Modulo VII - Educazione e scuola durante il Ventennio fascista (1922-1945) Flashcards

1
Q

Tappe del fascismo, dalla fondazione dei Fasci alla Liberazione

A
  • Benito Mussolini (1883-1945), fondatore del movimento e partito fascista. Figlio di una maestra e di un fabbro, si diploma maestro elementare. Aderirà al partito socialista, da cui verrà espulso.
  • 1919: fonda i Fasci di Combattimento, movimento basato sulla ‘vittoria mutilata’. Si distingueranno per la violenza rivolta a partiti e sindacati, sedi di giornali (spedizioni punitive).
  • 1921: Il movimento dei Fasci diventa partito, Partito Nazionale Fascista.
  • 1922: Svolta autoritaria. Il 28 ottobre, le camicie nere (i fascisti) marciano su Roma. Il re Vittorio Emanuele III non ferma la marcia, ma chiama Mussolini e gli consegna le redini del governo.
  • 1924: uccisione deputato socialista Giacomo Matteotti (maggiore oppositore del fascismo)
  • 1925: sospensione della vita parlamentare, abolizione di tutti i partiti e dei sindacati, avvio della dittatura, poi stato totalitario (stato totalitario non è solo dittatura, è un sistema che coinvolge tutti in ogni aspetto della vita)
  • 1929: Si chiude la ‘questione romana’. Vengono stipulati i Patti lateranensi (Patti tutt’ora in vigore), dei patti istituiti tra lo Stato fascista e la chiesa cattolica, e che si articolano in:
    -Trattato: concede alla chiesa di avere un proprio stato, lo Stato del Vaticano, reinstaurando il Papa come capo di uno stato politico e territoriale
    -Concordato: regolava aspetti comuni tra stato e chiesa, come istruzione e matrimoni. Si ripristina l’insegnamento della religione cattolica nella scuola secondaria statale. Si afferma che il matrimonio religioso ha valore anche civile. (Il concordato è stato sottoposto a revisione nel 1980)
    -Convenzione finanziaria: risarcimento per le perdite territoriali subite dallo Stato della Chiesa dopo il 1870
  • 1935-36: ripresa della politica coloniale: viene ripresa la campagna d’Etiopia che si concluderà con la vittoria dell’Italia. Viene così proclamato l’Impero di Etiopia. (Re Vittorio Emanuele III è re d’Italia e imperatore di Etiopia).
  • 1938: vengono promulgate le leggi razziali (contro ebrei italiani e stranieri).
  • 1940: 10 giugno, Mussolini e il re firmano l’ingresso del paese nella II guerra mondiale
  • 25 luglio 1943: Mussolini viene messo in minoranza da altri fascisti e dal re, venendo destituito.
  • 8 settembre 1943: denunciato armistizio (l’Italia diventa alleata degli ango-americani) a cui segue una spaccatura del paese. Il centro nord sarà occupato dai fascisti (1943-1945: Governo di Salò), il centro sud verrà liberato dagli anglo-americani.
  • 25 aprile 1945: fine della II guerra mondiale, Liberazione dal fascismo e dal nazismo
  • 28 aprile 1945 Mussolini viene ucciso
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Q

Le tappe della fascistizzazione della scuola:

A

Ministri della Pubblica Istruzione nel fascismo (dal 1929 verranno chiamati Ministri dell’Educazione Nazionale)
* Giovanni Gentile (1922-1924), firma i Decreti di Riforma della scuola
* Alessandro Casati (1924-1925)
* Pietro Fedele (1925-1928)
* Giovanni Belluzzo (1928-1929)
* Balbino Giuliano (1929-1932)
* Francesco Ercole (1932-1935)
* Cesare Maria De Vecchi (1935)
* Giuseppe Bottai (1936-1943), firma la legislazione raziale e la Carta della Scuola
* Carlo Alberto Biggini (1943), guida la Rivoluzione Nazionale

