperare, vendere, pagare, costare, affittare ecc. Generalmente non è preceduto da alcuna preposizione.

46

complemento di PRIVAZIONE

Privo di cosa? Cosa manca?

Indica la cosa di cui si é privi. E' introdotto dalla preposizione Di.

47

complemento di QUALITA'

Come? Di che tipo? Con quale qualità? Con quali caratteristiche?

Si usa per indicare una qualità fisica o morale. E' introdotto dalle preposizioni Con, Di, Da ed é quasi sempre accompagnato da un aggettivo.

48

complemento di QUANTITA'

Quanto? Quanto pesa? Quanto misura?

(o di misura o peso)
Indica una quantità in termini di peso e/o misura.

49

complemento di SEPARAZIONE

Separato da chi? Lontano da che cosa?

Si usa per indicare la persona o la cosa da cui avviene un allontanamento o una separazione. E' introdotto dalle preposizioni Da chi?, Da che cosa?.

50

complemento di SOSTITUZIONE

Al posto di chi? Invece di chi? Al posto di che cosa? Invece di che cosa?

Si usa per indicare la persona o la cosa che viene scambiata o sostituita al posto di un altro. E' introdotto dalle preposizioni Per, Con o dalle locuzioni Al posto di, Invece di, In cambio di, In luogo di.

51

complemento di STIMA

Quanto?

Indica la valutazione che si dà su qualcuno o qualcosa, sia materiale sia morale. E' introdotto da verbi come Stimare, Valere, Apprezzare ecc. Spesso è espresso da un avverbio.

52

complemento di UNIONE O COMPAGNIA

Insieme a chi? In compagnia di chi?

Si usa per indicare la persona o la cosa con cui si compie l'azione. E' introdotto spesso dalla preposizione Con, o dalle locuzioni In compagnia di, Insieme a.

53

complemento di VANTAGGIO

A favore di chi o di che cosa? A danno di chi o di che cosa?

(o di svantaggio)
Si usa per indicare la persona o la cosa a vantaggio o a danno della quale si compie l’azione. Può essere introdotto dalla preposizione Per o da locuzioni come A vantaggio di, In difesa di, A favore di, A discapito di, A svantaggio di e altre.

54

complemento VOCATIVO

Ci si indirizza a qualcuno?

(o esclamativo)
Si usa per indicare la persona a cui é rivolto il discorso e non ha legami sintattici con la frase. Molto usato nelle forme poetiche. Talvolta preceduto da O, Oh.

55

I verbi riflessivi...

Un verbo è riflessivo quando l’azione che esso esprime, compiuta dal soggetto, si “riflette”, cioè ricade sul soggetto stesso: io mi lavo (io lavo me stesso), tu ti asciughi (tu asciughi te stesso). Possono avere la forma riflessiva solo i verbi transitivi. Quando l’azione, compiuta da più soggetti, ricade scambievolmente su di essi si ha un riflessivo reciproco: Cesare e Antonio si salutano (salutano l’un l’altro). Se l’azione compiuta dal soggetto non ricade direttamente sul soggetto, ma comunque va a suo beneficio abbiamo un riflessivo apparente: Luisa si pettinava i capelli (pettinava i capelli a sé stessa); Marco sta pulendosi le scarpe (sta pulendo le scarpe a sé stesso). Formazione dei tempi composti I tempi composti dei verbi riflessivi si formano sempre con l’ausiliare essere.

56

Gli intransitivo pronominali

Gli intransitivi pronominali sono verbi intransitivi che si coniugano con la particella pronominale, ma senza che essa svolga una particolare funzione: Mi congratulo con te (non significa *congratulo me stesso con te); Giorgio si vergogna (non significa *vergogna sé stesso). Formazione dei tempi composti I tempi composti degli intransitivi pronominali si formano sempre con l’ausiliare essere.

57

Formazione del condizionale...

parler + -ei

parler + -esti

parler + -ebbe

parler + -emmo

parler + -este

parler + -ebbero

58

CONGIUNTIVO VERBO ESSERE:

ESSERE:
PRESENTE
che io sia
che tu sia
che lui/lei sia
che noi siamo
che voi siate
che loro siano

IMPERFETTO
che io fossi
che tu fossi
che lui/lei fosse
che noi fossimo
che voi foste
che loro fossero


59

CONGIUNTIVO VERBO AVERE:

AVERE:
PRESENTE
che io abbia
che tu abbia
che lui/lei abbia
che noi abbiamo
che voi abbiate
che loro abbiano

PASSATO
che io avessi
che tu avessi
che lui/lei avesse
che noi avessimo
che voi aveste
che loro avessero

60

I verbi impersonali...

È piovuto tutto il giorno; fa un caldo terribile. I verbi di questo tipo si dicono impersonali. Oltre piovere, nevicare, far caldo, altri verbi impersonali sono tuonare, grandinare, far freddo, far giorno, far notte, albeggiare ecc. Come si sarà notato, tutti questi verbi indicano dei fenomeni naturali. In casi come: Bisogna andare; è necessario che lui venga si ha un uso solo apparentemente impersonale, perché è la proposizione che segue a fare da soggetto, cioè ‘andare’bisogna, ‘che lui venga’è necessario. Qualsiasi verbo può essere costruito in forma impersonale: basta premettere la particella pronominale si alle forme della terza persona singolare: Si mangia alle otto; si vive una sola volta.

61

I verbo serivili...

Quando i verbi dovere, volere, potere, solere, sapere sono costruiti con un verbo di modo infinito, hanno la funzione di esprimere la particolare modalità dell’azione, cioè se il soggetto ha necessità di compierla (deve), ha volontà di compierla (vuole), ha possibilità di compierla (può), ha l’abitudine di compierla (suole), ha la capacità di compierla (sa): devo andare (necessità) voglio andare (volontà) posso andare (possibilità) soglio andare (abitudine) so andare (capacità)

62

I verbi fraseologici...

I verbi fraseologici, come i verbi ausiliari e servili, si impiegano anch’essi in unione con un altro verbo di modo indefinito (infinito o gerundio) per esprimere: •un’azione prossima a iniziare (stare per, essere per, essere sul punto di, accingersi a ecc.); •un’azione che inizia (cominciare a, mettersi a, accingersi a ecc.); •un’azione che si svolge (stare, andare ecc. + gerundio); •un’azione che continua (continuare a, seguitare a ecc.); •un’azione che finisce: (finire di, cessare di, smettere di ecc.).