Domande esame Flashcards

1
Q

Metafora del bosco

A

2 strade: o tentare una o più strade per uscirne al più presto o muoversi per capire come sia fatto il bosco

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2
Q

le 4 fasi del metodo scientifico

A
  • osservazione
  • schematizzazione
  • formulazione delle ipotesi
  • prova sperimentale
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3
Q

smaltimento corretto di pile e batterie

A

perché le batterie contengono acidi e metalli pesanti

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4
Q

risorse preziose nei componenti del telefonino

A
  • oro e argento: conduttori elettrici
  • neodimio e gadolinio: altoparlanti e microfoni
  • indio e stagno: permette l’effetto touch
  • ittrio, lantanio e terbio: colore degli schermi
  • coltan: resistente alle temperature estreme
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5
Q

compito della scuola

A
  • invogliare all’osservazione
  • far scaturire le problematiche
  • esprimere idee
  • costruire esperienze sperimentali
  • confrontare e collegare i risultati ottenuti con le esperienze di vita
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6
Q

struttura dell’atomo

A
all'interno del nucleo: 
- particele positive: protoni
- particelle neutre: neutroni
fuori dal nucleo: 
- particelle negative: elettroni
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7
Q

elettroni = protoni

A

atomo neutro

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8
Q

da cosa sono legati i neutroni e i protoni

A

dalla forza nucleare

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9
Q

qual è la colla che unisce gli atomi

A

forza elettrostatica: elettroni periferici che interagiscono con gli elettroni degli altri atomi

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10
Q

elettronegatività

A

capacità di un atomo di accettare elettroni da un altro elemento
È importante per l’elettrostatica

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11
Q

valenza di un atomo

A

capacità di ciascun atomo di stabilire legami con altri atomi
es. C=4, O=2,

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12
Q

legame chimico covalente

A

legame chimico costituito da elettroni che vengono messi in comune tra 2 atomi

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13
Q

massa atomica (peso atomico)

A

somma del numero di protoni e neutroni nel nucleo

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14
Q

numero atomico

A

numero dei protoni nel nucleo.

Che allo stato neutro corrisponde al numero di elettroni esterno al nucleo

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15
Q

sistemazione degli elementi nella tavola periodica

A

righe orizzontali: 7 periodi
colonne verticali: 18 gruppi
sinistra: elementi metallici elettropositivi (capacità di perdere elettroni)
destra: elementi non metallici elettronegativi (capacità di accettare elettroni)
centro: semi metalli

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16
Q

fenomeno fisico

A

una trasformazione momentanea, apparente e superficiale della natura della materia.
I materiali non cambiano composizione ma solo forma o stato, quindi non cambia la natura della materia

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17
Q

fenomeno chimico

A

trasformazione profonda e permanente della natura della materia cioè gli atomi si ricombinano a formare altre sostanze, quindi si avrà una trasformazione della materia

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18
Q

la fotosintesi clorofilliana è un fenomeno fisico o chimico?

A

fisico-chimico

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19
Q

come rendere significative le esperienze in laboratorio

A
  • evitare esperimenti già predisposti dall’insegnante
  • lasciare agli allievi libertà di sperimentazione
  • affidare loro compiti e responsabilità
  • lasciare spazio alle loro interpretazioni
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20
Q

5 principi di Merrill

A
  • problem: apprendimento per problemi
  • attivation: attivazione di schemi precedenti
  • demostration: apprendimento per dimostrazioni
  • attuation: sperimentare e riflettere
  • integration: discussione e argomentazione
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21
Q

momenti della progettazione di un’attività laboratoriale

A
  • definizione degli obiettivi
  • definizione dei prerequisiti
  • selezione dei contenuti
  • scelta della metodologia
  • definizione dei tempi di realizzazione
  • costruzione delle prove di verifica di schede operative
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22
Q

principio di Archimede

A

ogni corpo immerso in un fluido (liquido o gas) riceve una spinta verticale dal basso verso l’alto, uguale per intensità al peso del volume del fluido spostato

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23
Q

quali forze agiscono in un corpo immerso in un fluido

A
  • forza di gravità: spinge il corpo verso il basso

- forza della spinta: spinge il corpo verso l’alto

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24
Q

se la forza della spinta prevale sulla forza di gravità

A

il corpo galleggia

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25
Q

se la forza di gravità prevale sulla forza della spinta

A

il corpo affonda

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26
Q

metodo deduttivo

A

trasmissivo. L’insegnante presenta i concetti agli studenti, fornisce esempi e gli esperimenti hanno uno scopo illustrativo