Le tappe della fascistizzazione della scuola
* 1923: decreti della ‘riforma Gentile’ (scuola selettiva; controllo gerarchico)
* 1926: creazione dell’Opera Nazionale Balilla (ONB)
* 1929: Introduzione del Libro unico di Stato (testo per la scuola elementare unico per ogni scuola, in una prospettiva ideologico-propagandistica)
* 1929: Ministero della PI viene sostituito dal Ministero dell’Educazione nazionale
* 1934: Approvazione dei nuovi programmi scuola elementare (ministro Ercole)
* 1937: L’Opera Nazionale Balilla diventa la Gioventù Italiana del Littorio
* 1938: Legislazione razziale (Bottai)
* 1939: Bottai firma la Carta della Scuola

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3
Q

Fascismo: regime totalitario educatore

A

Regime totalitario educatore, fondato su una notevole intenzionalità pedagogica, che è intrinseca al fascismo stesso. La pedagogia fascista ha la finalità di fascistizzare tutti gli italiani (creazione dell’uomo ‘nuovo’) attraverso l’educazione.
* Bisogna anzitutto distinguere tra regime totalitario e dittatura:
- Dittatura/Dittatore: c’è sospensione della vita politica (non ci sono partiti o elezioni)
- Totalitarismo fascista: non sospende del tutto la vita politica, la concentra sull’unico-partito (partito-milizia), che si configura come partito educatore (PNF). Non si abolisce la costituzione (anche se non la rispetta). Vuole adesione intima della popolazione. Il totalitarismo non vuole l’annullamento della vita politica, ma vuole la partecipazione di tutti, in tutte le sfere della vita, alla vita politica. Vuole colonizzare le coscienze.
- Regime illiberale: soppressione delle libertà civili e politiche
* Fascismo si presenta come ‘religione politica’ (credere-obbedire-combattere); Mussolini si presenta come semi-Dio; ‘messianismo politico’ del ‘duce’ (conduce, condottiero); il ‘culto del littorio ’
* Chi non è fascista è fuori dallo stato (es. Gramsci, fondatore del partito comunista, morì in carcere in quanto anti-fascista.)

Lo ‘sforzo pedagogico’ del ‘totalitarismo educatore’:
* ‘Stato educatore’
* Vengono utilizzati tutti i mezzi a disposizione: stampa (quotidiana, periodica), editoria (letteratura, saggistica), cinematografia (‘regime multimediale’, Mussolini affermò: «la cinematografia è l’arma più forte»), arte (pittura, scultura); quaderni scolastici (persino le copertine dei quaderni divennero mezzo di propaganda)…
* Leve principali della formazione della gioventù agli ideali fascisti:
- POLITICA SCOLASTICA (attraverso la fascistizzazione della scuola) - EXTRA-SCOLASTICA (tramite le organizzazioni giovanili del PNF)
* Tutti questi elementi concorrono al tentativo di imporre la ‘camicia nera’ (fascistizzare) a tutti gli italiani e le italiane, sovrapponendo quindi l’idea di patria al fascismo.

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4
Q

Opera Nazionale Balilla

A

(istituita con legge 3 aprile 1926):
* Il nome Balilla viene dal nome di un bambino che nel 700 avviò la rivolta dei genovesi contro gli occupanti stranieri (trovato anche nell’Inno di Mameli ‘I bimbi d’Italia si chiaman balilla’, inteso come “i bimbi d’Italia sono tutti eroici, tutti pronti a ribellarsi allo straniero)
* Simbolo per la costruzione dell’identità nazionale
* Opera nazionale balilla: ORGANIZZAZIONE a carattere parascolastico e paramilitare per l’educazione fisica e morale della gioventù
* Consegna di Mussolini: ‘libro e moschetto fascista perfetto’ (da una parte c’è l’ideologia e dall’altra la militarizzazione, che è il fine ultimo della missione fascista)
* Inizialmente l’ONB è alle dipendenze del Ministero dell’educazione nazionale, entrando direttamente nelle scuole, insegnando l’attività ginnica.
* Lo scopo è quello di raggiungere il monopolio educativo della gioventù (soppressione scoutismo). Nel 1931 avvengono scontri con la chiesa cattolica la quale difende le organizzazioni giovanili cattoliche: l’Azione cattolica riesce a perdurare, ma ridotta alla formazione religiosa.
* Vengono istituiti dei campeggi (‘campi DUX’); in cui vengono fornite divise; c’è impostazione attivista all’interno di un’ideologia politica.
* Balillismo: attivismo fascista