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27
Q

metodo induttivo

A

attivo. L’insegnante svolge il ruolo di facilitatore, guida gli allievi nella costruzione della conoscenza, dà spazio all’osservazione, alla sperimentazione e alla riflessione

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28
Q

cos’è la force dynamic gestalt

A

una struttura figurativa del pensiero utile per comprendere fenomeni naturali e scientifici grazie alle metafore

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29
Q

quali aspetti comprende la force dynamic gestalt

A
  • quantità
  • intensità o qualità
  • forza o potere
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30
Q

quando otteniamo un miscuglio

A

quando mescoliamo due sostanze ma ciascuna rimane riconoscibile

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31
Q

quando otteniamo una soluzione

A

quando mescoliamo due sostanze ma non sono più distinguibili

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32
Q

quando otteniamo una sospensione

A

quando mescoliamo due sostanze, di cui una almeno liquida e una non si scioglie

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33
Q

temperatura

A

la proprietà che regola il trasferimento di energia termica (ossia del calore)

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34
Q

calore

A

forma di energia che fluisce da un corpo più caldo verso uno più freddo

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35
Q

cos’è il freddo

A

assenza di calore. Esiste un trasferimento di calore da un corpo più caldo ad uno più freddo

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36
Q

cos’è un mis-concetto

A

Un vero e proprio ostacolo didattico.

Idee che ci siamo creati su una determinata cosa e che sono difficili da sciogliere, da cambiare nella nostra mente

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37
Q

come si può trasferire il calore da un corpo all’altro

A
  • conduzione
  • convenzione
  • irraggiamento
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38
Q

conduzione

A

propagazione che avviene per contatto diretto nei solidi, nei liquidi e nei gas. Dalle zone a temperatura maggiore verso quelle a temperatura minore

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39
Q

convenzione

A

propagazione del calore nei liquidi e nei gas attraverso un movimento del materiale
es. il fornello somministra calore all’acqua. L’acqua vicino al fornello si riscalda, diventa più leggera e sale verso la superficie. Arrivata alla superficie, l’acqua si raffredda, diventa pesante e scende verso il fondo

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40
Q

irraggiamento

A

non prevede contatto diretto tra gli scambiatori e non necessita di un mezzo per propagarsi. Il passaggio di calore avviene sempre da un corpo più caldo a quello meno caldo e termina quando i due corpi raggiungono la stessa temperatura. Questo calore si disperde a poco a poco nell’ambiente. L’irraggiamento si verifica non solo nel vuoto, ma anche nell’aria.

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41
Q

attrito

A

forza che ostacola il movimento, la forza di attrito dipende dalla natura delle superfici sia dalla forza che tiene appoggiato il corpo che si muove sull’altro

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42
Q

primo principio della dinamica

A

principio di inerzia: afferma che un corpo permane nel suo stato di quiete, o di moto rettilineo uniforme, se non interviene una forza a modificarlo

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43
Q

secondo principio della dinamica

A

legge di Newton: una forza (F) applicata a un corpo di massa (m) produce un’accelerazione (a), che cresce al crescere della forza applicata e diminuisce al crescere della massa del corpo.

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44
Q

terzo principio della dinamica

A

afferma che se un corpo esercita una forza su un secondo corpo, quest’ultimo agisce sul primo con una forza uguale, ma di verso apposto. “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale o contraria”.

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45
Q

cos’è la pressione

A

grandezza che quantifica quanto una forza è distribuita su una superficie.
È una grandezza scalare definita come rapporto tra la forza applicata su una superficie in direzione perpendicolare ad essa e l’area della superficie.
La pressione aumenta se si diminuisce la superficie su cui è esercitata.
La pressione diminuisce se si aumenta la superficie su cui è esercitata.

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46
Q

come si misura la pressione

A

Nel SI la forza si misura in Newton (N) e l’area in metri quadrati (m2).
L’unità di misura della pressione è il Newton su metro quadrato (N/m2).

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47
Q

cos’è la pressione atmosferica

A

il peso dell’aria in g su un cm2 di superficie

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48
Q

strumento di misura della pressione

A

barometro

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49
Q

cos’è la leva

A

è una macchina semplice che serve a spingere la forza applicandone un’altra, cioè uno strumento che ci aiuta a contrastare una forza

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50
Q

struttura della leva

A

costituita da un corpo rigido, appunto la leva, capace di ruotare attorno ad un punto fisso chiamato fulcro.
Tipicamente su una leva agisce una forza chiamata forza resistenza (forza impiegata) e una forza chiamata forza potenza (peso da spostare).
La distanza tra le due forze e il fulcro viene chiamata braccio

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51
Q

cos’è l’elettricità

A

una forza elastica e si ha quando un elettrone cioè la particella con carica negativa di un atomo, riceve una quantità di energia sufficiente per saltare sull’atomo vicino, questo costruisce l’origine dei fenomeni elettrici

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52
Q

cos’è l’elettricità statica

A

un unico improvviso spostamento di elettroni da un posto all’altro.
Perché questo fenomeno avvenga è necessario che su una superficie si accumulino molti elettroni. Questo succede quando due materiali vengono strofinati tra loro

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53
Q

elettricità dinamica

A

è il flusso di cariche elettriche per unità di tempo attraverso una data superficie di una materiale.

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54
Q

unità di misura dell’elettricità dinamica

A

Ampere (A)

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55
Q

autotrofi

A

piante-alghe che si producono il cibo da soli, sono in grado di produrre il glucosio partendo da sostanze inorganiche.

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56
Q

eterotrofo

A

organismo vivente che non è in grado di sintetizzare tutte le proprie molecole organiche autonomamente a partire da altre molecole inorganiche, come ad esempio utilizzando l’anidride carbonica. Gli eterotrofi quindi non essendo in grado di sintetizzare le proprie sostanze nutritive le devono assumere sotto forma di carboidrati, proteine e lipidi dai tessuti animali o vegetali di cui si nutrono. Sono eterotrofi la maggioranza dei batteri, i protozoi, tutti gli animali (metazoi), i funghi e alcuni vegetali parassiti totalmente privi di clorofilla.

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57
Q

funzione del becco degli uccelli

A

Il becco degli uccelli serve:
• per procurarsi il cibo
• trasportare il cibo
• per attrarre il partner dell’altro sesso
• per lisciarsi le penne perché le piume devono essere sempre pulite sennò non possono volare.
• per uccidere le prede

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58
Q

l’uccello come uccide e mangia la preda

A

prendendo la preda, la mette nel gozzo perché non ha denti e la tiene lì fin quando non è al sicuro, poi c’è il ventriglio che è una parte dello stomaco che contiene dei sassi che servono a rompere il cibo o la preda. Siccome ingoiano la preda intera, le ossa e le piume della preda non vengono digerite, fa una palla e li espella sotto forma di vomito.

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59
Q

nomenclatura binomia

A

proposta da Linneo nel 1753

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60
Q

su cosa è basata la nomenclatura binomia

A

sull’utilizzo di due termini latini in cui:

  • il primo inizia sempre con una lettera maiuscola ed indica il genere,
  • mentre il secondo è scritto in minuscolo ed è un aggettivo, generalmente descrittivo oppure geografico, e corrispondente alla specie.
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61
Q

vertebrati

A

sono gli animali dotati di uno scheletro, cioè snodati perché le loro ossa anche se sono dure e rigide sono unite in modo da permettere ogni movimento (ad esempio i pesci).

62
Q

invertebrati

A

sono gli animali che non hanno uno scheletro osseo.
Gli animali senza scheletro che vivono sulla terra hanno tutti piccole dimensioni, perché altrimenti il peso del loro corpo non potrebbe essere sorretto

63
Q

pesci

A
  • forma del corpo affusolata: più idrodinamica
  • ricoperti da scaglie, incastrate per rendere il corpo liscio: materiale osseo simile a quello delle unghie
  • riproduzione attraverso la produzione di uova
  • ovovivipari
64
Q

ovovivipari

A

La femmina produce poche uova che vengono ospitate all’intero del corpo, dove si sviluppano. Quando le uova si sono aperte, poi partorisce i piccoli come un mammifero.
es. squalo