  • La STRUTTURA dell’ONB, dopo un primo periodo sperimentale, venne stabilmente suddivisa, per età e sesso, in vari corpi:
    Corpi maschili:
    -(Figli della Lupa: 6-8 anni) introdotti dopo
    -Balilla: 8-12
    -Balilla moschettieri: 12-14
    -Avanguardisti: 14-16
    -Avanguardisti moschettieri: 16-18

Corpi femminili:
-Figlie della Lupa
-Piccole italiane
-Giovani Italiane

Esterni all’ONB vi erano i movimenti d’età superiore:
-Fasci Giovanili di Combattimento e Giovani fasciste: 18-22 anni;
-Gruppi Universitari Fascisti (GUF): studenti universitari e delle scuole superiori.

  • Il 27 ottobre 1937 l’ONB viene riorganizzata nella Gioventù Italiana del Littorio (GIL):
  • Alle dipendenze del segretario del Pnf (Starace) che le conferisce un carattere più politico,
  • Coinvolge tutta la gioventù dai 6 ai 21 anni
  • Viene accentuata l’educazione politica e militare
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5
Q

Cos’era il Libro Unico di Stato e quali erano i suoi scopi?

A

Si trattava di un testo di lettura per la scuola elementare istituito alla fine degli anni 20 (sancito dalla legge gennaio 1929, parte dall’a.s. 1930-1931), e che entrerà a far parte della vita scolastica di tutte le scuole italiane. Rappresenta una tappa della fascistizzazione della scuola.

Scopi del Libro Unico di Stato:
* Incidere su tutti gli italiani, arrivando ad ogni membro della famiglia a partire dai ragazzi.
* Strumentalizzazione e propaganda
* Sfruttare le potenzialità delle istituzioni educative
* Indottrinamento ideologico
* Esaltare:
- Obbedienza cieca e acritica
- ordine, disciplina, volontà
- «credere, obbedire, combattere»
- mistica/fede: sacralizzazione della politica
- Culto del duce, mitizzazione di Mussolini (‘padre dei piccoli’; storie di bambini che percorrono molti chilometri per vedere il duce, il duce che compie guarigioni miracolose.)
- Esaltazione ruralismo vs la corruzione della città (Il balilla Vittorio)
- Esaltazione I guerra ed eroismo,
- Casa Savoia (Vittorio Emanuele III re-soldato)
- Le tappe della ‘rivoluzione fascista’ (nuovo calendario fascista che parte dalla Marcia su Roma)
- Le ‘opere’ del regime (strade, bonifiche…)
- Imprese belliche (impresa etiopica)
- Razzismo
- Militarismo
- Patriottismo
- Eroismo
- Nazionalismo
- Retorica magniloquente
- Occupare l’immaginario infantile e giovanile

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6
Q

Il ruolo sociale del maestro nell’età giolittiana vs nell’età fascista:

A

Età giolittiana:
* Gli viene assegnata una missione civile e patriottica
* Considerato un ‘sacerdote laico’, un ‘educatore nazionale’ che deve contribuire alla costruzione dell’identità nazionale.
* Su questa figura si diffondono stereotipi negativi: conservatore, origine popolare/piccolo borghese, preparazione incerta, bassi stipendi, scarso rendimento

Età fascista
* I maestri devono presentarsi con austerità, mantenendo una separazione con il mondo
* Le maestre devono accomunarsi alla figura della madre, mantenendo riservatezza e sobrietà
* Verrà considerato un ‘mestiere interminabile’/‘maestro totale’, perché accanto alle materie, è necessario che indottrinino gli studenti al fascismo.