65
Q

anfibi

A
  • hanno una pelle molto sottile, respirano con la pelle e rimangono ancorati all’acqua perché la pelle deve restare umida per poter sempre respirare
  • si riproducono da migliaia di uova lasciate sul fondo di laghi o stagni.
    Le larve che escono dall’uovo, chiamate girini, vivono nell’acqua dove si nutrono e respirano attraverso le branchie. Diventando adulto, al girino crescono le zampe, si sviluppano i polmoni e diventa così capace di vivere anche sulla terra
66
Q

rettili

A
  • diffusi negli ambienti caldi e temperati
  • vivono per la maggior parte sulla terra: pelle impermeabile per ridurre al minimo l’evaporazione dell’acqua
  • ovipari: guscio molto duro e deposte sulla terra
67
Q

mammiferi

A
  • peli più o meno folti
  • denti più o meno aguzzi
  • i piccoli si sviluppano all’interno della madre che al momento giusto li partorisce
  • ## appena nati si nutrono succhiando il latte prodotto dalle mammelle
68
Q

organizzazione dei vegetali

A
  • tallofite
  • cormofite
  • briofite
69
Q

tallofite

A

sono gli organismi vegetali più primitivi e presentano un corpo organizzato in tallo, non hanno vasi linfatici, ma una struttura vegetativa semplice, poco o non differenziata; gli organi riproduttivi maschili e femminili sono chiamati spore che si incontrano lasciandosi trasportare dall’acqua infatti questi organi riproduttivi non sono circondati da cellule sterili. Le tallofite sono alghe e licheni

70
Q

cormofite

A

sono piante superiori che presentano un corpo organizzato a cormo; presentano radice, fusto e foglie e hanno vasi linfatici; gli organi riproduttivi sono circondati da uno strato protettivo di cellule sterili

71
Q

in cosa si suddividono le cormofite

A
  • pteridofite

- spermatofite

72
Q

pteridofite

A

come ad esempio le felci che sono ancorate all’acqua, cioè per riprodursi hanno bisogno dell’acqua, infatti le cellule riproduttive delle felci sono le spore

73
Q

spermatofite

A

si suddividono in gimnosperme e angiosperme

74
Q

gimnosperme

A

sono le piante a ovuli nudi cioè l’ovulo è a diretto contatto con l’ambiente esterno come ad esempio le conifere

75
Q

angiosperme

A

sono le piante a fiori che hanno gli ovuli contenuti nell’ovario. Ogni fiore da origine ad un frutto come ad esempio la spiga del grano.

76
Q

briofite

A

come i muschi e le epatiche che hanno una struttura del corpo molto semplice, non hanno vere radici ma filamenti avventizi che gli permettono di ancorarsi al terreno, non hanno vasi linfatici ma hanno delle piccole foglie ma sono talmente piccoli che possono permettersi di non avere gli organi conduttori ovvero i vasi

77
Q

riproduzione delle alghe

A

si riproducono utilizzando l’acqua in cui vivono.
Esistono alghe piccolissime e quasi invisibili a occhio nudo che galleggiano nell’acqua e che si riproducono sdoppiandosi.
Le alghe più grandi, invece, si riproducono per mezzo di parti maschili e femminili chiamate spore, che si incontrano lasciandosi trasportare dall’acqua.

78
Q

struttura di un’alga

A

formato da un’unica struttura tallo. Alla loro base hanno un semplice disco di sostegno che ha la funzione di tenerle attaccate al fondale.
Vivono in profondità alle quali può arrivare la luce del sole, di cui hanno hanno bisogno per fabbricare il cibo necessario alla loro esistenza e a quelle degli animali che si nutrono di loro

79
Q

riproduzione dei muschi

A

si riproducono per mezzo di spore, come le alghe. Ma vivono fuori dall’acqua, però hanno bisogno dell’umidità per il trasporto delle spore, quindi vivono in ambienti umidi

80
Q

conifere

A

. Il loro nome deriva proprio dai coni (o pigne), cioè dalle parti maschili e femminili che esse utilizzano per la riproduzione. I coni maschili producono il polline, che, trasportato dal vento, si unisce agli ovuli dei coni femminili, dai quali si formano così i semi. Quando i semi sono pronti, il cono femminile si apre e li lascia cadere a terra, per far nascere nuove piante.

81
Q

radici delle conifere

A

molto profonde per assorbire l’acqua nella profondità del terreno

82
Q

piante con i fiori

A

Mentre le conifere fanno viaggiare con il vento grandissime quantità di polline, le piante con i fiori ne producono di meno, perché riescono a farlo trasportare dagli animali. Ogni fiore contiene una sostanza dolce (nettare) della quale in particolare gli insetti sono molto golosi. Per succhiarla, essi si ricoprono di polline e lo trasportano poi agli ovuli degli altri fiori. Fanno parte di questo gruppo moltissimi arbusti, alberi e le piante erbacee, che occupano quasi tutti gli ambienti

83
Q

api

A

Le api, che comparvero circa 100 milioni di anni fa, derivano da vespe carnivore che smisero di mangiare carne per preferire polline e nettare; con il tempo il corpo si riempì di peli così da raccogliere più polline possibile

84
Q

api adulte

A

hanno bisogno di carboidrati per l’energia e il nettare, uno dei cibi più energetici di tutto il pianeta, rappresenta il loro nutrimento (offerto dai fiori in cambio della dispersione del polline).

85
Q

api bottinatrici

A

vanno alla ricerca di polline che trasportano dentro l’alveare per nutrire le larve, che invece hanno bisogno delle proteine per crescere. Da un po’ di anni sta accadendo ciò che gli scienziati hanno chiamato “sindrome del collasso degli alveari”, è un fenomeno misterioso per cui tutte le api operaie e bottinatrici delle colonie scompaiono improvvisamente, restano le api regine e le larve in salute, ma le operaie si volatilizzano e senza operaie la colonia muore. Ancora non è stata identificata la causa.

86
Q

funghi

A

non contengono la clorofilla e per vivere si nutrono delle sostanze prodotte dagli altri organismi. Alcuni si cibano degli organismi morti e sono molti utili per l’ambiente, perché, decomponendoli, liberano varie sostanze che possono poi essere assorbite dalle radici delle piante. Molti funghi sono commestibili per l’uomo e possono diventare piatti prelibati. Ne esistono altri, però, che contengono dei veleni e possono perciò essere pericolosi

87
Q

fotosintesi clorofilliana

A

clorofilliana è il processo chimico più diffuso sulla Terra per la produzione di composti organici partendo da sostanze inorganiche, inoltre è l’unico processo biologicamente importante in grado di raccogliere l’energia solare, da cui, fondamentalmente, dipende la vita sulla Terra. La parola è composta da foto (luce) e sintesi (combinazione di sostanze).
Ha lo scopo di produrre il glucosio (sostanza organica) per gli organismi autotrofi (piante ed alghe) ed eterotrofi.

88
Q

perché è utile la fotosintesi

A

Le piante riescono a rimanere in vita grazie alla fotosintesi clorofilliana perché riescono con questo processo ad ottenere il glucosio, indispensabile per la loro sopravvivenza.
La fotosintesi clorofilliana è anche indispensabile perché permette di liberare ossigeno nell’atmosfera (attraverso gli stromi delle foglie): le piante prelevano quindi anidride carbonica (CO2) e la trasformano in ossigeno (O2), il quale è indispensabile per la nostra stessa sopravvivenza

89
Q

fasi della fotosintesi

A

La prima fase della fotosintesi viene attivata dall’energia solare. La linfa grezza infatti, formata da acqua e Sali minerali, viene prelevata dal terreno grazie alle radici delle piante e sale attraverso i canali linfatici fino alle foglie. Con la mediazione della clorofilla, la luce solare permette di convertire sei molecole di CO2 e sei molecole d’H2Oinuna molecola di glucosio(C6H12O6), zucchero fondamentale perla vita della pianta. Come sotto prodotto della reazione si producono sei molecole di ossigeno, che la pianta libera nell’atmosfera attraverso gli stomi che si trovano nella foglia.

90
Q

clorofilla

A

una sostanza di colore verde presente nei cloroplasti, organuli della cellula vegetale in grado di catturare la luce e accumulare energia.