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7
Q

Associazionismo magistrale:
- tra età liberale e regime fascista
-nel fascismo

A

-tra età liberale e regime fascista:
* Base magistrale: tendenze moderate/conservatrici e filo-governative.
* UMN: laicità, progresso, pacifismo, umanitarismo
* I guerra: la classe magistrale si allinea alle scelte governative (dal non-intervento alla propaganda bellica)
* Sciopero 1919 (unitario; evento dirompente)

-nel fascismo:
* 1923: Nasce la Corporazione della scuola, sindacato fascista della scuola
* 1925: viene sciolta l’UNM (nata nel 1901) per via della soppressione di ogni associazione da parte dei fascisti che non fosse controllata dal partito.
* 1926: Nasce l’associazione nazionale degli insegnanti fascisti (ANIF)
* 1930: Viene sciolta l’associazione Nicolò Tommaseo (nata nel 1906), sopravvissuta qualche anno in più dell’UNM perché esaltava la famiglia e la religione nella scuola (valori condivisi dai fascisti)
* 1931: Nasce l’associazione fascista della scuola (AFS), che comprendeva la quasi totalità degli insegnanti
* ANIF-ONB (1926)
* ANIF 1928: 72mila/95mila insegnanti
* ANIF 1934: 93mila iscritti (4mila non iscritti)
* PNF 1934: 50mila insegnanti

  • La fascistizzazione della scuola procede anzitutto a partire dalla fascistizzazione dei maestri e delle maestre
  • I decreti del ministro Gentile si proponevano di restaurare la disciplina tra i maestri e indurli al consenso (controllare, reprimere e concedere -pensioni-)
  • I maestri oppositori al fascismo subiscono violenza, licenziamenti, trasferimenti
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8
Q

Associazione Fascista della Scuola (AFS): strategie di ricerca del consenso

A
  • Promozione dell’attività assistenziale
  • Promozione del tempo libero (attraverso il dopolavoro magistrale)
  • Riconoscimenti materiali (aumenti salariali) e morali (importanza funzione docente)
  • Migliorie dello stato giuridico (inquadramento maestri)
  • Sempre facendo coincidere fascismo=patria
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9
Q

Condizioni economiche di maestri e maestre tra età giolittiana e fascismo:

A
  • Livello salariale al livello di operai qualificati
  • 1901 UMN: aumento e parificazione stipendi
  • 1904 Orlando: elimina differenze tra ciclo sup. e inf.
  • 1911 Daneo-Credaro: aumento (irrisorio)
  • Aumenti inadeguati (inferiori ad altri impiegati pubblici)
  • Sciopero 1919: aumenti e parificazioni stipendi maschili e femminili
  • Fascismo: aumenti e diminuzioni salariali basati sul consenso
  • 1933: stipendi (divisi in 5 categorie) variano sulla base della popolazione comuni
  • Fu potenziato il pensionamento per disfarsi di insegnanti anziani che potevano aver partecipato all’associazionismo in età giolittiana, e che con ogni probabilità avrebbero disseminato dissenso e sentimenti antifascisti nella scuola. (C’era esigenza politica di rinnovare la classe magistrale: 20-25 anni)
  • Viene creata l’INAM Rosa Maltoni (Rosa Maltoni era la madre di Mussolini)
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10
Q

Condizioni giuridiche del maestro tra età giolittiana e fascismo:

A
  • 1903 legge Nasi: obbligo concorso (sottrazione arbitri dei comuni); determina i motivi di licenziamento
  • 1911 Daneo-Credaro: ulteriori vantaggi (amministrazione consigli scolastici provinciali; carriera; rappresentanti al CSIP)
  • Età giolittiana: aumento garanzie e tutele
  • Ministro Gentile: restaurare ordine e gerarchia, introducendo le note informative segrete (che monitorano cosa dicono, come si comportano, i maestri, se aderiscono davvero al fascismo) e le note di qualifica (un profilo del maestro dal punto di vista professionale e politico, che può determinare un cambiamento di sede o un avanzamento di carriera)
  • Ministro De Vecchi, anni 30: aumenta l’accentramento e autoritarismo della scuola (trasferimenti), aumentando i sentimenti di ingiustizia, paura, servilità
  • Maestri più anziani: ricordo associazionismo (critiche passività)
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11
Q

Accesso alla professione di maestro tra età giolittiana e fascismo:

A
  • Massiccio afflusso femminile e di persone di origini popolari o da piccoli borghi.
  • Primo dopoguerra: disoccupazione magistrale
  • Gentile: diminuzione sedi, selezione (esame di ammissione, elevazione livello studi)
  • A partire da metà anni ’20: ingenti problemi di disoccupazione magistrale (soprattutto maschile) che culminano alla fine degli anni ’30

Formazione di maestri e maestre tra età giolittiana e fascismo:
* Età giolittiana: Scuola normale (3 anni, scuola ‘professionale’, nozioni, fragili basi culturali, pedagogia positivista/scientifica)
* Gentile: Crea l’istituto magistrale (4 anni, scuola ‘culturale’ e ‘umanistica’, si va oltre l’erudizione introducendo pedagogia idealista/filosofia)
* Regime fascista: più politica che cultura (fallimento riforma Gentile)
* Bottai: ‘Carta della scuola’ aggiunge un anno di pratica (tirocinio)

Insegnamento:
* Didattica conservatrice (refrattari sia all’impostazione positivista sia idealista): dialoghi catechistici, nozionismo, studio mnemonico
* Programmi redatti Lombardo-Radice: si cerca di incentivare spontaneità, capacità espressive, religione
* Molti insegnanti rimarranno ostili all’insegnamento della religione
* Gentile: religione «fondamento e coronamento» * Maestri si fanno veicolo delle prescrizioni previste dal regime fascista, aderendo alle esigenze propagandistiche

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12
Q

Il ministro Giuseppe Bottai: cenni biografici

A
  • Giuseppe Bottai, ministro dell’Educazione Nazionale dal 1936 al 1943, fu un intellettuale vicino a Mussolini, fino al 1942, quando si allea con i suoi oppositori. Sarà tra coloro che voterà l’estromissione di Mussolini dal governo fascista. Per questo sarà condannato a morte nel processo in contumacia . Per sfuggire alla condanna si rifugia nello Stato del Vaticano, per poi arruolarsi sotto mentite spoglie in Nord Africa.
  • Fonda due riviste: “Critica fascista”; “Primato”
  • Bottai è un fascista convinto: crede che il fascismo sia in grado di superare i limiti di liberalismo e socialismo; era un sostenitore corporativismo
  • 1927: redige la “Carta del Lavoro” che si propone di creare un sistema corporativo.
  • In un’ottica di fascismo come totalitarismo rivoluzionario ed educatore, i suoi obbiettivi come ministro è quello di “portare la scuola italiana sul piano dell’Impero” formando la “coscienza imperiale” promuovendo l’idea di superiorità della razza italiana
  • Regio decreto, settembre 1938: applicazione normativa razziale nella scuola: ‘Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista’ (spingere il fascismo a essere più radicale). La legge fu varata da Bottai, approvata da Mussolini, controfirmata dal Re, e sostenuta da Gentile.
  • Promulgazione della Carta delle Scuola, appoggiata dalla Chiesa.
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13
Q