91
Q

come si chiama l’unione di acqua e sali minerali

A

di linfa grezza che viene trasportata nelle foglie attraverso i vasi linfatici che percorrono tutto il fusto

92
Q

fasi della fotosintesi clorofilliana

A
  • Nelle foglie avviene la reazione, ma per avvenire ha bisogno di anidride carbonica (CO2).
  • le foglie attraverso gli stomi assorbono dall’aria l’anidride carbonica.
  • la clorofilla, presente nei cloroplasti, cattura la luce del sole e ne trattiene l’energia
  • grazie alla luce del sole, l’anidride carbonica e la linfa grezza si combinano producendo ossigeno e sostanze nutritive che insieme formano la linfa elaborata.
  • Nell’aria sempre attraverso gli stomi viene liberato ossigeno.
  • La linfa elaborata viene trasportata attraverso dei sottili canali dalla foglia a tutta la pianta per nutrirla
93
Q

funzione della fotosintesi clorofilliana

A

produrre glucosio per dare energia alle piante

94
Q

formula del glucosio

A

C6 H12 O6

95
Q

funghi

A

Il fungo non nasce per essere mangiato ma per mangiare.
Quello che chiamiamo fungo è in realtà il frutto della creatura fungo composto da tanti filamenti detti ife, che formano il micelio ed è quello che darà vita alle spore.
Il vero fungo è quello che sta sottoterra e che non si vede (cioè il micelio); quello che si vede porta le spore.
Il frutto (cioè la parte che si vede) si chiama carpoforo e il suo compito principale è quello di portare le spore a maturazione, perché possano disperdersi nell’ambiente e dare inizio a un uovo ciclo della vita. Le spore mature, per poter germinare, hanno bisogno di un ambiente adatto e di acqua, infatti a loro serve la giusta umidità e temperatura.
Dalla zona sottostante il cappello (imenoforo, costituito da lamelle), si disperde una nube di minuscole particelle, le spore che sono gameti

96
Q

suddivisione dei funghi

A
  • ficomiceti
  • basidiomiceti
  • ascomiceti
97
Q

ficomiceti

A

sono funghi sia unicellulari che pluricellulari. Nei funghi pluricellulari il micelio è costituito da ife prive di setti trasversali per cui i nuclei e gli altri organuli possono passare da un’ifa all’altra, è un’organizzazione cellulare, ma non sono delle cellule separate tra loro infatti mettono in comune il citoplasma con tutti gli organelli che sono dentro

98
Q

basidiomiceti

A

portano le spore su dei bastoncini che si chiamano basidi, e sono i basidi stessi a dare forma e vita alle spore. Sono fatti di solito come le clave degli uomini primitivi . In cima ad ogni basidio ci sono normalmente 4 cornini, che si chiamano serigmi, sui quali si forma la spora. Fra un basidio e l’altro ci sono altri bastoncini che fanno un però da ammortizzatori e si chiamano cistidi.

99
Q

ascomiceti

A

tengono le spore nascoste dentro a dei sacchettini, che si aprono quando le spore sono mature e le sparano come un cannone. In ogni asco (sacchettino) ci sono di
norma 8 spore, ma ce ne sono alcuni che ne possono avere di meno o di più di otto e in ogni fungo ci sono più aschi.

100
Q

zoocenosi

A

insieme delle popolazioni animali

101
Q

fitocenosi

A

: l’insieme delle popolazioni vegetali (piante che crescono in un determinato ambiente influenzandosi reciprocamente)

102
Q

biocenosi

A

insieme di zoocenosi e fitocenosi

103
Q

olocenosi

A

L’insieme di biocenosi e delle relazioni che essi hanno fra di loro e con l’ambiente

104
Q

3 livelli di biodiversità

A
  • diversità genetica
  • diversità della specie
  • diversità degli ecosistemi
105
Q

diversità genetica

A

somma complessiva del patrimonio genetico degli esseri viventi che abitano il pianeta

106
Q

diversità della specie

A

indica la diversità tassonomica di specie presenti nella terra

107
Q

diversità degli ecosistemi

A

insieme di tutti gli ambienti naturali presenti sul nostro pianeta

108
Q

selezione naturale

A

fenomeno per cui organismi della stessa specie, con caratteristiche differenti, ottengono un diverso successo riproduttivo con la conseguenza che le caratteristiche che tendono ad avvantaggiare la riproduzione diventano più frequenti di generazione in generazione

109
Q

selezione naturale = setaccio

A

lasciando passare i caratteri vantaggiosi e impedendo la diffusione dei caratteri che portano qualche svantaggio

110
Q

evoluzione

A

il progressivo ed ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti negli organismi viventi

111
Q

perché si ha la selezione

A
  • gli individui hanno diversa capacità di utilizzare le risorse dell’ambiente e di sfuggire a pericoli presenti (come predatori e avversità climatiche)
  • i conspecifici competono per le risorse
  • le risorse a disposizione sono limitate (progressione aritmetica) ed ogni popolazione tende ad incrementare la sua consistenza in progressione geometrica.
112
Q

base genetica

A

è costituita dal nucleo, il nucleo delle cellule contiene acidi nucleici, lunghe molecole organiche che si occupano di trasportare l’informazione genica, fatte da sequenze di quattro nucleotidi A C T G, che sono le iniziali delle basi azotate che li differenziano.
Quando la cellula è prona a riprodursi, essa duplica il proprio DNA, creandone una copia.

113
Q

dna

A

è un nucleotide, ed è formato da due filamenti polinucleotidici antiparalleli disposti a doppia elica, da zucchero e fosfato all’esterno e dalle basi azotate ( adenina – timina, guanina – citosina) all’interno rispetto l’elica.

114
Q

dove si trova il gene

A

nel cromosoma

115
Q

cromosomi

A

densi pacchetti di DNA. Esattamente ogni cromosoma è formato da filamenti di cromatina (cioè DNA, proteine acide, proteine basiche o istoni) disposta a spirale. Quindi i cromosomi contengono l’informazione genetica.

116
Q

struttura cromosoma

A

costituito da due braccia dette cromatidi fratelli

117
Q

a cosa servono i geni

A

a produrre le proteine, cioè il fenotipo. Le istruzioni sono registrate nella sequenza dei nucleotidi del DNA, usano il codice genetico
Il gene è un tratto di DNA (cromosoma) che codifica per una proteina (o carattere).

118
Q

mutazioni

A

sono piccoli cambiamenti che si verificano improvvisamente in un gene, modificando la sequenza del suo DNA

119
Q

quali fattori possono causare le mutazioni

A
  • agenti fisici come le radiazioni ultraviolette
  • agenti chimici come il benzene un idrocarburo liberato dai gas di scarico delle auto
  • agenti biologici come il virus che sono capaci di interferire con il dna delle nostre cellule
  • Anche senza agenti esterni una mutazione può verificarsi spontaneamente, a causa di errori di copiatura del DNA durante la sua duplicazione.
120
Q

che cos’è la specie

A

Per specie si intende un gruppo di organismi simili in grado di incrociarsi tra loro e di produrre prole fertile.

121
Q

minacce per la biodiversità

A
  • frammentazione degli habitat (1)
  • l’introduzione di specie alloctone (2)
  • inquinamento di suolo, acqua e atmosfera
  • attività venatoria irrazionale è un altro motivo di impatto sulla fauna
  • pesca eccessiva
  • sovrasfruttamento delle risorse, foreste e terreni
  • l’agricoltura intensiva comporta il sacrifico di migliaia di ettari di aree umide, attraverso interventi di bonifica
  • la non regolata captazione delle acque di falda per utilizzo urbano o per uso agricolo
  • i cambiamenti climatici
122
Q

piante != animali

A
  • Clorofilla
  • Autotrofo
  • Utilizzazione diretta dell’energia solare
  • Produttori
  • Crescita illimitata (continua fino alla morte)
  • Immobilità
  • Pareti cellulari rigide
123
Q

animali != piante

A
  • Assenza di clorofilla
  • Eterotrofi
  • Energia assunte indirettamente tramite il cibo
  • Consumatori
  • Crescita limitata (cessa dopo un periodo giovanile di sviluppo)
  • Mobilità
  • Cellule per lo più prive di pareti
124
Q

come si dividono gli ambienti naturali

A
  • r selettivi

- k selettivi

125
Q

ambienti r selettivi

A

ambienti fisicamente instabili, caratterizzati da ampie fluttuazioni e da risorse sovrabbondanti. Questi ambienti favoriscono le specie in grado di adeguarsi all’imprevedibilità, facendo fronte alla mortalità elevata, grazie ad un’alta produttività

126
Q

ambienti k selettivi

A

ambienti fisicamente stabili, duraturi e favorevoli, sono dotati di risorse limitate, caratteristiche queste che favoriscono le specie che possiedono alta capacità competitiva

127
Q

quanti milioni di anni fa sono nate le piante

A

circa 3,5 milioni di anni fa

128
Q

qual è il vantaggio delle piante di avere delle foglie

A
  • l’ombreggiamento (riparano dai raggi solari)

- l’azione umidificatrice con produzione di rugiada e brina.