Discriminazione razziale nella scuola

A
  • Si arriva all’applicazione delle leggi razziali nelle scuole a partire dall’idea di superiorità della ‘razza italiana’, nata dalla conquista etiope e dalla conseguente narrativa dell’inferiorità della ‘razza africana’.
  • La normativa prevedeva:
  • Esclusione alunni ebrei - Esclusione insegnanti ebrei - Esclusioni libri con autori ebrei
  • Nascita scuole ebraiche
  • Censurati libri di autori ebrei
  • Questa era la fase della ‘persecuzione dei diritti’ (ebrei vengono identificati e i loro diritti perseguitati) che precede la fase della ‘persecuzione delle vite’ (che parte dall’ottobre del 1943 con il rastrellamento del ghetto di Roma, e con l’invio di ebrei italiani nei campi di sterminio).
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14
Q

Provvedimento firmato da Bottai: “Carta della scuola”

A

(1939)
* resta inattuato (eccetto che per la scuola media) a causa dello scoppio della II guerra mondiale.
* Alla base della Carta della Scuola c’è la stretta collaborazione tra scuola e partito (soprattutto con organizzazioni giovanili del partito), si arriva a definire il processo di un totalitarismo educativo ‘perfetto’ (completamento del progetto di formazione dell’’uomo nuovo’ attraverso la fusione tra lo scolastico e l’extra-scolastico). Tutte le scuole avrebbero dovuto proporre ai ragazzi di ogni ordine e grado dei turni di lavoro.
* Obbligo: 4-14 anni
* Introduzione del “servizio scolastico”: la scuola è articolato come un obbligo, al pari della leva militare. Lo studio è visto come ‘preparazione alla vita politica e guerriera’. Al centro di questo progetto c’è l’orizzonte della guerra come asse di tutti gli aspetti della vita (anche scolastica)

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15
Q

Contesto storico del centro-sud: prime fasi di de-fascistizzazione della scuola

A

Tra il 1943 e il 1945 l’Italia viene divisa in due parti. Al centro-nord dall’occupazione tedesca, al centro-sud dalla liberazione degli anglo-americani. Gli ‘alleati-occupanti’: ‘due Italie’ e ‘due scuole’ (o forse tre?: il dibattito sulla scuola nelle «Zone libere»)

Contesto storico del centro-sud: prime fasi di de-fascistizzazione della scuola
* Si ricostituisce al centro sud (progressivamente liberata dagli ango-americani) il Regno d’Italia: con re Vittorio Emanuele III e primi ministri: Badoglio; Bonomi. E ministri della Pubblica Istruzione: Severi; Cuomo; Omodeo; De Ruggiero; Arangio Ruiz.
* Colonnello dell’esercito americano e pedagogista, Washburne (era stato allievo di Dewey) collabora con il Governo italiano sull’opera di de-fascistizzazione della scuola
* Ripristino delle cariche elettive, il nome del ministero torna ad essere ‘Pubblica Istruzione’.
* Abolizione del giuramento fascista per gli insegnanti, e abolizione del testo unico di Stato nelle scuole elementari. Sorge il problema dei libri di testo da utilizzare (inizialmente si continuano ad utilizzare quelli fascisti per mancanza di materiali, ci vorrà tempo prima che altri libri vengano introdotti).
* Vengono redatti nuovi programmi per la scuola elementare