129
Q

Ontogenesi

A

Sviluppo individuale

130
Q

Filogenesi

A

Evoluzione del gruppo a cui l’individuo appartiene

131
Q

Cosa significa sviluppo sostenibile

A

conservazione delle risorse del nostro Paese, quando non utilizziamo tutte le risorse, ma le utilizziamo con parsimonia tenendo conto delle generazioni future. Significa anche cambiamento dei comportamenti e degli stili di vita.

132
Q

Impronta ecologica

A

quanto territorio biologicamente produttivo, viene utilizzato da un individuo, una famiglia, una città, un paese o dall’intera umanità per produrre le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti che genera.

133
Q

Come calcolare l’impronta ecologica

A

si fa riferimento alle categorie di consumo utilizzate come alimenti, abitazioni, trasporti, beni di consumo, etc.
L’impronta ecologia dell’Italia è di 4,5 ettari per persona.
Attualmente la nostra impronta globale supera la capacità rigenerativa del Pianeta di circa il 30%

134
Q

Impronta idrica

A

l’unità che misura quanta acqua dolce usiamo direttamente e/o indirettamente per produrre beni e servizi consumati da una persona, una comunità o un’azienda

135
Q

Tensione superficiale

A

dovuta ai legami tra le molecole di acqua (legami a idrogeno) che tendono ad attrarsi tra loro perché le molecole dell’acqua funziona a bipolo, da un lato accumula carica positiva e dall’altro negativa

136
Q

quali sono i gas serra

A
  • anidride carbonica
  • metano
  • ossido di azoto
  • acqua
  • ozono
137
Q

formula anidride carbonica

A

CO2

138
Q

formula metano

A

CH4

139
Q

formula ossido di azoto

A

N2O

140
Q

formula acqua

A

H2O

141
Q

formula ozono

A

O3

142
Q

troposfera

A

0-20km.
è il nostro cielo azzurro; qui avvengono tutti i fenomeni meteorologici e contiene l’80% della massa gassosa totale, nonché il 99% del vapore acqueo

143
Q

stratosfera

A

20-50km.
è senza nuvole, ha aria secca e temperatura alta. A quest’altezza si forma l’ozono, che impedisce ai raggi ultravioletti del sole di danneggiarci.

144
Q

mesosfera

A

50-85km.

ha temperatura che scendono a -90°C.

145
Q

termosfera

A

85-690km.

raggiunge i 2000°C, riflette onde rado fino a grandi distanze e protegge la Terra, polverizzando le meteoriti

146
Q

esosfera

A

fino a 10.000km.
rappresenta la parte più esterna dell’atmosfera terrestre, qui le molecole dei gas, velocissime, sfuggono alla forza di gravità terrestre, perdendosi nello spazio.

147
Q

serbatoi del carbone

A
  • atmosfera
  • oceano
  • suolo terrestre
148
Q

4 serbatoio del carbone

A
  • carbon fossile: contiene carbone vecchio.
149
Q

fonti naturali dell’anidride carbonica

A

• La prima fonte naturale sono gli organismi viventi attraverso l’espirazione
• La seconda fonte naturale sono i vulcani (hanno tanti gas tra cui la CO2)
Per fornire gli alberi che tramite la fotosintesi e alcuni organismi degli oceani assorbano la CO2.

150
Q

quali sono le fonti artificiali dell’anidride carbonica

A
  • Combustione (tutto ciò che brucia provoca CO2)
  • Emissione di idrocarburi (ciminiere, fumo delle sigarette)
  • Riscaldamento
  • Gas di scarico (lo scarico della macchina)
151
Q

quali sono le emissioni in natura del metano

A
  • I ruminanti → gli animali espellono il metano con le loro eruttazioni
  • Le risaie → sono la seconda fonte di emissione di metano del Pianeta. Quando il riso viene raccolto il resto della pianta rimane in acqua e la sua decomposizione produce metano
  • Decomposizione di sostanze organiche
  • Combustione di biomassa