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16
Q

Contesto storico del centro-nord: la Repubblica di Salò e la guerra civile

A
  • Dal 25 luglio 1943 al 25 aprile 1945 (attraverso l’8 settembre 1943, data del cambio di alleanza dell’Italia, dalla Germania agli anglo-americani): l’Italia centro settentrionale viene occupata dai tedeschi che favoriscono la rinascita di un nuovo governo fascista, la Repubblica Sociale Italiana (RSI), anche nota come Repubblica di Salò, guidata da Mussolini (liberato dalla prigionia dai nazisti). Si trattava di un governo illegittimo (non riconosciuto al livello nazionale e internazionale) ma legiferante, anche in materia scolastica.
  • A seguito dell’istituzione della Repubblica di Salò scoppia la guerra civile, guerra ‘di liberazione’, guerra ‘di classe’, guerra ‘di civiltà’. Italiani fascisti contro italiani anti-fascisti.
  • La moralità della scelta e la dimensione educativa della scelta
  • RSI ha confini mobili, che si assestano prima sulla Linea Gustav prima e Linea Gotica poi, ovvero dalla Liguria a Rimini. Il territorio è diviso in «Zone di Operazioni»:
  • Governatore Franz Hofer (comprendeva Alpenvorland-Prealpi: Trento, Bolzano, Belluno)
  • Governatore Friedrich Rainer (comprendeva Adreatinisches Küsntenland-Litorale Adriatico: Udine, Trieste, Gorizia, Pola, Lubiana)
17
Q

le motivazioni che hanno innescato la ribellione europea al nazi-fascismo

A
  • Innumerevoli sono le motivazioni che hanno innescato la ribellione europea al nazi-fascismo. Lo storico Claudio Pavone, nel suo volume dei primi anni Novanta, Una guerra civile, saggio storico sulla moralità nella Resistenza, individua gli elementi comuni alla maturazione della scelta resistenziale, come:
  • un atto di disobbedienza contro il potere illegale e illegittimo del fascismo rinato
  • motivazioni politiche
  • la stanchezza della guerra
  • ma al di sopra di tutto, la resistenza si ascrive ad “un clima di entusiasmo morale”, radicato nella percezione di poter finalmente agire per cambiare in meglio la società.
18
Q

Carlo Alberto Biggini: cenni biografici e politica scolastica

A

L’ultimo ministro dell’Educazione Nazionale, Carlo Alberto Biggini (1902-1945)
* Giurista di formazione gentiliana, costituzionalista (chiamato a scrivere la «Costituzione RSI»), docente universitario, rettore Università di Pisa
* Fascista ‘fedelissimo’ di Mussolini ,unico ministro EN del fascismo ‘repubblicano’.

Politica scolastica di Biggini ‘di guerra’ e ‘di transizione’:
* tra il 43 e il 44 Biggini sospende l’attività scolastica in alcune zone dove i partigiani erano attivi, e semplifica i programmi del 34.
* Attenua la sovrapposizione scuola-politica, educare piuttosto agli ideali dello Stato (religione, patria, famiglia)
* Scompare il ‘testo unico di stato’ (penuria di carta, non vengono più stampati)
* Viene sospeso il giuramento per insegnanti
* Viene rilanciata l’ONB
* La scuola nella politica di Biggini ha funzione:
-sociale/assistenziale: scuole come punto di riferimento nel generale ‘disorientamento’ dovuto al cambiamento di regimi.
-di unire tutti nel «comune dolore»
-politica: se la scuola funziona e rimane aperta, vuol dire che il fascismo repubblicano esiste, sopravvive e funziona

19
Q

Scuola ‘in guerra’: tra eccezionalità e normalità

A
  • Scuola ‘al fronte’: nel 1943-1945 il suolo nazionale è un terreno di battaglia (reale e simbolico)
  • Edifici scolastici vengono requisiti e occupati (truppe, enti e ministeri, sfollati); distrutti (bombardamenti)
  • Lezioni vengono svolte a turni e con orari ridotti: anche solo «un’ora di lezione»
  • C’è penuria di carta e combustibile; nelle città le scuole sono senza vetri
  • Nelle scuole, maestre e maestri tentarono di mantenere un barlume di normalità durante gli eventi bellici.
  • A.S. 1943-1944: aperto l’8 novembre 1943, chiuso il 31 maggio 1944
  • Estate 1944: assistenza didattica estiva (nessi 15-18)
  • A.S. 1944-1945: inizio ‘a singhiozzo’ ovunque; lezioni solo tra maggio e luglio nelle province a ridosso della Linea Gotica